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by Andrea Milioni

C’è rabbia, paura e frustrazione tra i cittadini di Viterbo per il brutale omicidio di Norveo Fedeli, 74 anni, titolare della jenseria Vogue Fedeli, avvenuto ieri intorno alle 13:30 all’interno del suo negozio.

Colpito alla testa probabilmente da uno sgabello per una rapina mancata forse, per una discussione sfociata nel terribile omicidio. A scoprire il cadavere dell’uomo, una parrucchiera che insospettita perché il negozio della vittima era ancora aperto a quell’ora, si è affacciata ed ha notato il corpo di Norveo vicino alla cassa in una pozza di sangue. Sono stati subito allertati i soccorsi e sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno potuto solo constatare la morte dell’uomo. Una persona rispettabile e ben voluta. Rimasta vittima di chi probabilmente ha visto in questa persona anziana una facile preda. Le indagini e alcune testimonianze, porterebbero alla descrizione dell’aggressore e dell’assassino come di uno straniero, mulatto o addirittura africano. E come ci si poteva sbagliare. Non ne avrei avuto dubbi. Ormai sono il male della società. Questi che si approfittano di una Giustizia indegna che non sa farsi rispettare e che non li condanna, li istiga maggiormente a compiere crimini come questo e li protegge. Devastata ovviamente la famiglia della vittima. Dopo lo stupro di pochi giorni fa da parte di due giovanissimi attivisti di Casapound ai danni di una donna di 36 anni sempre nella Tuscia, Viterbo e la sua provincia sono diventati il centro della cronaca negli ultimi giorni e il capoluogo è ormai di fatto entrato nella lista nera dei luoghi dove la cronaca terribile ha fatto tappa. Dura la reazione dei viterbesi che non si da pace per un omicidio come questo avvenuto per mano di un delinquente importato e che lo Stato non riesce a punire. Perché adesso, come negli altri casi di cronaca nera che occupano quotidianamente la pagine dei giornali, c’è da chiedersi se il colpevole verrà catturato e soprattutto, se ciò dovesse accadere, quali saranno le sue responsabilità e che punizione verrà assegnata. La speranza è che non venga ipotizzata una discussione che abbia istigato l’assassino e che giustifichi il gesto di un criminale che andrebbe invece preso, condannato e messo alla pena capitale se solo ce ne fosse la possibilità. Perché togliere una vita prevede solo la contropartita adatta. I cittadini e i commercianti del capoluogo non sono più tranquilli adesso con un assassino a piede libero che può colpire ancora nelle ore più impensate. Di certo la situazione a Viterbo non è rosea, la gente ha paura e speriamo che le forze dell’ordine riescano a dare pace al più presto a questa vittima e ai cittadini.

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