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le verita

by Andrea Milioni

Non hanno dubbi i magistrati del Tribunale del riesame di Roma sul fatto che la morte della viterbese Maria Sestina Arcuri si tratti di omicidio e non di incidente.

Ad ammazzare la 25enne di Ronciglione nella notte tra il 3 ed il 4 febbraio scorsi, sarebbe stato il fidanzato, il 30enne romano Andrea Landolfi, ex pugile dal passato violento, che l’avrebbe appositamente spinta e gettata dalle scale uccidendola. L’imputato inizialmente si era giustificato dietro una caduta accidentale dalle scale, affermando che erano caduti insieme, ma l’autopsia riportata sul corpo della vittima ha evidenziato che il gravissimo trauma cranici riportato, che l’avrebbe poi uccisa, non poteva essere provocato con una semplice caduta rotolando dalle scale. Sono infinite le prove a carico di Landolfi. Il primo testimone ed attendibile, sarebbe proprio il figlio di lui, di soli 5 anni. Bocca della verità. Ad una psicologa che lo avrebbe preso in cura, avrebbe mimato la scena del delitto. Il piccolo, con l’aiuto di un peluche a lui fornito, avrebbe indicato che il Landolfi si sarebbe avvicinato alla vittima per abbracciarla elei lo avrebbe respinto. Infuriato per il rifiuto, avrebbe afferrato la ragazza sollevandola oltre il parapetto e l’avrebbe lasciata cadere. La casa era quella della nonna di lui, che avrebbe in un primo momento tentato di difenderlo ma forse perché terrorizzata dalla furia di quel nipote che in più di una occasione l’avrebbe picchiata e presa a pugni, tanto da romperle tre costole. Ovvia la paura di una povera donna anziana che trovatasi davanti alla brutalità di una scena come quella e resasi conto che anche lei avrebbe potuto fare la stessa fine, davanti alla probabile minaccia del nipote, si sia messa nella condizione di mentire pur di salvarsi la vita. La stessa nonna è stata intercettata nei corridoi della procura insieme alla madre di lui con la seguente affermazione: “Certo quando l’ha buttata giù..” facendo intendere alla morte della giovane. Ma Andrea Landolfi è stato tradito anche dal suo passato. Violento. Fatto di minacce e botte. Quelle raccontate dalle sue ex. Una trascinata per i capelli solo perché aveva abortito in maniera spontanea e non voluta, per non parlare delle minacce al nonno con un coltello e quel suo vizio di bere che lo facevano diventare ancora di più un violento cronico, accresciuto anche dal fatto per lo sport che praticava, la box. Insomma uno non nuovo a certi atteggiamenti, e quel rifiuto probabilmente è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso nella mente di questo instabile. Purtroppo a rimetterci la vita è stata una ragazza di soli 25 anni che forse lo aveva rifiutato perché già succube di violenze. Nonostante sia stato riconosciuto colpevole, questo assassino resta libero mentre il suo avvocato promette il ricorso alla cassazione ed afferma che lui, Landolfi, sta male senza la sua Maria. Voglio immaginare la famiglia della ragazza. Sperando tra l’altro che la giustizia faccia il suo corso e che proprio giustizia abbia la vittima e la famiglia di lei. Perché in questo mondo marcio c’è anche da immaginare che il peggio non ha mai fine e che tutto è il contrario di tutto.

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