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le verita

by Andrea Milioni

E’ difficile per un genitore immaginare di restare in vita più di un figlio. E’ insopportabile il dolore di doverlo perdere e piangerlo per il resto della vita che si rimane in terra, perché il ricordo, l’amore, rimangono indelebili.

Ma lo sono ancora di più se a perdere la vita è una bambina di soli 12 anni ammazzata con una coltellata dal padre. Una punizione da infliggere alla madre, ex moglie che lo aveva lasciato perché sorpreso c0n un’altra donna e lei non aveva perdonato il suo tradimento, trasferendosi per un periodo dalla mamma con l’intenzione di valutare cosa fare di quel matrimonio. Ma l’uomo, Roberto Russo, non ha accettato l’idea di essere stato abbandonato ed in un impeto di rabbia ha accoltellato a morte la piccola Laura. Lauretta la chiama dolcemente la madre. Giovanna Zizzo. Che ricorda perfettamente quegli attimi di 5 anni fa. Era esattamente il 22 agosto ed una telefonata di mattina presto da parte del figlio Emanuele la porta ad una realtà che mai più potrà dimenticare. “ Corri mamma papà ha fatto una cazzata”. Una corsa a casa contro il tempo. Erano le 6:30 del mattino quando arriva a casa e trova ambulanze e carabinieri. Si fa largo per entrare quando un ufficiale dei carabinieri le dice:” La faccio entrare se promette di stare calma”. Certamente non un buon incoraggiamento. La prima persona che vede è proprio il marito, sdraiato su una barella sanguinante a cui chiede spiegazione senza riceverne. VIGLIACCO!!! Appena in casa è il figlio Emanuele a presentarsi davanti a lei e subito dopo l’altro figlio Andrea, ferito non gravemente. Entrambi con le magliette insanguinate. Accanto all’uscio l’impronta di una mano insanguinata. Era quella della figlia Marika, allora solo 14enne, anche ferita. E solo un attimo dopo vide uscire la piccola Laura, distesa su una barella, intubata. Ma laura non ce la fece a sopravvivere. Il padre l’aveva appena accoltellata e le aveva tolto la vita. Anche la sorella Marika nel tentativo di fermarlo prese una coltellata dal padre. Fu Andrea a bloccarlo ma anche lui nella colluttazione rimase ferito, insieme al carnefice che rimediò una coltellata all’addome. Una furia omicida che è sfociata nella tragedia e che solo per puro miracolo non è terminata in un vero e proprio massacro. Solo poche parole su un biglietto per giustificare quel gesto indegno e privo di senso. Poche parole che davano la colpa a Giovanna per non aver perdonato la sua scappatella con un’altra donna. Insomma un mostro che ha quasi sterminato i suoi 4 figli, uccidendone una e togliendosi dalle responsabilità con quattro parole su un biglietto. Un gesto di estrema violenza per punire un comportamento dettato dal fatto di essere stata tradita che stava esaurendosi in una separazione e che il carnefice non accettava. Nel suo egoismo. Nella sua onnipotenza. Nella sua pazzia. Trovare il coraggio di infilare la lama di un coltello nell’addome della propria figlia di soli 12 anni, è un’idea che può essere partorita solo da una mente malata ed instabile. E si ritorna sempre a parlare di violenza. Ed oggi, a 5 anni dalla sua morte. Giovanna, la mamma di Laura, la ricorda ogni giorno girando per le scuole e parlando dei sogni di sua figlia. Ne ave a uno in particolare scritto su un diario. Quello di aprire un’associazione in favore degli animali. Oggi Giovanna organizza eventi in nome di sua figlia per far capire che la violenza è la scelta più sbagliata da prendere nelle decisioni e che spesso porta a tragedie come quella successa a sua figlia. Una decisione questa per ricordare per sempre il sacrificio di sua figlia, per mantenere sempre vivo il suo ricordo e realizzare i suoi sogni. Quelli che le sono stati strappati da una mano troppo violenta ma che era la mano di chi le aveva dato la vita e che in un gesto folle gliel’ha tolta.

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