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le verita

by Andrea Milioni

Sembra paradossale pensare di vendicare un reato violento con un altro reato violento. E sembra paradossale pensare che questa vendetta venga giustificata ed assolta da un giudice in un processo vero.

Ma a volte il paradossale diventa ancora più paradossale e quello che sembra fantascienza diventa realtà. Quello che stupisce invece è pensare che la vicenda qui sotto descritta sia accaduta in realtà in Italia e che un giudice italiano abbia avuto una visione tanto personale quanto veritiera di una giustizia che diversamente avrebbe visto la vittima del primo reato doppiamente vittima se si fosse affidata alla giustizia ordinaria. Ed è proprio qui che scatta il secondo reato. Ma andiamo in ordine.. I due reati..uno stupro che si trasforma in omicidio. I fatti risalgono al capodanno 2019 quando una ragazza 25enne di Ovada in provincia di Alessandria, investe con la propria macchina, uccidendolo, Massimo Garitta, colpevole secondo la ragazza, di averla stuprata. Ma davanti ai giudici la ragazza avrebbe ammesso di non averlo fatto con la ferma volontà di uccidere l'uomo ma solo per difendersi dalla violenza. Il PM invece sostiene una versione differente, affermando che l'impronta a terra delle gomme della vettura farebbero pensare invece ad una manovra volontaria. Ma come detto il giudice ha creduto, o forse ha voluto credere, alla versione della vittima di violenza assolvendola dall'accusa di omicidio. Ora..non mi interessa indagare sulla volontarietà o meno dell'omicidio, né sul fatto che fosse giusto a prescindere condannarla per aver ucciso un uomo. Mi interessa soffermarmi sul fatto che un uomo avesse approfittato di una giovane ragazza di 25 anni per stuprarla in una notte come il capodanno. Mi interessa soffermarmi sul fattore giustizia che secondo i canoni del codice italiano non avrebbe fatto scontare alcun giorno di carcere a questo mostro che probabilmente avrebbe affermato che in preda al l'alcol lei era stata consenziente e che lo stupro non sarebbe stato verificato lasciando a piede libero un orco che avrebbe probabilmente reiterato il reato. Mi interessa soffermarmi sul fatto che una vittima si sia ribellata al suo carnefice e, volontario o no si sia liberato di esso. Mi interessa soffermarmi sul fatto che un giudice abbia correttamente interpretato la vicenda come la volontà di una vittima di avere giustizia per se fuori dalla giustizia ordinaria che avrebbe fallito miseramente. Che la voglia di verità abbia prevalso sul falso e sull'ipocrisia e che se al posto giusto, ci stanno le persone giuste, quelle che possono fare la differenza, il mondo sarebbe totalmente diverso. Giustificare un omicidio si può se esistono i canoni e le teste giuste per imbastire la vicenda in modo che la verità sia sempre vincente.

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