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by Andrea Milioni

È notizia di poche settimane circa, quella che vede come caso di cronaca uno stupro ai danni di una donna di 45 anni avvenuta nel parco di Monte Scilla a Milano mentre verso le 18  del pomeriggio la vittima portava a passeggio il proprio cane.

Secondo le testimonianze della donna, il mostro l'avrebbe aggredita da dietro trascinandola di forza in un posto appartato e stuprandola. Non sarebbe riuscita a vederlo in faccia ma ha potuto notare chiaramente la pelle scura e capire che era una persona giovane. Tanto che adesso si starebbe cercando un africano. Dopo lo stupro la donna avrebbe fatto denuncia immediata, soccorsa e trasportata in ospedale dove hanno riscontrato le violenze subite. Indigna in primis che a distanza di settimane non si abbia ancora notizia se questo schifoso sia stato preso o che fine abbia fatto. Da questo articolo di cronaca prendo lo spunto per entrare nel merito di un altro argomento che è stato e da sempre lo è nell'ultimo periodo. Ovvero un fondo per i risarcimenti alle vittime di reati violenti. Proprio in base a questo, una sentenza della Corte di giustizia europea, ha stabilito il 16 luglio scorso, che le vittime di reati violenti debbano avere un indennizzo giusto ed adeguato. La sentenza è stata pronunciata in base ad una causa che era stata intentata nel 2005 da una ragazza che era stata sequestrata e vittima di violenze sessuali e percosse. I suoi aguzzini erano stati condannati ma alla vittima non era stato riconosciuto alcun risarcimento anche se i due si erano resi irreperibili e nulla tenenti. Una direttiva del 2004 prevede per tutti gli Stati membri dell'Unione Europea, un sistema di indennizzo per le vittime di reati violenti. Ma qui come al solito, lo Stato italiano, restio da sempre a sborsare soldi perfino per chi subisce i peggiori reati, affermava che la direttiva fosse valida solo per le vittime in transito dall'Italia, quelle internazionali, e che la stessa direttiva non comprendesse comunque le vittime di reati sessuali come lo stupro appunto. Ecco la considerazione del nostro Stato nei confronti del proprio popolo, Stato pronto eventualmente a risarcire le vittime straniere, ma a lasciare nella merda e nella sofferenza quelle appartenenti al proprio popolo. Uno Stato che non riconosce a tal punto lo stupro come un reato non meritevole di risarcimento, togliendo definitivamente dignità a tutte le donne che lo subiscono. Comunque in base alla denuncia presentata nel 2005 il tribunale di Torino nel 2010, aveva riconosciuto l'inadempienza della presidenza del consiglio nei confronti della direttiva ed aveva riconosciuto alla vittima un risarcimento di 50 mila euro che ha ricevuto solo in minima parte. Non pago il Governo aveva fatto appello alla sentenza ed era stata rimessa alla corte di giustizia europea. Ma l'avvocato della corte di giustizia concordava a tal proposito con i legali della vittima dichiarando che l'indennizzo alle vittime non deve essere solo simbolico, ma deve essere adeguato al tipo di violenza subita. Questo perché nel 2017 il nostro legislatore aveva stabilito dei veri e propri risarcimenti simbolici alle vittime di reati violenti. Alcuni esempi..7200 euro per i reati di omicidi, aumentati a 8200 se il reato era commesso da una persona legata sentimentalmente o da parentela della vittima, 4800 euro per le violenze sessuali e 3000 euro per il risarcimento delle lesioni personali, in pratica solo il rimborso delle spese mediche. Solo nel 2019 questi importi sono stati rivisti ed aumentati a circa 25 mila euro, almeno per le violenze sessuali. Ma come detto la cosa rimane sempre soggettiva in base al tipo di trauma subito, ma soprattutto la gravità delle violenze. Diverse cose indignano in questa vicenda, relativamente alla posizione presa dal governo sulla questione. In primis il ricorso presentato in appello per la denuncia della ragazza stuprata e mai risarcita nel 2005, come a sottolineare che lo stupro non sia degno di risarcimento e che lo Stato si lava le mani davanti a chi lo compie. I risultati d'altronde si vedono anche dai mancati arresti di questi criminali che fatti i porci comodi rimangono liberi di reiterare e se presi a distanza di due ore sono fuori per sentenze assurde. Clamorosa quella emanata da un giudici nei confronti di un immigrato che aveva stuprato ripetutamente e che è stato liberato è mai condannato perché secondo il giudice aveva bisogno di una donna. E perché non dargli sua moglie mi chiedo..in seconda indigna il fatto che nonostante il decreto del 2004 già vigente, il nostro governo abbia voluto interpretare lo stesso a proprio piacimento e cioè rivolgendo il contenuto del decreto solo per chi fosse di passaggio in Italia quindi alle donne straniere. Come se quelle italiane non fossero donne...e grazie a Dio le nostre sono le più belle al mondo. Ma indigna soprattutto che la convinzione del nostro governo fosse che i risarcimenti alle o agli stranieri, di reati violenti, riguardassero principalmente gli omicidi, o quanto meno tutto fuorché le violenze sessuali. Mi chiedo allora..ma il nostro Stato, insieme a tutte le forze politiche, gli e le attiviste, le associazioni, e qualunque altro tipo di movimento femminista, non organizzano tutti gli anni la giornata mondiale contro la violenza sulle donne? Non è forse vero che migliaia e migliaia di donne, tra cui moltissime vip che si battono per questo, scendono in piazza per affermare i propri diritti e dare sostegno a tutte quelle vittime di violenza sessuale che ogni anno sono sulle cronache di giornali e TV? Se tutto questo è vero mi domando..questa giornata mondiale dura solo una giornata, 24 ore, oppure è un percorso che andrebbe seguito e portato avanti perennemente per dare sicurezza, giustizia, serenità alle donne o di chi indistintamente subisce reati violenti? Perché se così è, come è possibile che il nostro governo non considera lo stupro come reato violento e degno di risarcimento? Quindi in base alla denuncia del 2005 contro la presidenza del Consiglio dei ministri, il 16 luglio scorso, la corte di Giustizia dell'Unione europea, ha stabilito che adesso ogni governo, ogni Stato, debba riconoscere obbligatoriamente alle vittime di reati violenti, compreso lo stupro, un indennizzo equo ed adeguato. A cosa lo abbiamo già detto..quindi 25 mila euro stabiliti nel 2019 può darsi che non siano sufficienti a risarcire una vittima di violenze. Perché la dignità umana, il pudore, la paura perenne che rimane alle vittime, non possono essere quantificate in una cifra precisa ma di qualunque somma si parli, il risarcimento rimane sempre una cosa simbolica rispetto alle sofferenze subite.

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