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by Andrea Milioni

E parlando di battaglie perse dalla Giustizia nel corso di anni, oggi la stessa subisce un’altra dura sconfitta.

Perdendo non solo la battaglia, ma la dignità, la certezza a cui spesso i parenti di vittime ammazzate, vittime di stupri, di sequestri, vittime di reati indegni fanno riferimento credendo in questa Istituzione. Oggi questa certezza l’hanno persa i genitori e i familiari di Marco Vannini, il ragazzo 21enne che nel 2015 perse la vita mentre era a casa dei familiari della fidanzata a causa di un colpo di pistola sparato dal padre della sua fidanzata. In primo grado vennero inflitti 14 anni di carcere per l’autore materiale del delitto, Antonio Ciontoli, militare in carriera, ma una intera famiglia venne condannata sempre in primo grado. Tre anni alla moglie dell’omicida e ai due figli, Martina fidanzata della vittima e Federico. Oggi però una sentenza di appello ribalta la situazione declassando l’omicidio da volontario a colposo, cioè accidentale. E la pena per lomicida scende dai 14 anni iniziali a 5 anni. Quindi il colpo sarebbe partito accidentalmente dalla pistola di Ciontoli. Non è mai stato chiarito come mai in quel preciso momento la pistola del militare era nelle sue mani piuttosto che riposta al sicuro. Fatto sta che Marco in quell’occasione ha perso la vita. Ovvia la reazione indignata della famiglia della vittima e degli amici, che hanno gridato vergogna ad uno stato assente per i suoi cittadini ammazzati e venduti ai giudici che hanno ribaltato una sentenza già scritta. Confermando così ciò che all’inizio di questo articolo ho scritto. E cioè che la credibilità verso una istituzione e verso uno Stato bastardo è andata perduta anche da chi in queste situazioni indegne e spiacevoli non ci è mai passato ma che si indigna nel leggere e nell’apprendere proprio queste notizie!!!

Se sei indignato/a dopo aver letto l’articolo, lascia il tuo commento ed esprimi la tua indignazione!!!