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le verita

by Andrea Milioni

La fine di un matrimonio, di una relazione che diventa pretesto per commettere un omicidio. Femminicidio più esattamente. Una parola che non conosce età, religione, etnia.

E la vicenda descritta in queste righe non è una eccezione. La vittima una ragazza, una donna italiana di 25 anni. Il carnefice un tunisino di 35 anni marito o quasi ex dal momento che tra i due la relazione era giunta al termine. Ma mentre per la donna la vita era continuata, per il mostro si era fermata al giorno in cui lei gli aveva dato il ben servito. Ha quindi attesa che la moglie rientrasse a casa dal lavoro una sera, aspettandola sotto casa dei genitori dove la donna viveva. Arrivata a casa insieme alla sorella, l’uomo l’ha aggredita nel garage dove le ha dato una coltellata fatale al cuore lasciandola a terra senza vita. SI è salvata per miracolo la sorella della vittima che era intervenuta per difenderla ma il mostro ha colpito anche lei ed è adesso in condizioni gravi. Poi si è consegnato ai carabinieri che non hanno potuto che arrestarlo ed accertare il decesso della ragazza. Ormai il lavoro sporco era fatto. L’onore salvo. Perché per questa gente è solo quello che conta. Essere disonorati non è contemplato da certe teste e da certe religioni di certi paesi. E’ più onorevole il carcere che essere lasciati dalla propria moglie. E chi disonora merita la morte. E’ il pensiero che certe etnie contemplano. Ne ha pagato le conseguenze Marisa Sartori. E prima di lei molte altre. Il razzismo che tanto è sotto accusa in questo periodo, può essere contemplato nelle nostre menti occidentali. Ad essere falsi buonisti si dovrebbe rispondere di no, ma a voler provare a condividere la vita con una di queste religioni diverse dalla nostra non ha portano mai nulla di buono ne mai lo farà. E’ stata questa l’unica colpa di Marisa? Fidarsi di un diverso? Mi auguro almeno che la ragazza possa avere la sua giustizia. Che chi le ha tolto la vita possa scontare la pena che merita. Per chi toglie vita ad altri la pena dovrebbe essere quella capitale, che purtroppo nel nostro Paese non è contemplata, ma l’ergastolo si. E per uno che ha ammazzato una persona e ne ha quasi uccisa un’altra, l’ergastolo è il minimo.

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