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le verita

by Andrea Milioni

Non smetterò mai di ribadirlo. Che certe persone, anche se nate in questo Paese ma di origini straniere, sono sempre fedeli al sangue che li contraddistingue.

Mi riferisco alla tragedia di Cardito dove un bambino di 7 anni ha perso la vita a causa delle botte inflitte lei da un 24 italiano di nascita ma di origini marocchine dal momento che il padre di lui lo era, e che era compagno della madre del bimbo ucciso. Lei la donna, una trentenne a quanto pare anch’essa presente al momento della tragedia e inesistente nel fermare la violenza immane che ha portato alla morte del piccolo nonché al ricovero in ospedale della sorellina della vittima che era più grande ma che si ritrova di fatto col volto completamente tumefatto ed irriconoscibile per le botte prese. Pugni, schiaffi ed il manico di una scopa. Con queste la bestia si è accanito sui due bambini fino ad ammazzarne uno e a ridurne un’altra in condizioni critiche anche se i medici non la ritengono in pericolo di vita. Quale possa essere stata la causa scatenante di questa immane violenza non è certo, ma nulla e niente la può giustificare. Il problema è che questi due bambini erano in mano ad una coppia di scellerati. Una madre scellerata che era uscita da un matrimonio dal quale aveva avuto i bambini per poi unirsi a questo orco che le ha portato via un figlio. Bambini che non frequentavano nemmeno le scuole del posto ne altre e quindi era impossibile conoscere la grave situazione di disagio che vigeva nella famiglia. In realtà la bambina ha raccontato a medici e ad inquirenti che il mostro li pestava spesso e che i vicini spesso avevano avvertito grida all’interno della casa. E’ una indignazione in più sapendo che nel tempo nessuno è mai intervenuto per salvare i bambini dalle violenze che quotidianamente si manifestavano in quelle mura. A segnalare la gravità del fatto, anche la testimonianza del primario della pediatria dell’ospedale del Santobono di Napoli in 30 anni di lavoro, ammette che mai gli era capitato di vedere una cosa simile, una violenza inaudita. Arrestato la belva adesso è accusato di omicidio volontario aggravato. Cosa lo abbia spento a compiere questo massacro non lo giustificherà e nessuna pena sarà mai troppo dura se non la pena di morte che purtroppo nel nostro Paese, a causa di certe istituzioni religiose non ci potrà mai essere. Mi auguro però per il piccolo Giuseppe, la vittima, che qualcuno pensi a vendicare la sua morte mentre il suo carnefice è in carcere, perché si sa che anche dietro le sbarre esiste una deontologia precisa tra i detenuti che prevede che nessun bambino debba mai essere toccato. Quindi se un giorno questo mostro dovesse trovare la morte in galera vorrà dire che il piccolo Giuseppe avrà avuto la sua giustizia. E nel frattempo speriamo che la burocrazia dia ai due bambini rimasti, la sorella maggiore pestata e la più piccolina, una nova famiglia e tanta serenità per un futuro più felice.

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