itenfrdeptrues

logo

le verita

by Andrea Milioni

2 anni e la consapevolezza di stare per morire per mano della propria madre, per mano di chi lo aveva messo al mondo solo 2 anni prima.

E’ la tragica ed indegna sorte toccata al piccolo Antonio Gabriel, morto strangolato e soffocato dalla madre, la 28enne Donatella Bona residente a Frosinone, che ha avuto la forza e il coraggio di stringere le mani intorno al collo del figlioletto per soffocarlo, per impedirgli di continuare a piangere, per farlo desistere da un capriccio che il piccolo si era intestardito a voler portare a termine, ossia voler tornare a casa della nonna. Un capriccio che gli è costato caro, che ha pagato a caro prezzo, con la vita, a causa della debolezza di una mamma che a dirla tutta, di mamma non ha nulla. Una giovane ragazza che forse si è trovata davanti ad una gravidanza indesiderata, che in preda ad una forte crisi di nervi, visto che soffriva di depressione e di ansia da molti anni, non è riuscita a resistere al pianto del piccolo finendo per ammazzarlo. Le problematiche psichiche della donna si sono rivelate in tutta la sua crudeltà nelle ore successive all’omicidio o infanticidio. Era a spasso col piccolo durante la tragedia e subito dopo averlo ammazzato ha cercato di confondere l’omicidio rivelando ai carabinieri che una macchina pirata glielo aveva ammazzato. Una dichiarazione che da subito non ha avuto rilevanza nelle indagini. Nessuna traccia di auto, di pezzi, nessun danno fisiologico sul corpo del piccolo che potesse far pensare a quelle parole. Fino alla confessione della madre. Quel capriccio, quel pianto assillante, hanno fatto la differenza nella mente fragile della donna che non ha retto lo stress ed ha visto come unica soluzione quella di far tacere per sempre quel fastidio che la sua mente malata percepiva come dannoso. Quando si dice che certe donne non sono nate per essere mamma.. Ma quello che veramente inquieta in questa tragica vicenda, è che il piccolo Gabriel pur nella sua tenera età, si è reso conto di ciò che stava succedendo e ha cercato di difendersi dall’aggressione della madre mentre stringeva le mani intorno al suo collo. Lo dimostrano i numerosi graffi sulle braccia della donna che testimoniano una difesa stenuante del piccolo, che ha dovuto, nonostante tutto, soccombere. Provate solo ad immaginare la scena e quelle manine che graffiano le braccia della madre mentre lo soffoca. Mi domando quale mostro possa arrivare a compiere un atto indegno come questo. E soprattutto adesso viene da pensare.. che punizione assegnare ad una donna che ha ammazzato il suo bambino ma che punterà tutto sulla sua incapacità ed infermità mentale? Sono quasi certo che anche questo efferato delitto rimarrà impunito per una serie di cavilli che porteranno il mostro a dimorare in una struttura psichiatrica piuttosto che marcire in una lugubre cella a pane ed acqua come dovrebbe essere, cercando di guarire da una depressione mentale che purtroppo non avverrà mai. La soluzione certa in questi casi, sarebbe isolare certi soggetti ed impedire loro di continuare a vivere nella società normale, al fine di evitare che altri innocenti paghino per le loro mancanze, per le loro problematiche. Rimane anche la consapevolezza che questo piccolo non otterrà la giustizia che merita per una vita strappata troppo presto.

Se sei indignato/a dopo aver letto l’articolo, lascia il tuo commento ed esprimi la tua indignazione!!!