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by Andrea Milioni

E in tempi di Corona Virus e di morti certe, c’è anche chi torna alla vita. Dopo aver combattuto per un anno per sopravvivere ad un tentato femminicidio.

Dopo aver combattuto contro il fuoco che l’aveva devastata. Maria Antonietta Rositani ha passato un anno di calvario dopo che l’ex marito dal quale era separata, era evaso dai domiciliari a Napoli percorrendo oltre 400 km per raggiungere la moglie a Reggio Calabria e darle fuoco. Si è salvata per miracolo Maria Antonietta dopo aver subito ustioni gravissime sul 70% del suo corpo. Perché non voleva più accanto quell’uomo violento che per anni l’aveva picchiata e maltrattata. E che la giustizia non ha saputo proteggere da un assassino. Perché se anche fortunatamente si è salvata, lui aveva chiara l’intenzione di ucciderla. Ne uscirà, forse, devastata nel corpo e nell’anima Maria Antonietta, ma potrà dire con certezza di aver vinto la sua battaglia contro la vita, contro chi la voleva morta ma ha trovato una donna che ha saputo lottare con tutte le sue forze per tornare a quella vita che tanto desiderava e desidera. Va sottolineato, al di la dell’evento lieto del suo ritorno graduale ad una vita normale, che la giustizia in se ha fallito totalmente. Lasciare ai domiciliari un delinquente e lasciarlo comodamente sul divano di casa, equivale a lasciarlo reiterare o a commettere un reato che aveva ben pianificato senza che nessuno abbia potuto intervenire per fermarlo. Vorrei capire adesso per quale motivo una donna che subisce violenze quotidiane dovrebbe denunciare il suo carnefice sapendo che nessuna giustizia potrà condannarlo o tenerlo lontano da lei impedendo che porti a termine un’opera già iniziata. Qualcuno mi spieghi perché ogni anno si organizza la giornata internazionale contro la violenza sulle donne se poi non si fa nulla di concreto per poterle difendere da uomini come questi ed impedire che vengano ammazzate come cani da quelli che dicevano di amarle. Ma in tutto ciò è la stessa Maria Antonietta che a fatica dal suo letto d’ospedale lancia un messaggio accorato a tutte quelle donne che ogni giorno subiscono passivamente violenze fisiche e verbali. Che invita queste donne a ribellarsi a denunciare, a scappare da quel turbine da cui paradossalmente non si riesce ad uscire. Senza temere le conseguenze perché la libertà vale di più di una vita di violenze. Ed in attesa che ritorni presto a casa invita le donne a contattarla perfino per poter condividere con loro le storie ed aiutarle ad uscire da questa spirale violenta che le avvolge e da cui faticano a liberarsi. Un esempio di vita, forza e coraggio.

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