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by Andrea Milioni

Ecco quanto può valere ed essere considerato un fenomeno ed un reato come il femminicidio da parte di quello che è un magistrato

nonché presidente della seconda sezione penale della Corte suprema di Cassazione e membro del consiglio superiore della magistratura. In un video Piercamillo Davigo suddetto appunto, ha voluto portare a paragone il femminicidio con il divorzio o separazione dal coniuge. Nel video risulta chiaro anche come i criminali che si prendono la briga di togliere vite, riescano ad avere sconti notevoli di pena e di come una condanna a 30 anni di galera si tramuti in una sorta di passaggio obbligato breve presso le carceri italiane perché ci sono magistrati come questo, che per sua stessa ammissione sono molto dediti a concedere domiciliari ed attenuanti a criminali che invece andrebbero condannati a morte e rinchiusi gettando la chiave. Quindi ecco che una condanna a 30 anni si tramuta in un batter d’occhio a poco più di 4 anni. Di questi, come ironizza lo stesso Davigo, almeno un anno e 4 mesi possono scontarsi ai domiciliari, comodamente sul divano di casa. Per gli altri 3 anni si può scontare presso i servizi sociali con lavori utili. Si ironizza sul fatto che i tempi di separazione in una causa di divorzio, siano superiori a quelli per chi commette appunto un reato di femminicidio, indipendentemente che la vittima sia la moglie o il marito. Insomma, un insulto bello e buono da parte di chi di lavoro dovrebbe avere la mano pesante verso chi commette reati indegni come questo. Un insulto verso una categoria, le donne, che fa sembrare che uccidere, o per meglio dirla come la intende lui, sbarazzarsi del proprio coniuge, più semplice e risparmioso che gettarsi in un divorzio costoso e lungo a livelli burocratici di durata. L’alternativa sarebbe quindi far fuori la moglie in modo che se incontri un giudice coglione come questo, dopo poco più di 4 anni, ti ritrovi in libertà senza aver nemmeno scontato un anno di carcere. Mi chiedo che pensiero possano avere le donne nell’ascoltare queste parole. Soprattutto di quelle donne che un atto simile lo hanno subito, che hanno da vicino visto la morte in faccia e che miracolosamente sono scampate alla morte. Che pensiero possano avere e soprattutto che fiducia possano avere nell’ascoltare queste parole in quello che è un vero e proprio incentivo al femminicidio di un giudice per scampare ad una sentenza di divorzio. L’indignazione è profonda proprio perché le parole provengono da un magistrato, se lo si può definire tale, che con esperienza e dedizione dovrebbe mettere la mano pesante su certe sentenze mentre il rispetto è finito perso in una conferenza che ha avuto solo l’illusione di poter scaturire quattro risate a chi, con estrema superficialità, ha inteso l’intervento di Davigo come una chiacchiera da bar e non rivolto invece a dare un senso di impotenza per chi certi reati li subisce. Ecco il senso di una giustizia fasulla che non ha rispetto per le vittime ma che invece fa di tutto per poter dare una nuova vita a chi con filosofia, decide di evitare il divorzio ricorrendo alla strada più facile. Ammazzare la moglie e togliersi il pensiero. Ecco il video incriminato.

Se sei indignato/a dopo aver letto l’articolo, lascia il tuo commento ed esprimi la tua indignazione!!!

https://video.corriere.it/cronaca/davigo-spiega-paradosso-ecco-perche-ammazzare-moglie-conviene-piu-divorzio/a8b9aaca-42d1-11ea-8fab-5eae1fe9ccd1