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by Andrea Milioni

Grande gesto di solidarietà da parte dei colleghi di Emilio Lentini, l’operaio 53enne malato di leucemia, che da pochi giorni di vita che le erano rimasti dopo essere svenuto appena rientrato a casa dal lavoro, è passato ad una nuova vita.

La vicenda accade nel 2016. Un malore per lui e subito gli esami di accertamento che rivelano una diagnosi fatale. Una leucemia che gli consente solo pochi giorni di vita, se non fosse per il figlio di Emilio, che dona al padre il proprio midollo salvandogli così la vita. Passa un anno in malattia tra cure mediche e accertamenti, lontano dal lavoro, usufruendo di tutti i permessi possibili. Fin quando non ce ne sono più. Fin quando la realtà diventa che l’aspettativa continua ma non retribuita. E qui scatta il secondo grande sodalizio nei suoi confronti, dopo quel grande gesto di umanità del figlio. Arriva quello dei colleghi di lavoro, dell’azienda Enea Mattei di Vimodrone, dove Emilio lavora, che, in collaborazione ai colleghi dell’altro stabilimento della compagnia, quello di Zingonia, decidono di comune accordo di donare lui le loro ore di ferie, arrivando ad un complessivo di 911 ore da scontare e dandogli così la possibilità di continuare a percepire lo stipendio al fine di continuare a portare avanti la sua battaglia contro la terribile malattia che lo ha colpito. Commosso Emilio, ha ringraziato pubblicamente tutti i colleghi che si sono prodigati ad aiutarlo con questo gesto, compresi quelli che non lo conoscevano personalmente e che hanno ugualmente aderito al gesto. A significare che spesso l’unione fa la forza e che la solidarietà rimane sempre un gesto di cuore capace di riportare alla vita una persona già data per spacciata e la possibilità di mantenere il suo posto di lavoro che diversamente sarebbe finito nelle mani di qualcun altro. Gesti a cui lo Stato, in concomitanza con le stesse aziende, dovrebbe provvedere tramite soluzioni alternative per emergenze di questo tipo dal momento che la salute è un diritto, così come anche il lavoro!!!

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