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assenteisti campidoglio

Avevamo il vago sospetto che al sindaco Marino  piacesse apparire sulle prime pagine di tutti i giornali.

E’ quello che accusano i sindacati dei lavoratori capitolini, accusati dal sindaco di finte mini-malattie per assenteismo.

Secondo Marino, sarebbero raddoppiati i certificati dei dipendenti capitolini che si fingono malati, passando da 27.000 a oltre 50.000 nell’ultimo triennio. Ma il sindaco, nell’ultimo triennio è stato impegnato in ben altro che prendersi cura delle proprie casse, quelle comunali, che andavano a riempire insieme a quelle dell’Inps, le tasche dei finti lavoratori ammalati.

Impegnato ad annullare un concorso, un maxi concorso che vedeva impegnate 22 categorie di lavoro e migliaia di posti di lavoro. Che avrebbero dato slancio alla capitale, opportunità a giovani e professionisti, gettati nel baratro dalla decisione infelice di un sindaco incapace di gestire i fondi, o magari dopo averne incassati tanti per poterlo sospendere per una ingiusta motivazione, o quella che gli è stata imposta per non renderlo attivo.

Impegnato a convalidare unioni civili e a sperperare fondi in attività illecite. Contornato da una giunta attiva solo a remare contro la città eterna. A pensare di creare lavoro per gli stranieri, a creare quartieri a luci rosse legali per le strade, ed altre merdate del genere.

Ecco chi è Marino… Fin quando improvvisamente non si accorge che una moltitudine di dipendenti, tenta di fargliela in barba sotto il naso, con continui certificati di malattia giornalieri. E l’Inps a pagare.

Ecco allora l’accordo con Tito Boeri, presidente Inps, che prevederà un controllo accurato sui certificati dei dipendenti e che sarà votato a punire chi risulterà colpevole di assenteismo. I sindacati insorgono perché consapevoli che esistono già strumenti validi per valorizzare i dipendenti nei contratti di lavoro, e che se altre proposte devono essere fatte, quantomeno vengano fatte alla luce del sole.

Ma giustamente, se c’è chi viene punito, altri devono essere premiati, ed è su questo che punta Marino in accordo con Boeri. Controllare chi agisce con fedeltà verso la capitale, chi non abusa di permessi e certificati, e di conseguenza portando benefici al lavoro. Marino afferma di voler premiare chi sarà onesto.

Ma viene da indignarsi perché, come si può premiare chi è fedele ad una opportunità di lavoro che oggi scarseggia, per cui si firmerebbero carte false per averne uno? Un dipendente, che sia soprattutto dipendente di Roma capitale, dovrebbe essere grato e riconoscente di avere un’opportunità di lavoro simile. Non si può premiare chi un premio ce l’ha già, il lavoro. Si dovrebbe insistere invece sulle punizioni per chi certe opportunità non se le sa tenere e chi tenta di frodare comuni, Stato ed aziende.

Come detto, ci sono impegni importanti da assolvere per certe personalità. Se Marino non ne prende atto si ritroverà a dover rispondere di cose che il popolo non sarà in grado di perdonare e non potrà accettare di fronte alla realtà della crisi che ci attanaglia.

Meditare gente. Meditare…