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le verita

by Andrea Milioni

Per quanto antipatico mi stia, per quanto incapace lo possa ritenere, per quanto insensibile alle problematiche degli italiani resti, per una volta mi trovo a concordare col pensiero del Presidente Mattarella.

Il Presidente fa riferimento alla piaga bullismo a scuola, concentrando ed allargando però il discorso non ai singoli ragazzi bulli, ma estendendo il problema ai genitori dei ragazzi bulli. Affermando che proprio i genitori bulli, siano più pericolosi degli stessi figli bulli. Da sempre scrivo e condanno del problema bullismo in ogni sua forma, ma è indegno quando questo si presenta nei luoghi rivolti all’educazione dei nostri figli, ovvero la scuola. Nell’anno scolastico passato, sono stati numerosissimi i casi di bullismo da parte di ragazzi verso compagni, insegnanti e presidi di scuola, ma ancora di più lo sono stati da parte di genitori che hanno preso le parti dei loro figli bocciati a fine anno, che durante l’anno hanno preso brutti voti, che sono stati sospesi a causa di comportamenti sbagliati. Bullismo allo stato puro da parte di genitori verso presidi ed insegnanti nel tentativo di difendere una dignità inesistente dei propri figli. Ma con chi prendersela se un ragazzo a scuola durante una interrogazione prende un 4 invece che 7 o 8? Ma solo con lui stesso che non ha studiato. CAPRA!!! Idem se alla fine dell’anno uno viene bocciato o sospeso nel corso dell’anno per comportamenti errati. Insomma si tratta a prescindere di una educazione sbagliata che si ripercuote dai genitori verso i figli, che ritrovandosi dei genitori bulli a loro volta sono dei bulli. Ma il problema più grande è proprio l’esempio che viene dai genitori e che invece dovrebbe essere d’esempio. Sono stati numerosi e sparsi in tutta Italia i casi di aggressione da parte di genitori verso docenti e presidi di scuola spesso con conseguenze gravi. Ne abbiamo parlato molto e spesso ma rimane una piaga a cui non se ne viene a capo. Non serve denunciare dopo, non serve vendicarsi, non serve scusarsi o ammettere di aver sbagliato. Serve prevenire. E come? E’ importante realizzare un progetto che all’inizio di ogni anno scolastico venga presentato nelle scuole e che coinvolga sia gli alunni che le loro famiglie. E’ importante che genitori e figli si confrontino in un dialogo che probabilmente manca a priori, a casa, tra le mura domestiche, dove un genitore educa i propri figli, dove dovrebbe accorgersi se suo figlio è vittima di bullismo da determinati comportamenti o se invece è un bullo da altri comportamenti aggressivi. Ma tutto questo lo si evince sempre a seconda di che genitore uno è. Un genitore bullo di natura, si ritroverà un figlio bullo perché il ragazzo è quello che vede in casa, quei comportamenti e quelli ripete in caso di necessità a suo piacimento. Un genitore tranquillo può anche ritrovarsi un figlio bullo ma saprà di certo intervenire alla prima occasione per raddrizzarlo nel modo corretto. Quello che non potrà fare un genitore bullo perché quella è la sua indole. E qui nasce un altro problema. Quello della troppa tecnologia. Il telefonino, i social, le chat. Tutte cose che danneggino i rapporti all’interno delle famiglie e che allontanano i figli dai propri genitori che non riescono più a parlare perché questi ragazzi sono troppo attaccati a questi strumenti così come spesso anche i genitori, vuoi per lavoro, come chi scrive, o chi solo per puro divertimento. Si è arrivati a mandare messaggi ai figli da una stanza all’altra della casa piuttosto che fare due passi per parlare direttamente con loro. Insomma si sta andando nella direzione contraria a quello che la scuola vorrebbe e dovrebbe insegnare. Viene a mancare la cultura, un idealismo vero a favore di una ideologia errata che si tenta di trovare in un mondo virtuale come quello di internet. Non si è più abituati a fare ricerche dalle enciclopedie, non si cerca più il significato delle parole dai vocabolari. Ormai qualunque cosa è su internet. E spesso tutto questo porta ad un livello di cultura generale troppo basso che si evince nella pratica a scuola dove inesorabilmente i professori, devono giudicare i ragazzi per quello che danno e sono e a volte i risultati non sono quelli che un genitore spera per il proprio figlio. Ecco quindi l’atto da bullo del genitore che cerca di difendere con la forza i diritti del figlio, senza capire invece che lo sbaglio lo ha commesso lui, il genitore in primis, già nell’educare suo figlio in maniera sbagliata e soprattutto prendendo le sue difese quando invece è nel torto. Ecco quindi che si rivela fondamentale un dialogo genitori e figli, perché per quanto se ne possa dire, al giorno d’oggi nessun genitore conosce bene i propri figli e dietro un apparente bravo ragazzo, può nascondersi il bulletto di periferia, ma solo perché si ritrova un genitore bullo come capo famiglia. Un progetto da presentare nelle scuole che insegni ai ragazzi il vero bullismo in modo da evitare di diventarlo ed esserne vittima. Capire se anche involontariamente qualcuno si è reso protagonista di un atto di bullismo verso un compagno o un amico e se, vedendo determinati video o immagini ed ascoltando determinate parole, uno si possa ritenere vittima di bullismo. Un progetto che mostri ed insegni ai genitori a conoscere meglio i propri figli e ad essere più presenti nelle loro vite, ad insegnare loro i veri valori e l’umiltà del rispetto verso certi ruoli della società che vengono e che mancano da tempo. Insomma partire con un progetto importante che sia l’inizio della fine di una piaga sociale negativa e deleteria.

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