itenfrdeptrues

logo

le verita

by Andrea Milioni

Può una madre la vita del proprio figlio piccolo rispetto al rapporto affettivo col suo compagno? E se tra l’altro questo compagno arriva a togliere la vita a questo figlio,

la madre può passare in secondo piano la morte di questa creatura pur di difendere l’assassino di suo figlio. In una vita virtuale e sensata questa verità non avrebbe valore ne pratica, ma purtroppo non si tratta di realtà virtuale ma di vita vera e reale. E’ accaduto a Cardito in provincia di Napoli, dove a perdere la vita sotto le botte del patrigno, e quindi del compagno della madre, è stato il piccolo Giuseppe Dorice. A giudicare la madre del piccolo, una perizia del Dott. Francesco Villa psichiatra del tribunale dei Minori che afferma che la donna sacrificava la tutela dei figli rispetto alla relazione col compagno. Sotto processo anche il padre naturale del piccolo che davanti alle domande dei magistrati ha cercato di presentarsi come un padre amorevole anche se i fatti dicono che era un padre quasi totalmente assente dalla vita dei figli. Lo dimostra infatti questa tragedia. Perché anche dietro la testimonianza di due maestre che tempo fa avevano segnalato che la sorellina del piccolo Giuseppe si era presentata a scuola con un cerotto all’orecchio ed il volto tumefatto, e che dietro le domande delle maestre la piccola confessò che erano state le botte del patrigno a ridurla così, il padre naturale di questi bambini, non ha mai mosso un dito contro questo orco che massacrava i suoi figli. Qualunque altro padre separato che ama i suoi figli, avrebbe strappato la faccia ad un mostro simile. Ma questo assassino, avendo via libera dalla sua compagna e madre snaturata di queste creature, e dall’assenza totale di un padre inesistente, ha avuto campo libero per pestare fino ad ucciderlo, questo bambino. Ora, detto che questo mostro mi auguro finisca la sua vita dietro le sbarre o addirittura finisca prima tra le mani di quei detenuti che hanno comunque un codice deontologico che prevede che i bambini non si tocchino, vorrei fare una riflessione sulla madre della vittima. Ci sta che dopo la fine di una relazione una donna e un uomo possano rifarsi una vita con una nuova compagna o compagno. Ma mai deve essere messa in discussione la genitorialità naturale dei bambini, se ci sono della persona con cui si va a convivere e a condividere la vita. Che sia anche lecito intervenire nella loro educazione ma alzare le mani su dei figli che non sono il proprio sangue non è accettabile da nessun popolo ne da nessuna legge. Soprattutto dalla legge materna che dovrebbe essere la sedia elettrica di chi osa solo toccare i suoi figli. Invece qui ci troviamo davanti ad una donna distaccata emotivamente dall’amore per i suoi figli. Amore che riversava invece totalmente verso il suo compagno. Che ha finito alla fine per privarla di uno dei suoi figli. Siamo davanti ad una donna che aveva avuto dal suo matrimonio tre bambini, probabilmente voluti, altrimenti uno può venire per sbaglio ma gli altri due.. Mi chiedo allora come mai si possa mettere la vita di queste creature nelle mani di un orco visto che lo aveva fatto più ne più volte..mi chiedo come è possibile che una mamma riesca a separare il suo cuore da quello dei suoi figli.. e soprattutto mi chiedo.. adesso questa donna, che è complice dell’omicidio di suo figlio, sarà condannata e sconterà una pena esemplare oppure la perizia psichiatrica a cui è stata sottoposta le salverà la vita facendo in modo che sia solamente ricoverata in qualche struttura psichiatrica per un periodo di tempo per poi tornare a piede libero come se nulla fosse? Perché purtroppo in questa vicenda deve essere considerato anche un altro dettaglio. Che i due figli restanti, vista l’incapacità genitoriale, verranno dati in affidamento a chissà chi e a quale sacrificio.. per la loro ulteriore sofferenza..

Se sei indignato/a dopo aver letto l’articolo, lascia il tuo commento ed esprimi la tua indignazione!!!