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by Andrea Milioni

Queste righe vanno ad encomiare il lavoro e la battaglia che Franca Sassara ed il suo team stanno portando avanti dopo aver creato a Viterbo, una struttura potenziale in grado di aiutare i ragazzi autistici.

Eh si, perché proprio nel capoluogo laziale, ma nell’intera regione Lazio in realtà, manca purtroppo una struttura in grado di dare sostegno a questi ragazzi ma più che altro alle famiglie di questi, che sono nella provincia di Viterbo, quasi 220 famiglie. Famiglie che sono costrette a sobbarcarsi i sacrifici, sia fisici, mentali che economici soprattutto, per continuare a dare serenità e sostegno a questi ragazzi. Proprio Franca è madre di Andrea, 27 anni ed affetto da spettro autistico, ma costretta a trasferire il ragazzo ad Arezzo presso l’istituto Agazzi. Qui Andrea è ben seguito afferma Franca, ma è stato costretto ad abbandonare la sua terra, quella dove è nato e cresciuto, e che gli manca particolarmente con tutte le sue caratteristiche. Purtroppo non c’è stata alternativa perché qui nessuno ha mai pensato di investire sul futuro di questi ragazzi. Ed allora Franca e suo marito, non si sono persi d’animo ed hanno voluto creare, con grande spirito di sacrificio, una sorta di casa struttura che potesse accogliere e dare sostegno a questi ragazzi ed alle loro famiglie. Che proprio come lei, si sono sentite rispondere che il problema, dal momento che nessuna struttura è presente, devono incollarselo loro. Una risposta non proprio signorile. Quindi da anni Franca ed il marito hanno speso tutto quello che potevano per cercare di creare nella loro casa, una ventina di posti letto, ma purtroppo i lavori necessitano di altri fondi e serve l’ausilio di Asl ed aziende competenti per autorizzare tutto ciò che serve a mettere in regola la situazione. A tutt’oggi, proprio con l’azienda sanitaria sono in corso le trattative per regolarizzare la situazione ma serve l’impegno della Regione perché tutto il lavoro svolto e l’impegno economico sostenuto vengano alla fine riconosciuti. Oggi a sostegno di tutto Franca si è fatta promotrice dell’associazione “Campo delle rose onlus”. Ogni sorta di donazione all’associazione oggi, può essere considerata oro per questi ragazzi, per le loro famiglie, per Franca e suo marito, per Andrea, affinché possa tornare nel suo territorio che ama tanto e che gli spetta di diritto. Intanto sarebbe necessario che comuni, Regione ed aziende sanitarie, si impegnino per creare una o più strutture adatte a questo tipo di patologie perché i disagi delle famiglie spesso vanno oltre i limiti economici e costringerle a trasferirsi altrove per dare dignità ai propri figli, non è contemplato per incuranza burocratica. Onore al merito quindi a Franca, all’associazione e che la regione e le aziende competenti adesso mettano in campo il loro per realizzare il concreto.

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