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by Andrea Milioni

Giustizia? Se ne può parlare.. Malagiustizia? E’ doveroso parlarne. Perché di questo male soffre il sistema giudiziario. Il nostro Paese. Il nostro Stato.

E questo male uccide e spezza le vite degli onesti anziché quelle dei criminali. E mentre in Parlamento si indaga Salvini per presunti abusi di ufficio su alcuni voli di Stato, mentre Luxuria appare sul web col leader delle sardine a ponderare l’ipotesi di una lobby gay, c’è chi in queste ore sta passando seri guai a causa di un sistema giudiziario indegno. Torna in auge l’argomento in merito alla condanna espressa nelle ultime ore per il gioielliere Guido Gianni da parte della Corte d’Assise di Catania, che lo ha appunto condannato a 13 anni di reclusione sui 17 richiesti dal Pm. Una sentenza che ha fatto infuriare l’intero Paese. Perché arriva ad 11 anni dal fatto di cronaca che lo vedeva protagonista e che lo ha rivelato a questo punto, come assassino seriale. Era il 18 febbraio del 2008 quando tre rapinatori entrarono nella sua gioielleria e tentarono di rapinarlo, armi alla mano e tenendo sotto minaccia delle armi lui e sua moglie. Gianni non si fece sopraffare dalla paura e reagì, dapprima in una colluttazione corpo a corpo con i banditi che riuscì a mettere in fuga. Poi prese il suo fucile e li inseguì. Ne uccise due e ferì il terzo. Oggi, per quelle morti dovrà scontare 13 anni di galera. Lui che era un commerciante serio, onesto, che pagava le tasse, che aveva sempre avuto una vita serena e che aveva solo difeso se stesso, sua moglie, la sua attività, i suoi guadagni. Non è stata legittima difesa dicono i giudici ma c’è stata la volontà di uccidere. In più a sfavore di Guido Gianni, va detto che le armi ritrovate addosso ai banditi, erano a salve, gli avevano tolto il tappo rosso quindi inoffensive. Ma vorrei porre l’attenzione su alcuni particolari. Ditemi se tra voi che leggete non c’è uno che almeno una volta nella vita non abbia mai litigato pesantemente con qualcuno o magari abbia avuto anche una colluttazione. Nei momenti subito dopo, vi è una rabbia dentro che porta a ripensare all’accaduto e viene voglia di ritornare dall’altro a dargliele di santa ragione per ciò che si è creato, perché la serenità vostra o dei vostri cari è stata turbata da qualche demente. Pensate adesso a questo uomo che aveva appena subito un tentativo di rapina, sotto minaccia delle armi anche se finte. E proprio qui vorrei porre l’attenzione. Ditemi se uno che sta subendo una rapina, dove la sua stessa vita è minacciata, con la sua quella della moglie, dopo aver appena avuto una colluttazione con tre banditi, debba pure verificare se le armi che si ritrova puntate contro siano vere oppure no. Se i banditi gli hanno tolto il tappetto rosso per farle sembrare vere oppure sparano proiettili mortali. Oppure che si debba accontentare di essere riuscito a mettere in fuga i tre malviventi e starsene tranquillo ad aspettare che una giustizia fallita faccia quello che non riuscirà mai a fare. Vale a dire rintracciare ed arrestare i tre colpevoli. La volontà di prevalere su quei balordi, il pensiero di ritrovarseli di nuovo davanti con le pistole spianate in faccia, ha avuto la meglio sulla razionalità ed ha portato Guido Gianni ad imbracciare il fucile e a correre dietro a quei malviventi facendogli fare la fine che meritavano. Ma tutti questi stati d’animo non sono stati considerati dai giudici della cassazione che l’ha condannato. E’ stato valutato solo che il pericolo di morte era stato scampato e che la reazione del gioielliere è stata esagerata. Ecco..secondo i giudici quindi tutto si sarebbe dovuto risolvere a tarallucci e vino tra lui e la moglie per lo scampato pericolo di morte e rapina. Nessuno si era fatto male ma i due malviventi almeno erano ancora vivi, magari liberi di terrorizzare qualche altro commerciante onesto. Ecco questo è quello che generalmente si prefigge la giustizia italiana che ha per l’ennesima volta condannato un innocente e graziato tre criminali anche se due di loro per fortuna non ci sono più. Purtroppo la beffa per Gianni è doppia perché oltre alla condanna penale, lo ha anche obbligato a risarcire le famiglie delle vittime nonché il ferito. Bene alla fine di questo articolo vi chiedo.. è questa la giustizia che volete? Di questo sistema giudiziario ci dobbiamo fidare? La legittima difesa deve esistere in base ai casi o difendere la propria vita, famiglia, attività deve essere un dovere sempre?

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