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by Andrea Milioni

Richiesta di archiviazione per Fredy Pacini. Lo ricordate? Il gommista della provincia di Arezzo che lo scorso novembre sparò ed uccise un ladro,

un moldavo di 29 anni, che si era intrufolato nel capannone di Pacini per rubare e l’imprenditore sparò alcuni colpi di pistola uccidendo il ladro. La richiesta di archiviazione è derivata dal fatto che secondo il Pubblici Ministero quella di Pacini fu davvero legittima difesa perché si era sentito veramente in pericolo di vita. Pacini era già noto perché nel corso degli anni aveva denunciato numerosi ed infiniti furti, almeno 38, in cui aveva perso molto materiale e denaro. Tanto da spingere l’imprenditore a ricavare una stanzetta all’interno del suo capannone e dormire li la notte senza più tornare a casa. Anche la moglie aveva deciso di seguirlo in questa vita e si era appoggiata accanto al marito. Pensate a che tipo di vita era costretto per evitare di subire furti. Come accennato molte erano state le denunce di Pacini ma nessuno aveva mai dato garanzie e sicure all’imprenditore per un maggiore servizio di sorveglianza. Quella notte di novembre, il rumore di un vetro rotto con un piccone svegliò di soprassalto Pacini che sparò 5 colpi di pistola, regolarmente detenuta, verso il basso. Due di colpi colpirono il 29enne moldavo che rimase a terra senza vita. Inizialmente l’imprenditore era stato come prassi, accusato di eccesso di legittima difesa per aver sparato quei colpi, poi oggi il piccolo passo verso la salvezza. Quella richiesta di archiviazione per essersi davvero sentito in pericolo di vita. In questa vicenda è risultato indegno il solo pensiero di aver considerato Pacini colpevole per eccesso di legittima difesa. Parliamo di un uomo che era costretto a vivere giorno e notte nel suo capannone, facendo di un buchetto assemblato a stanza per mangiare e stanza da notte per lui e la moglie. Di un uomo che aveva già subito 38 furti e che aveva già perso tanto e che ha dovuto pure subire un accusa di omicidio. Immagino se le cose fossero andate diversamente.. se Pacini quella notte fosse stato a casa sua, come meritava, a dormire nel suo letto comodo insieme a sua moglie, che altrettanto meritava di avere suo marito a casa, quella casa che da tempo avevano abbandonato a se stessa per difendere insieme l’attività. Fino a quella maledetta notte quando il moldavo ha deciso di mettere fine ad una tranquillità forse mai acquisita veramente. Non so se è una mezza giustizia quella che ha ottenuto Fredy Pacini ma di certo un uomo che difende la propria attività, la propria famiglia da una qualunque aggressione da parte di gente senza scrupoli che non ha nulla da perdere e che si fa beffa delle leggi italiani, non può e non deve subire processi. La legittima difesa ora è legge e come tale deve difendere chi a sua volte si difende. Serviva uno di pugno come Salvini perché una legge che anche gli stupidi avrebbero dovuto approvare da tempo, fosse appunto approvata. E questa legge, deve essere di monito per tutti i criminali che pensano ancora che l’Italia è il Paese dei balocchi per criminali e chi intende vivere da fuorilegge. Adesso serve solo la mano pesante dell’autorità per poter far si che chi commette reati subisca le pene che merita senza beneficiare dei vari cavilli di legge che permettono a criminali seriali di ritornare in libertà a poche ore dall’arresto. Mi auguro che Fredy Pacini ottenga la sua vittoria personale, anche se si pente di aver sparato ed afferma che mai più prenderebbe una pistola in mano. Ma credo che questa idea si possa concretizzare solo se chi ha la capacità di difendere il cittadino, faccia il suo dovere. E che la vittoria di Pacini sia da monito per chi ha ancora la presunzione di beffarsi della giustizia italiana!!!

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