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by Andrea Milioni

Disabile vuol dire diverso? E quanto diverso? A tal punto da discriminare qualcuno perché è seduto su una carrozzina? Spesso accade.

Perché spesso i disabili sono purtroppo vittime di bullismo da parte di teste vuote ed insensate che stanno al mondo solo per fare numero. E disabilità significa inaccessibilità a certe strutture o infrastrutture del nostro quotidiano? In provincia di Milano a quanto pare è così. Un uomo di 45 anni, Edoardo Lucheschi di a45 anni e da 18 disabile su sedia a rotelle, ha subito un episodio discriminante proprio a causa della sua condizione precaria e particolare. Salito a bordo di un treno che fa parte della linea Cadorna-Bovisa, è stato fatto scendere dall’autista perché a bordo si trovava già un altro disabile e secondo il controllore la legge prevede che due disabili sullo stesso convoglio non possono starci. E che soprattutto avrebbe dovuto prenotare almeno 48 ore prima prima di poter salire sul treno. Assurdo. A quel punto Edoardo, che a causa della sua disabilità non riesce a comunicare bene con le persone, non è stato in grado di replicare ed in lacrime per l’umiliazione subita, è sceso dal treno. C’è da precisare che Edoardo era accompagnato in quel momento dalla signora che lo assiste ed insieme andavano a prendere i figli di lei a scuola. Azione che era routine per i due e mai c’erano stati problemi fino a pochi giorni fa. Saputa dell’umiliazione subita dal fratello, Stanislao Lucheschi, avvocato di professione, ha subito scritto una lettera indignata a Trenord, la società entrata nel diritto della polemica per il trattamento riservato a suo fratello. Nella sua missiva Lucheschi afferma che il controllore ha male interpretato il regolamento di Trenord che dice che bisogna prenotare la salita del disabile solo se questi ha necessariamente bisogno del personale di controllo. Cosa che Edoardo non aveva in quanto abbastanza autonomo e sostenuto comunque dalla signora. Insomma, è indegno che si richieda una prenotazione per poter usufruire di un mezzo pubblici solo perché portatore di disabilità. Ovvio che è anche logico pensare che il personale di bordo debba essere attrezzato ed efficiente nonché presente in caso di salita di persone disabili che richiedano aiuto. Ma qui si parla di prenotare una salita due giorni prima come si prenota una visita. E se per qualche motivo assurdo la prenotazione salta? Insomma le scuse di Trenord ci sono state nei confronti di Edoardo anche se brucia ancora l’umiliazione subita da un 45enne disabile che è stato trattato come un reietto. Questo fin quando la società non riuscirà ad evolversi e a capire che disabile non significa diverso!!!

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