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by Andrea Milioni

La disabilità per molti è e continua ad essere un tabù ed una discriminazione sociale difficile da accettare come l'omosessualità.

Ne è testimonianza una vicenda accaduta pochi giorni fa ad un gruppo di ragazzi autistici che rientravano insieme alle famiglie, da una vacanza. Il pulmino che li accompagnava ad un tratto decideva di far sosta in un autogrill dell'autostrada A14, più precisamente nell'Autogrill Rubicone in direzione nord. I ragazzi volevano solo rifocillarsi un po' e mangiare un panino come si è soliti fare quando si entra in una struttura pubblica tra l'altro come quella. Ma quando tutti si erano seduti al tavolo, il proprietario del locale è intervenuto cacciando il gruppo perché, dice, lui non voleva disabili nel suo locale. Inutili i tentativi dei genitori di spiegare la situazione. Irremovibile è stato il proprietario. Dura la reazione di uno dei papà dei ragazzi, Mario Ciummei, nonché vice presidente dell'associazione Gaudio Onlus. Proprio l'associazione in collaborazione con Fabula onlus, aveva organizzato come ogni anno l'estate fabulosa, proprio per regalare a questi ragazzi qualche giorno di allegria insieme. Senza contare però che l'ignoranza della gente e soprattutto l'inamorale coscienza ad accettare determinati stati sociali, diventa per chi ne è portatore, di disabilità, un problema. Ovviamente la notizia ha indignato il web in generale perché qui a differenza di determinati comportamenti che possono arrivare da altri stati sociali come gli omosessuali ad esempio, comportamenti che possono infastidire o meno o che possono essere accettati o meno a secondo del proprio pensiero sull'argomento, qui si tratta di una situazione ben definita e diversa. Perché la disabilità è reale. Perché non ci sono comportamenti scorretti o inaccettabili. Perché lo stato sociale di quei ragazzi è quello e vanno a prescindere trattati normalmente, nel massimo del rispetto senza intaccare la dignità di nessuno. Inutili le successive scuse del proprietario dell'autogrill, che ha effettuato anche una donazione, almeno nelle intenzioni. Scuse inutili perché al di là di tutto l'indignazione rimane, così come la rabbia dei protagonisti che sono stati gentilmente accolti e serviti con il massimo rispetto nell'Autogrill successivo come afferma in un post Ciummei. Scuse inutili perché al di là della presunta donazione, il pensiero iniziale del proprietario del locale rimane e nessuno al di là di uno sbaglio che può essere commesso, crede nelle buone intenzioni dell'uomo perché se buone intenzioni ci sono, nessuno a prescindere doveva essere cacciato inizialmente. Perché la dignità ed il rispetto vanno portati a prescindere sempre, difronte a qualunque condizione sociale ci si trovi.

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