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by Andrea Milioni

Simona Rocca. Un nome come tanti. Una storia come tante. Una vittima come tante. Vittima di un carnefice che non ha accettato che la sua donna fosse diventata ex.

Simona per fortuna non è morta. Per fortuna o per disgrazia? Perché se anche non è morta è comunque una vittima. Vittima di un tentato femminicidio. Vittima innocente di un massacro che l’ha ridotta in un letto d’ospedale con il 45% del corpo coperto dalle ustioni. Perché il suo ex, Mario D’Uonno, una ex guardia giurata, stamattina intorno alle 10 ha speronato la macchina della vittima nel parcheggio di un supermercato di Vercelli, dove appunto Simona si stava recando al lavoro e dopo averla picchiata, ha dato fuoco alla vettura con la donna all’interno. Si è salvata per miracolo e trasportata subito al CTO dove versa in gravi condizioni. Poi l’uomo, il mostro, si è consegnato ai carabinieri. Una persecuzione che durava da due anni, con minacce verbali tanto che D’Uonno aveva anche una denuncia per stalking che proprio la vittima gli aveva fatto notificare per le continue minacce. Ma nonostante tutto, nonostante la denuncia, nessuno ha potuto fermare la furia di questa belva che era fermamente determinato a bruciare viva e a far tribolare le pene dell’inferno alla donna che lo aveva lasciato. E’ mai possibile che lo Stato non riesca a tenere a bada certi elementi che pur denunciati, pur esistendo un pericolo reale documentato appunto da una denuncia, sorvola su tale entità di reato aspettando di intervenire quando ormai è sempre troppo tardi? Possibile che non si riesca a creare una legge che possa fermare in anticipo questi mostri prima che compiano le loro assurde stragi che appagano la loro mante malata ma distruggono contemporaneamente altre vite oltre quella della vittima stessa? SI può davvero rimanere inermi davanti a queste storie? Inutile l’intervento del Ministro Salvini che auspica la creazi0ne di una legge Codice Rosso rivolta alla tutela e alla difesa sulle donne. Il tentato omicidio come in questo caso, è già un reato in se. Se fossimo stati negli Stati Uniti, per un tentativo di omicidio come questo, il colpevole avrebbe avuto l’ergastolo certo senza condizionale, senza sconti di pena, senza se e senza ma. Quello che accadrà a D’Uonno invece, sarà che un avvocato senza scrupoli, senza dignità, prenderà in carico il suo caso facendo passare per vittima il colpevole. Succederà che probabilmente faranno in modo di far passare questo mostro per uno che ha perduto la testa, che in un momento di debolezza ha compiuto un gesto indegno ma che presenterà pentimento, finto, ipocrita e che gli saranno riconosciute le attenuanti che tra pochi anni lo vedranno di nuovo a piede libero, libero di sfogare la sua demenza su un’altra donna che cadrà vittima della sua follia. Non è più pensabile che uno Stato come il nostro possa rimanere assente davanti a queste tragedie o intervenga solo dopo il mal caduto. E’ impensabile che il nostro Stato continui a dare seconde possibilità a certi criminali. Speriamo che Simona riesca a sopravvivere a questa tragedia, ma di certo porterà su di se i segni indelebili che un uomo che le aveva giurato amore, le ha lasciato ed ha poi tentato nel peggiore dei modi di toglierle la vita. Probabilmente Simona diventerà un simbolo contro la violenza sulle donne ma sono certo che non avrebbe voluto avere questo privilegio.

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