itenfrdeptrues

logo

le verita

by Andrea Milioni

Si può uccidere il proprio figlioletto di un anno ed essere condannati a soli 20 anni d galera anziché l’ergastolo.

Si può commettere un delitto efferato come questo ed essere compatiti da un miserabile di avvocato che sentenzia che le condanne non devono essere esemplari e che il suo assistito è totalmente infermo di mente e che non dovrebbe in realtà scontare il carcere. Giudicatelo voi.. è il 2018 quando al termine di una lite familiare per motivi di gelosia, un’ambulanza sopraggiunge a Scarperia (FI) luogo della tragedia, dove trovano il piccolo in fin di vita tanto che sopraggiungerà in ospedale già morto e la moglie dell’assassino Annalisa Landi, ferita alla testa ed agli arti, dopo che fu la nonna del piccolo Michele, ammazzato a coltellate proprio dal padre. Oggi per quell’omicidio, Niccolò Patriarchi, viene condannato a scontare solo 20 anni d galera più tre anni da passare in una struttura protetta poiché riconosciuto semi infermo di mente. Va sottolineato che il mostro aveva tentato di uccidere anche l’altra figlia di 7 anni, dalla cui accusa però è stato scagionato. Bene, sono profondamente indignato perché in questa tragedia ha perso la vita un bambino di un anno, una donna è stata ferita gravemente, un’altra bambina ha rischiato di fare la stessa fine del suo sfortunato fratellino ma all’assassino vengono concesse le attenuanti. Quelle della semi infermità mentale che gli costano solo 20 anni di galera. Che forse per qualche buona azione all’interno non sconterà nemmeno tutti e che tornerà presto ad essere libero, magari di reiterare. Perché i pazzi sono irrecuperabili. Ma il suo avvocato ha già affermato che farà appello alla sentenza perché Petriarchi è del tutto infermo di mente secondo lui e giustificato. Va ancora sottolineato che nell’ultimo periodo prima della tragedia, la donna aveva ricevuto dal suo aggressore oltre 800 messaggi quasi tutti minatori dove l’omicidio e la tragedia erano stati messi a verbale proprio in quei messaggi. Ma la giustizia si macchia sempre degli stessi delitti. Non credere mai o non intervenire mai, ne prevenire mai il pericolo prima che questo sia stato compiuto. E adesso siamo alle solite. A scrivere di un omicidio già annunciato dove a farne le spese è stato un bambino di un anno. Ammazzato senza scrupoli da un uomo cattivo, sadico ma pienamente cosciente di ciò che stava compiendo vista la lucidità degli 80 messaggi minatori dove sapeva benissimo ciò che scriveva e l’orrore che voleva incutere nella moglie. Vent’anni..troppo pochi davanti alla vita che avrebbe potuto vivere il piccolo Michele. Perché un avvocato arrivista ed arrogante si avvale della facoltà di far passare un omicida seriale in un povero pazzo infermo di mente e da rimettere in libertà, in quella società che invece non lo vuole per il male che ha fatto e che sono certo, glielo farebbe volentieri a lui. E’ indegno barattare una vita spezzata, un omicidio con la semi infermità ed è indegno che un giudice non possa tener conto dell’efferatezza del delitto. Mi auguro che vent’anni siano sufficienti per questo essere immondo per passare tra le mani di chi anche all’interno di un carcere, sa cosa vuol dire il rispetto per la vita di un bambino. Come già affermato tante volte, anche tra i criminali vige un codice deontologico che prevede che i bambini non vadano mai toccati, e prima che la sentenza di appello venga emessa, con la paura che il mostro possa essere davvero giudicato totalmente infermo e quindi evitare la galera, la speranza è che qualcuno riesca a raggiungere questo assassino e gli dia la condanna che merita.

Se sei indignato/a dopo aver letto l’articolo, lascia il tuo commento ed esprimi la tua indignazione!!!