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le verita

by Andrea Milioni

Sfilare in tacco 12 si può. Banale se detta così, perché il pensiero va subito a chi il tacco 12 si può permettere di portarlo, chi di professione fa la modella, chi su quei trampoli ci sa stare.

Ma la faccenda è diversa se ad indossare un tacco 12 è una disabile e allora suona diversamente. Ma è di fatto la realtà. Realtà divenuta possibile grazie all'impegno di Benedetta De Luca, ragazza disabile che ha alle spalle una vita ed una storia particolare, ma che ha fatto della sua disabilità, un'arma vincente, lo stimolo della sua vita per poter dare a chi come lei ha degli handicap fisici, la possibilità di vivere una vita insperata, quella vita che di solito chi presenta handicap motori importanti difficilmente pensa di poter vivere. AGENESIA DEL SACRO, ovvero un disturbo dello sviluppo dei segmenti spinali distali unilaterali. È questa la rara, rarissima malattia da cui Benedetta è affetta. Rarissima perché colpisce un bambino su sessanta mila e che l'ha costretta a vivere dodici anni della sua vita in un letto e a subire ben 18 interventi chirurgici. Considerando che Benedetta ha solo 32 anni..oggi si sposta su una sedia a rotelle e a volte si appoggia alle stampelle. Una ragazza molto bella, bellezza che ha deciso di sfoggiare in passerella, mostrando a chi non vuole vedere, che la femminilità è parte delle donne e che una disabilità o un handicap non possono pregiudicarla a prescindere. E così Benedetta ha deciso di impiegare la sua vita e di impegnarsi affinché anche una ragazza che presenti una disabilità possa avere la possibilità di sentirsi donna. Ecco quindi l'idea di organizzare sfilate di moda in passerella in carrozzina. Vittima di bullismo da bambina proprio a causa della sua disabilità e per l'ignoranza della gente, ha deciso che nessuna donna debba sentirsi inferiore alle altre e che come detto un tacco 12, un bel vestito può indossarlo anche una ragazza seduta in carrozzina o chi presenta sindrome di down. Quaranta ragazze unite in questo percorso. Che non è rivolto, come lei stessa specifica a suscitare vittimismo, ma a dare ed infondere coraggio a quelle ragazze, a quelle donne che hanno paura di mostrare il loro corpo e la loro disabilità. Lei stessa dice di disegnare abiti per sfilare e questo aumenta l'impegno per portare la parità nel mondo femminile della bellezza. Perché indossare un tacco 12 si può..a prescindere da tutto. E perché la disabilità va oltre ogni impossibile pensiero di discriminazione sociale.

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