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dario troni

Si entra in galera a soli 19 anni, perché protagonisti di efferati omicidi di mafia, e si fa carriera dietro i libri, si diventa istruiti dietro le sbarre, perché... Magari all'epoca dei fatti, parliamo del 1992, Dario Troni, condannato all'ergastolo per i suddetti fatti, era povero e costretto ad assoldarsi ai clan mafiosi per sbarcare il lunario.

 

Ma a soli 19 anni, non si può pensare di farla franca a lungo. E cosi ecco che si aprono a vita le porte del carcere. E allora si inizia un percorso riabilitativo con gli studi universitari. Sono ben tre le laureee infatti, che Troni avrebbe conseguito fino ad oggi. La prima nel 2007 in Economia e Commercio, la seconda nel 2010 in Scienze politiche, e l'ultima pochi giorni fa, presso l'Università della Tuscia, in Scienze della Comunicazione.

Bel  modo di pentirsi e di reintegrarsi direte. Magari qualcuno di voi sta anche pensando che sarebbe il caso di rimetterlo all'interno della società e dargli un'altra possibilità di vita. Chiedetelo ai parenti delle vittime massacrate. Per una volta che la giustizia funziona...

Il problema di cui indignarsi, è che la scuola italiana sta andando in malora per colpa di un Governo che non intende fare nulla per salvare l'istruzione dei cittadini che hanno il diritto di averla. Purtroppo non a tutti è permessa in questo senso, per mancanza di fondi economici. Ma a quanto pare se riesci a farti mettere dietro le sbarre, il che riesce molto bene a molti, hai la possibilità di laurearti più volte nell'arco della stessa vita. 

Perché sembra che lo Stato investa cospicui fondi all'interno delle carceri per dare istruzioni a pregiudicati pluriomicidia, che dovrebbero solo stare a scontare ergastoli e magari anche la pena di morte se ci fosse. Invece viene data loro l'opportunità di reintegrarsi a spese di tutti noi.

Con quale coscenza è ancora da capire. Le scuole italiane stanno cadendo a pezzi, crollano i soffitti in testa agli alunni, mancano insegnanti nelle scuole e vengono annullati concorsi per mancanza di fondi che avrebbero dato lavoro a migliaia di precari in Italia.

Ma in questo Paese si continua a remare controcorrente. Si procede sempre verso il male. Perché investirte su chi deve scontare una pena all'ergastolo, non può precludere ad un diritto di reintegro in società, e non può togliere fondi a chi magari di una laurea, ne ha bisogno per lavorare, ma se ne vede privato a favore di un ergastolano pluriomicida. 

L'indignazione è tanta e deve far riflettere. Vivere in società e lottare per sopravvivere, per avere o dare un'istruzione a se stessi o ai propri figli, non deve avere come esempio quello di un killer mafioso che acquisisce tre lauree dietro le sbarre a spese dello Stato. E' indecente, è indegno verso il popolo e verso le vittime. Esiste una giustizia che deve essere rispettata. Il carcere non può essere un percorso ricostruttivo dell'essere umano, ma un sistema punitivo che isola certi elementi dal mondo esterno, visto che certi elementi sono solo marciume per il resto del mondo...

Qualcosa non va nel sistema. Qualcosa che non vede via di risoluzione e ne Renzi, ne Salvini, ne un Berlusconi o chi possa essere, risolveranno la questione senza prendere per mano il problema.

La scuola e l'istriuzione è un diritto di tutti, ma di tutti i cittadini liberi e se lo stato deve investire, investa su chi certe spese può ripagarle con un lavoro futuro.

Chi deve scontare l'ergastolo per omicidio mafioso, solo un'istruzione può avere. Quella del pentimento....