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by Andrea Milioni

Quando l'amore diventa follia, ossessione, violenza, femminicidio. Ma femminicidio non vuol dire preventivamente uomo che uccide donna.

Accade, raramente ma accade, che stalking e atti di violenza, vengano messi in atto anche da donne nei confronti di ex che decidono di interrompere la relazione. Diverse le situazioni, unico movente. La fine di una relazione non accettata. Ed è quello che è accaduto nella vicenda qui riportata. Accade a Legnano, dove un ragazzo di 29 anni, Giuseppe Morgante, viene sfregiato con l'acido dalla ex, Sara Del Mastro 38enne. Per la donna la fine della relazione, voluta da lui, era diventata un'ossessione e non l'aveva presa bene. Una relazione durata sostanzialmente meno di un mese ma per la donna era diventata fondamentale. Era aprile scorso quando Morgante aveva denunciato la donna per stalking e minacce di morte. La relazione era durata da inizio ottobre dello scorso anno fino a metà novembre, ma lui, afferma nella denuncia, aveva detto alla donna, conosciuta in chat, che sarebbe stata solo una frequentazione occasionale perché frequentava già altre persone. Ma al troncare della relazione la Del Mastro ha dato di matto ed ha iniziato a perseguitare Morgante. Si parla di 800 telefonate con numeri nascosti in un giorno, minacce continue, gomme della macchina bucate molte volte solo per dispetto. Insomma una vera e propria persecuzione. Che è sfociata nell'aggressione di martedì sera quando, dopo aver accettato un incontro con la donna nel tentativo di provare a calmarla, senza pensare ovviamente alla tragedia che sarebbe accaduta da lì a poco, i due si sono incontrati per chiarire, ma la Del Mastro aveva già preventivato l'agguato. In previsione dell'incontro della sera, nel pomeriggio di martedì aveva acquistato una boccetta d'acido ed aveva telefonato alla madre dicendo che se fosse successo qualcosa si sarebbe dovuta prendere cura di sua figlia, si perché la Del Mastro ha una bambina di soli 8 anni. Così i due si incontrano in via dei Pioppi, lei è seduta in macchina e non appena il ragazzo arriva, accompagnato dal fratello gemello, lei scende e quando il ragazzo abbassa il finestrino lei gli getta in faccia la boccetta di acido sfregiandolo in maniera grave. Al volto, al torace, alle mani e alle braccia. Il danno più grosso lo ha subito l'occhio destro del ragazzo che rischia di perdere la vista. Nemmeno il fratello della vittima ha potuto far nulla per impedire che l'aggressione avesse luogo poiché, come lui stesso afferma, troppo rapida. Dopo l'aggressione la donna è risalita in macchina, ha vagato un po' poi si è recata nella caserma di Legnano ed ha denunciato l'accaduto, dicendo che aveva gettato dell'acido in faccia a quello che lei definiva il suo ragazzo perché lui le aveva rovinato la vita, così in un atto di rabbia. Appare chiaro che tutto era stato premeditato con accuratezza e non si è trattato di un impulso improvviso. Nella sua denuncia il Morgante era preoccupato per il comportamento assillante della donna e dichiarò di avere paura per le persone a lui care perché temeva che la donna potesse far loro del male. Affermò di essere stato costretto a cambiare le sue abitudini, di cambiare le strade che era solito fare per paura di incontrare la sua carnefice, di ridurre al minimo le uscite da casa. Siamo davanti ad un vero e proprio caso di stalking, di tentato femminicidio, dove però la vittima non è donna ma è un uomo. Un caso analogo a quello di William Pezzulo, che venne anche sfregiato dalla ex proprio perché non accettò la fine della relazione. E per tale gesto quella donna, insieme ad un complice, non pagò per il suo indegno gesto. Non un giorno di galera per aver sfregiato e reso invalido un ragazzo che non avrà più una vita normale, che non sarà più lo stesso, che ha già speso e dovrà continuare a spendere soldi per gli interventi chirurgici per tentare di rimodellare il suo volto. Impensabile che una mamma possa arrivare a concepire un gesto simile con la consapevolezza che sarebbe stata arrestata, che non vedrà più sua figlia perché sarà probabilmente ritenuta pericolosa e mentalmente instabile. Tre vite rovinate in un gesto di pochi secondi. E purtroppo adesso viene da chiedersi che ne sarà di questa donna. Come verrà giudicata in fase di processo. Se verrà considerata mentalmente instabile e quindi eviterà la galera e verrà messa in un istituto di cura per qualche anno e rimessa in libertà, libera di rifarsi una vita così come là carnefice di William Pezzulo. Che non venne condannata per tentato omicidio, come invece accadde al carnefice di Lucia Annibali, l'avvocatessa sfregiata dall'ex e che fu condannato a 22 anni di galera, perché un giudice stabilì che in quanto uomo, William fosse in grado di difendersi. E pensando al caso in questione, si potrebbe pensare che Morgante in macchina aveva anche il fratello e che in due avrebbero sicuramente potuto impedire il fatto. Insomma c'è da sperare che dopo la beffa non vi sia anche il danno di una ingiustizia. Che non ci sia anche in questo caso una discriminazione sociale. Perché in questo caso, c'è tutta la volontarietà di aver voluto sfregiare quell'uomo che aveva osato lasciarla. È una abitudine ormai anche questa di sfregiare con l'acido per punire, vendicarsi di un torto, senza avere la consapevolezza di quello che comporti. O forse si ha proprio la consapevolezza di ciò che questo comporti e di conseguenza ne deve essere tenuto conto in fase di processo. Mi chiedo.. Se al posto di Morgante ci fosse stata una donna ed il carnefice fosse stato un uomo, sarebbe già condannato. Ma l'uguaglianza in Italia non ha significato per determinati reati e come spesso accade le vittime rimangono vittime mentre i carnefici si accollano tutti gli onori della cronaca e i benefici per un reinserimento in società. 

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