itenfrdeptrues

logo

le verita 1

by Andrea Milioni

Rapita, picchiata, stuprata quando aveva solo 18 anni, gli studi in corso di economia di allora furono interrotti, lo stupro aveva portato la vittima a relazionarsi difficilmente con la gente.

Insomma, una vita semi distrutta che per lo Stato italiano vale solo 4.800 euro il gesto indegno verso il genere umano. Era il 2005 quando accadde. La vittima come detto, allora diciottenne, era in discoteca con amici quando alla fine della serata uscendo dal locale sale sulla macchina con due amici e sulla via del ritorno li affianca ad un tratto un furgone. Scendono due ragazzi che avevano adocchiato la ragazza in discoteca, la rapiscono a forza lottando con i due amici della vittima e scappano veloci mentre gli amici della ragazza li inseguono per qualche km chiamando nel frattempo la polizia. Ma nel frattempo i de rapitori, ugualmente italiani, si dileguano e portano la ragazza in un casolare dove la picchiano, la stuprano e la tengono segregata tutta la notte per liberarla la mattina seguente. I due rapitori, stupratoti, da allora hanno fatto perdere le loro tracce. Da allora, sono passati anni, la donna combatte una battaglia contro lo stato per ottenere il giusto risarcimento per la sua perdita, Di dignità, di possibili relazioni future, di una vita volta alla felicità. Un risarcimento che le è stato quantificato nella misera somma di 4.800 euro. Un importo fisso per le vittime di stupro così come fisso è l’importo relativo al risarcimento per le vittime di omicidio, 7.200 euro e così via.. Importi considerati inadempienti per chi subisce i peggiori reati rivolti al genere umano, considerando che nel caso specifico, i due criminali non sono stati mai trovati anche se condannati in contumacia a 10 anni di galera. In merito a questo oggi, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sarà oggetto nel marzo prossimo, di una udienza per la mancata attuazione di una direttiva europea del 2004 che obbliga gli Stati membri ad un sistema di indennizzo adeguato per le vittime di reati violenti. Poiché nel caso specifico questa normativa non venne applicata, nel 2010 il Tribunale di Torino, luogo dove avvenne la violenza, fece ricorso proprio per ottenere il giusto adempimento che venne riconosciuti dalla Corte d’Appello di Torino nel 2012, e che portò a pronunciare un risarcimento per la vittima di 50.000 euro. Ad oggi però quella somma non è stata ancora consegnata in quanto nello stesso anno lo Stato ha fatto ricorso. Insomma una giustizia ordinaria indegne ed inefficace come sempre in merito alle condanne verso criminali incalliti che si arrogano il diritto di togliere vite, stuprare, sequestrare, avvalendosi proprio di questa giustizia inefficiente. Vi è anche per le vittime, una condizione da sopportare oltre a quella di non riuscire ad ottenere giustizia, di non riuscire ad ottenere nemmeno un risarcimento adeguato per i torti ed i danni subiti. Uno Stato che non riesce a dare dignità ai suoi cittadini opponendo appello ad una sentenza di risarcimento ad una vittima di stupro da parte di due aguzzini che si sono altresì fatti beffa della legge e sull’incapacità delle forze dell’ordine che ad oggi, a 14 anni dal fattaccio, non sono riuscite a trovare queste due bestie che se la staranno godendo chissà dove.. va inoltre rilevato che la strada per ottenere quei miseri 4.800 euro di risarcimento, è lunga e non priva di complessi burocratici, perché quando tutto dovrebbe sembrare più facile ed agevolato per superare le difficoltà di aver subito un reato indegno, c’è sempre lo zampino di uno Stato che ti mette il bastone tra le ruote per farti desistere dal mettere in atto certe situazione che lo vedono volto a risarcire poveri innocenti per delle sue mancanze a livello giudiziario e sociale. Insomma una vita a combattere contro la giustizia e contro lo Stato per ottenere il giusto risarcimento di una dignità persa a 18 anni! INDEGNO!!!

Se sei indignato/a dopo aver letto l’articolo, lascia il tuo commento ed esprimi la tua indignazione!!!