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by Andrea Milioni

Quello che doveva un incentivo alle donazioni per una associazione rivolta alla ricerca, si è tramutato in un vero e proprio incubo ed in una guerra tra associazioni rivolte alla difesa delle disabilità.

In pratica l’istituzione del neurologo Besta rivolta come detto alla ricerca, è stata attaccata perché in un manifesto pubblicitario diffuso per tutte le strade di Milano, ha creato indignazione tra le associazioni che appoggiano le disabilità dei portatori della sindrome di Down. In pratica il manifesta riporta una foto che ha come soggetto una bambina composta da pedine di un puzzle a cui sta per essere aggiunta una pedina e che recita la seguente dicitura:” Per curare il suo cervello ci serve il tuo aiuto”. E da qui l’incentivo alle donazioni del 5x1000 all’associazione del neurologo. L’immagine riporta una mano intenta ad aggiungere un’ultima pedina del puzzle inerente proprio al cervello della piccola portatrice della sindrome di Down. L’indignazione delle associazioni inerenti alla difese di queste patologie, sta nel fatto che con quel manifesto, Besta avrebbe dato ad intendere che la sindrome di Down sia una malattia e quindi come tale con le dovute ricerche e cure, possa essere curata o quanto meno migliorare le condizioni del danno cognitivo dando speranza non solo ai bambini e ai ragazzi che ne sono affetti, ma anche ai propri genitori. Le associazioni invece sostengono che la sindrome non sia una malattia ma bensì una anomalia cromosomica e come tale impossibile da curare. Ecco quindi che nasce l’indignazione e la richiesta che il messaggio pubblicitario ad una associazione come quella di Carlo Besta venga rimosso proprio perché passa un messaggio errato e creatore di false speranze. Così in un comunicato pubblicato sul sito della fondazione Besta, i vertici dell’azienda ospedaliera di Milano nella persona di Andrea Gambini afferma di voler rimuovere il manifesta scusandosi per l’indignazione creata nella gente e nelle associazioni rivolte in materia ma che pensavano di suscitare idee diverse nella mente della gente. Resta il fatto che si tratta sempre di un messaggio ambiguo, rivolto come sempre ad acquisire denaro, tanto dal momento che sono innumerevoli le persone credenti e che donano il proprio 5x1000 a tali associazioni ogni anno. Senza certezza che quel denaro donato finisca davvero nelle mani di chi ne ha fatto richiesta. Senza polemiche è pur vero che come affermano le associazioni la sindrome di Down non è una malattia e quindi non può essere curata. Inutile dare ad una associazione che diffonde un messaggio sbagliato, dei fondi per una ricerca che non porterà a nessuna cura. E voi, genitori di ragazzi con la sindrome di down che ogni giorno vivete questa cosa, come vi schierate?

Se sei indignato/a dopo aver letto l’articolo, lascia il tuo commento ed esprimi la tua indignazione!!!