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le verita

by Andrea Milioni

In tema di covid-19 si è scritto di tutto e di più. Ma non si è scritto delle conseguenze e dei disagi che questa pandemia, durata mesi, ha portato a livello sociale.

A parte le ovvie ripercussioni economiche. Ma per disagi sociali intendo che moltissime persone, bloccate in quarantena nel luogo dove si trovavano al momento del decreto, non hanno potuto riabbracciare i loro cari per molto tempo in attesa che le cose cambiassero. Senza tante speranze c'è da dire. Una storia va presa in considerazione su tutte in questo senso. Quella che riguarda una donna di Reggio Emilia che dopo il Lockdown ha riabbracciato il figlio di 9 anni che non vedeva da oltre 4 mesi. Va sottolineato che alla donna era stato sottratto il figlio per incapacità genitoriale. In un incontro protetto madre e figlio non hanno resistito e si sono abbracciati contravvenendo alle regole che prevedevano un incontro in sicurezza per entrambi. L'assistente sociale che vegliava il piccolo ha denunciato la cosa ai carabinieri e la donna è stata multata con 400 euro. La vicenda ha suscitato molto scalpore ed indignazione perché al di là del rispetto delle regole, andava capito il momento e spesso gli assistenti sociali diventano un problema ulteriore alle già difficili condizioni che alcune famiglie presentano con i figli. Spesso gli assistenti sociali non hanno nemmeno la competenza di quello che rappresentano. Spesso sono persone imbucate che si arrogano il diritto di togliere figli a famiglie senza saperne necessariamente la ragione, senza davvero conoscere la materia famiglia e gestione della materia. Qualunque sia stata la motivazione che ha allontanato questa mamma da suo figlio, un gesto d'amore rappresenta di per se un ottimo punto di riavvicinamento e se la comprensione umana resta fuori dall'ideologia che una quarantena durata 4 mesi può devastare qualunque genitore o figlio che resti lontano reciprocamente l'uno dall'altra, allora a nulla servono queste istituzioni che nascono prospera tutelare le famiglie. Indigna per altro il fatto che una donna già palesemente in difficoltà, sia stata multata con 400 euro per il fatto. Segno che nessuno di chi è intervenuto in questa vicenda, sia davvero in grado di capire una situazione disagiata. Possiamo quindi davvero fidarci chi prende in carico i figli tolti alle famiglie da giudici che spesso non conoscono davvero a fondo la verità? Bibbiano ci ha insegnato qualcosa oppure il business case famiglia continua a riempire le tasche di molti con la consapevolezza di spezzare per sempre famiglie che per disagi economici non potranno combattere per vie legali se non aiutati da associazioni create proprio in difesa di queste famiglie e che non prendono il nome di servizi sociali?