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by Andrea Milioni

Un miracolo ha impedito che 20ragazzi a bordo del pulmino ribaltato in provincia di Rovigo morissero per la negligenza, ed è una parola pacifica, dell’autista del pulmino.

Romeno, 51 anni, ubriaco, senza patente, dato alla fuga. Con queste poche parole si riassume la tragedia sfiorata ieri quando appunto il pulmino guidato da questo animale romeno, affronta una curva troppo veloce perdendo il controllo del mezzo che si ribaltava. Fortunatamente nessuno dei ragazzi all’interno ha riportato gravi danni e la sera tutti erano di nuovo a casa. Diversa la situazione invece per l’autista. Dopo aver capottato, si è sincerato appena che tutti all’interno fossero vivi, poi ubriaco, motivo per cui nel 2017 gli era stata ritirata la patente, si è dato alla fuga a piedi, vagando per ben 10 km, fino a quando una pattuglia lo ha intercettato e dopo un ulteriore tentativo di fuga è stato tratto in arresto. Detto che dei 20 ragazzi nessuno ha riportato gravi conseguenze, va accertato, ed è qui che un’altra forte indignazione si fa spazio, come l’azienda di trasporti che ha l’appalto per il trasporto scolastico, si sia giustificata per l’accaduto, affermando che degli operai, dei dipendenti non si può sapere sempre tutto. Ma qui l’errore di questa affermazione è davvero madornale. Perché intanto un’azienda di trasporti ha messo alla guida un romeno quando suppongo che molti italiani per bene e con patente abilitata avessero potuto ottenere il posto. Per legge inoltre ogni azienda che assume dipendenti nuovi, ha il dovere e l’obbligo di richiedere il carico pendente degli stessi, secondo cui si riscontrano eventuali denunce per rati commessi. Questo equivale a riscontrare la superficialità dell’azienda che ovviamente non ha richiesto tale documento, da cui avrebbe riscontrato che non avrebbe mai e poi mai fidarsi di un uomo già condannato e con patente ritirata per ubriachezza al volante. Un’azienda che si giustifica che manca personale e che c’è un turn over continuo ma che non si preoccupa di chi assume superficialmente e mettendo la vita di decine di ragazzi nelle mani di un mascalzone delinquente ubriacone che non aveva nemmeno la patente per poter guidare quel mezzo. Erano state molte le lamentele dei genitori che avevano spesso visto quell’autista correre troppo col mezzo. Ora per correttezza sarebbe opportuno che questo delinquente rimanesse in galera e che l’azienda di trasporti revocasse il suo mandato dall’appalto ottenuto perché il futuro dei figli non può prescindere dall’incompetenza e dalla superficialità di certe persone, di certi dirigenti, di certi dipendenti. La sicurezza prima di tutto e le norme di legge in merito all’assunzione dei dipendenti devono essere la garanzia che permette ai genitori dei ragazzi che ogni giorno salgono su questi mezzi, che rivedranno i loro figli.

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