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by Andrea Milioni

C'è qualcuno di voi che può raccontare una storia e che abbia subito una ingiustizia simile?

Essere diversamente abili può far si che chi è colpito da queste disabilità venga escluso dalle normali e quotidiane attività che anche per diritto gli spettano? E’ quello che purtroppo è accaduto ad un bambino autistico di Marsala, affetto da autismo, che nella giornata odierna avrebbe dovuto recarsi in gita con la classe di scuola, una di quelle gite giornaliere, per aumentare il bagaglio culturale e fare esperienze. Ma proprio a causa del suo autismo, la dirigente del plesso, ha impedito al ragazzo di essere presente. La motivazione, indegna, incoerente, inaccettabile, è che la scuola non avrebbe avuto i soldi, 25 euro, per poter pagare l’insegnante di sostegno che avrebbe dovuto seguire il ragazzo durante la gita e comunicare e prendersi cura di lui cos’ cime durante l’anno scolastico. Una motivazione assurda che ha provocato lo sfogo della madre su Facebook, dove afferma che solo all’ultimo momento la scuola l’avrebbe messa al corrente della notizia e quindi impossibilitata lei stessa a seguire il bambino in mancanza dell’insegnante di sostegno. L’indignazione però evidenzia il fatto che proprio l’istituzione scuola dovrebbe a maggior ragione essere quella che dovrebbe provvedere alla partecipazione di ogni alunno che la frequenta e che, dovrebbe per prima provvedere al sostentamento e al supporto per qualunque alunno disabile visto che la scuola oltre ad essere un dovere per chi la frequenta, è anche un diritto in ogni sua componente. E’ e rimane indegno che un ragazzo autistico, sia dovuto rimanere a casa rimanendo escluso da una giornata che avrebbe dovuto e potuto allargare il suo bagaglio di apprendimento solo perché, scusa banale, la scuola non aveva 25 euro per una assistente. Mi chiedo allora.. come fa a rimanere in piedi una scuola così povera? Perché nessuno ha reagito a questa notizia che da dell’incredibile e crea discriminazione sociale verso una patologia che purtroppo colpisce molte persone ma che con le dovute accortezze e cure riesce ad essere gestibile. Come può una scuola che dovrebbe essere la seconda casa dei ragazzi, una seconda famiglia, abbandonare un ragazzo solo perché una dirigente non vuole accollarsi la responsabilità di portarsi dietro quello che sarebbe stato un peso nel caso qualcosa fosse andato storto? Nel 2019 è ancora possibile discriminare così palesemente un ragazzo autistico da una istituzione come la scuola? C’è qualcuno di voi che ha subito un’ingiustizia simile e che può raccontare la sua storia? E’ solo un problema di luogo tra nord e sud oppure tutto il mondo è Paese?

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