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le verita

by Andrea Milioni

17 ragazzi minorenni con una età compresa tra i 14 e i 17 anni. Rapina, estorsione, lesioni, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale.

Sono queste le accuse rivolte alla banda composta da questi 17 ragazzi che avevano composto una vera baby gang che operava nel centro di Como e nelle vicinanze della cittadina lombarda. Ragazzini derubati di soldi e telefoni, negozi rapinati, case svaligiate, minacce e percosse. Insomma, nel giro di pochi mesi 17 minorenni hanno terrorizzato una città mettendo nel panico i cittadini. Non sono serviti i numerosi interventi delle forze dell’ordine che ad ogni denuncia li identificavano e riconsegnavano alle loro famiglie aumentando il loro curriculum di criminalità. In tutto questo c’è l’indignazione che le famiglie di questi piccoli delinquenti, difendevano a spada tratta i loro figli giustificando i loro comportamenti. E come afferma il questore stesso di Como, l’ambiente familiare e disagiato, così è stato rivelato dalle indagini, di tutte le famiglie, l’educazione sbagliata e quasi assente verso questi ragazzi, ha determinato i loro comportamenti criminali facendoli sfogare in reati criminali e avviandoli ad una professione che li ha già condannati prima ancora di in iniziare. Cinque di loro sono già in carcere nonostante la minore età, altri 7 in comunità e agli altri 5 è stata notificata la permanenza fissa ai domiciliari. Non propriamente dignitoso per questi ragazzini, improvvisatisi bulli a causa dell’assenza di genitori e di una educazione che invece avrebbe dovuto preservare l’integrità morale e fisica di questi ragazzi che avrebbero potuto, nelle loro scorribande, trovare qualcuno in grado di reagire e condannarli ad una peggiore sorte. Ma come detto questi piccoli delinquenti nella loro incoscienza, erano talmente consapevoli di farla franca che non si degnavano nemmeno di nascondere i loro misfatti ma contrariamente usavano i social per vantarsene. Palese stupidità di chi non ha abbastanza cervello per vivere una vita sana ed onesta. Ecco perché avevano osato anche ribellarsi e minacciato i poliziotti che ogni volta intervenivano dopo le denuncia di chi subiva i loro abusi, certi che dopo poche ore sarebbero di nuovo stati liberi, minacciando glia genti perfino di morte. Ed ecco perché ogni volta insisto e focalizzo il punto su quanto sia fondamentale l’importanza di avere alle spalle certe famiglie, certi valori, certi genitori, una determinata educazione. Tutte cose che evidentemente questi ragazzi non avevano. Qual è il bene di questi ragazzi arrivati a questo punto? Una volta scontate le loro condanne, che dovrebbero essere pesanti atte ad insegnare loro che certi sbagli costano cari nella vita, dovrebbero ritornare nelle proprie case a sorbirsi l’indifferenza delle loro famiglie oppure la società dovrebbe intervenire affidandoli ad altre famiglie? A case famiglia? Ad associazioni che si occupano dell’integrazione dopo una sana riabilitazione di questi sbandati? Perché riportarli li dive tutto è iniziato sarebbe per loro un male incurabile.

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