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le verita

by Andrea Milioni

Quanto vale la dignità di una persona per lo Stato? Per la legge e la giustizia italiana? Soprattutto se non si tratta di una persona apparentemente normale ma di un’agente di polizia,

quindi dipendente dello Stato, appartenente a quel corpo atto a difendere e proteggere i cittadini e che dovrebbe essere sempre e comunque supportato dallo Stato e dall’Istituzione che lo rappresenta. In un mondo di falsi e dove il marcio la fa da padrone anche nel mondo giudiziario completo che comprende giudici e magistrati di ogni sorta. Perché le valutazione nell’emettere sentenze, derivano più che da un’attenta valutazione del sistema legislativo che prevede determinate punizioni applicabili a determinati reati, a valutazione del tutto personale da parte di chi dovrebbe assicurare pericolosi criminali alla giustizia e fare in modo che non costituiscano più pericoli per la società. Evidente risultato che si è avuto quando un giudice ha ritenuto un fatto tenue e di lieve entità, un atto di violenza sessuale. Eh si, perché così è stato ritenuto il fatto in se, il reato commesso da un extracomunitario ai danni di un’agente di polizia donna. L’agente aveva scortato l’uomo alla stazione mentre vagava nei pressi della stazione per accertamenti, ma ad un certo punto sembra che abbia dato fuori di testa ed abbia palpeggiato il seno della poliziotta per poi iniziare a masturbarsi davanti a lei. Subito l’uomo è stato arrestato da 4 colleghi dell’agente donna con l’accusa di violenza sessuale. L’aggressore è stato subito processato ma subito rilasciato dal giudice con la motivazione suddetta. Dunque, facciamo un rapido riassunto e tiriamo le somme di questa sentenza indegna, l’ennesima, di un giudice che ha fallato in tutti i sensi. Viene emessa una sentenza con la motivazione di fatto tenue e di lieve entità relativo al reato di violenza sessuale. Commesso da un extracomunitario ai danni di una donna poliziotto. E già qui nascono le prime indignazioni. La violenza sessuale può davvero essere considerata fatto di lieve entità. E’ ovvio che non si è trattato di un vero e proprio stupro, ma se si giustifica anche solo una palpata al seno o al sedere di una donna, si passa il messaggio che tutto è lecito e che niente punizione sia commensurabile a questo tipo esplicito di reato. La seconda indignazione sta nel fatto che il giudice non ha tenuto conto che la vittima non è una donna qualunque bensì una donna in divisa che era nel pieno delle sue funzioni. Il che ha voluto significare sminuire completamente la divisa in se, il corpo militare che lo rappresenta, la dignità di una donna che al di la della divisa è comunque un essere umano consapevole di ciò che le stava accadendo. Per portare un paragone e far capire il rispetto che dovrebbe essere portato alla polizia o alle forze dell’ordine in generale, nelle ultime ore in America durante una manifestazione di protesta, la polizia ha ucciso un ragazzo afroamericano che è uscito dalla macchina armato e dirigendosi verso gli agenti. Nessuno ci ha pensato su due volte e il ragazzo è stato ammazzato. Giusto? Sbagliato? Abuso? Tutto da verificare. Ma è chiaro che il rispetto per una istituzione che ogni giorno lotta per proteggere strade e cittadini dalla criminalità è superiore a qualsiasi dubbio uno si ponga in testa. Qui parliamo di un extracomunitario che ha palpato il seno ad una poliziotta in divisa e che è stato graziato. Mi chiedo.. se fosse stato qualcun altro a farlo e ai danni di una donna al di la della divisa, il fatto come sarebbe stato valutato? Adesso si starebbe parlando di un vero e proprio stupro. Se fosse stato un dirigente di azienda ai danni di una dipendente si starebbe parlando di stupro vero e proprio con conseguenti che immaginate sia dal punto di vista giudiziario che lavorativo per il dirigente. Non è la prima ne l’ultima volta che accade. Allora quale è stato il metodo di valutazione di questo giudice che ha ritenuto il fatto di lieve entità? Il giudice si è forse basato sulla buona volontà della poliziotta di non voler sporgere denuncia? Alla fine c’è da chiedersi? E’ questo il sistema giudiziario che ci tocca e che ci protegge? A questi giudici, a questi magistrati ci dobbiamo affidare per ottenere la nostra giustizia? Perché adesso un extracomunitario che si è preso la libertà di palpare il seno ad una poliziotta, si trova libero di reiterare verso altre donne magari con conseguenze più gravi di una semplice palpata e con la consapevolezza che se l’ha fatta franca una volta probabilmente troverà un altro giudice pronto a compiacere quello stupro!!!

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