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by Andrea Milioni

Quanto sono determinanti gli errori di una istituzione come la giustizia per influenzare la vita di alcune persone e far si che altre possano vivere o morire?

E’ evidente che la risposta deve essere “tanto determinanti”. Sono innumerevoli i casi in cui certe scelte sbagliate della giustizia hanno portato assassini in libertà in men che non si dica, innocenti in galera per decenni per reati mai commessi. L’ultimo caso riguarda un uomo di 50 anni tratto in arresto a Torino per maltrattamenti in famiglia. Ma in questo caso i maltrattati non sono stati ne una moglie, ne una compagna, ne figli. Bensì la madre 79enne dell’uomo cui aveva in più di un’occasione alzato le mani e con cui, secondo testimonianze di vicini, litigava spesso. Ma l’indegno di questa vicenda, pur la crudeltà del gesto faccia pensare sia questo, prendersela con una donna anziana che tra l’altro ti è anche madre, non è propriamente questo, ma il riferimento iniziale agli errori madornali della giustizia è invece il preludio per una decisione inevitabile per l’assurda ed inetta burocrazia della giustizia italiana. “Decreto di liberazione per perdita di efficacia dell’arresto”. Con questa sentenza in pratica la Pm inerente il caso di Davide Sanfilippo, rilasciava il colpevole del rato sopra descritto, perché decorsi i tempi di convalida dell’arresto. In sostanza la procedura di legge prevede che al momento dell’arresto i carabinieri debbano entro le 24 ore successive all’arresto stesso, inviare notifica di reato in Procura ed entro 48 ore dall’arresto il Pm deve chiedere al Giudice per le indagini preliminari una udienza per la convalida dell’arresto. Dopo di che il giudice ha ulteriori 48 ore per decidere se convalidare l’arresto o meno. In tutto ciò va evidenziato che il tutto, non viene emesso tramite posta cartacea, ma attraverso una serie di mail che vengono inoltrate e devono certificare gli atti. Quindi nel caso inerente è accaduto che i carabinieri hanno si inoltrato la notifica alla Procura, ma come è stato accertato dagli atti, è sopravanzato un problema nello scaricare la pista elettronica ed involontariamente, così almeno è stato definito l’errore, le mail sono state cancellate e quando ci si è accorti dell’errore era ormai troppo tardi per trattenere il Sanfilippo che è stato proprio per legge, rimesso in libertà. Questo episodio, che per fortuna non è sfociato in nulla di grave visto che certi pazzi approfittano di certe bizzarre situazioni per vendicarsi di chi li manda in galera anche per poche ore, pur consapevoli di essere comunque colpevoli, è molto simile ad un altro caso di mala giustizia accaduto proprio di recente. Certo in questo caso si trattava di vendicarsi verso un’anziana donna di 79 anni che era anche la madre di questo poveraccio che dalla sua ha avuto l’incompetenza di una intera istituzione governativa che deve tenere banco per stabilire una dignità tra la popolazione e creare ordine facendo piazza pulita di delinquenti patentati che si prendono la briga di andare a commettere reati con la consapevolezza di essere protetti proprio dalla suddetta istituzione. Giustizia!!! Stessa situazione, ma che ha portato ad un epilogo molto diverso e da cui è scaturito un omicidio, è quello inerente a Said Machaquat. Lo straniero che nel febbraio scorso ha tagliato la gola al 34 enne biellese Stefano Leo. Anche in quel caso ci fu una grave mancanza della giustizia che portò lo straniero a venire scarcerato dopo che inizialmente era stato condannato, con una sentenza del giugno 2016, ad un anno e sei mesi per maltrattamenti verso la compagna di allora, tale Ambra. Il grave errore della giustizia fu nel non convalidare l’arresto dell’assassino di Stefano Leo che quindi venne rimesso in libertà e come la storia scrive, a rimetterci, fu l’innocente commesso biellese Leo. Un errore madornale che portò alla morte di un innocente per mano di un assassino, di un condannato che aveva una condanna pendente e che se fosse stata convalidata avrebbe certamente permesso a Stefano Leo di essere tutt’oggi ancora in vita. Ritornando al caso in questione di Sanfilippo, va rilevato che l’uomo è stato di nuovo tratto in arresto ma ciò non toglie che questa vicenda qualche sana risata l’ha suscitata. Mi chiedo paradossalmente cosa possano pensare di noi nel resto d’Europa. Se queste notizie vengono divulgate oppure taciute per non infangare ancora più di quello che non sia, il nome di un Paese che è a tutti gli effetti sotto la lente per fatti e misfatti, per una politica indegna e per l’incapacità di essere al servizio dei propri cittadini che pian piano stanno ripudiando tale cittadinanza per sperare di vivere dignitosamente altrove.

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