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le verita

by Andrea Milioni

Fino a che punto la mente umana può diventare così subdola al punto di soggiogarne un’altra più debole e farla vivere di paure e paturnie al punto di avere la vita invivibile.

Quanto la gelosia in una relazione si può considerare segno d’amore ed interesse verso un’altra persona per cui si provano sentimenti oppure malattia al punto di diventare persecutore, stalker e minacciare di morte una persona con cui si è instaurata una relazione da solo un mese? E’ quello che è accaduto ad una donna che lo scorso luglio aveva chiuso, solo dopo un mese, la relazione con un uomo di 36 anni di Perugia perché ossessivamente geloso e soprattutto perché quella gelosia era sfociata in persecuzioni, minacce, botte. Al punto da costringere la donna a denunciarlo e a far emettere nei confronti dell’ex un’ordinanza restrittiva affinché non si avvicinasse più a lei, che non frequentasse più i luoghi che la donna era solita frequentare e che non la contattasse più in alcun modo. Tutto era iniziato ad inizio luglio quando i due si sono messi insieme ma fin da subito sono emerse le sue capacità di gestire la relazione in maniera umana e consona. Geloso e possessivo, pretendeva ed obbligava la donna ad inviarle le foto delle persone con cui era in quei momenti che non stavano insieme, la mappa di dove si trovava, la spiava continuamente e controllava i suoi accessi ai social della donna. Una vera e propria ossessione che lo portava spesso ad inveire con parole pesanti verso di lei e spesso anche a picchiarla per futili motivi. Tutto questo hanno portato la donna a chiudere la relazione ma lui non l’aveva mai lasciata in pace e per un anno l’ha tormentata con minacce e la stalkerizzava. Le chiedeva continuamente appuntamenti per parlare, e lei finiva sempre per accettare. Ma ogni volta lui tornava ad essere violento e a minacciarla. Fino all’ultima minaccia, all’interno della macchina, dove, convinto che lei avesse un’altra relazione, l’afferra per il collo e la spinge contro il finestrino minacciandola di portarla in cima alla montagna con la scusa di un pic-nic e che l’avrebbe sciolta nell’acido. Non la solita minaccia ma una minaccia di morte vera e propria da parte di un essere capace di mettere in atto un gesto simile vista l’instabilità mentale di cui soffre. Una patologia che secondo gli inquirenti, deriva dalla paura di essere tradito e che lo rendeva geloso alla follia rendendo impossibile la vita a chi gli stesse vicino. Speriamo che i provvedimenti presi nei confronti di questo individuo siano sufficienti per far si che questa donna non debba mai più confrontarsi con lui perché sarebbe il preludio di un omicidio annunciato e mai più chiaro di così. E’ necessaria la mano pesante per certi uomini o donne che si dichiarano patologicamente malati e che risultano una minaccia per altre persone. Come è necessario garantire la protezione a chi ne esce da vittima, senza gettare nel dimenticatoio i provvedimenti innescati. Serve un controllo costante delle forze dell’ordine affinché queste vengano rispettate. Diversamente stiamo già parlando di un altro femminicidio!!!

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