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by Andrea Milioni

Morto a 21 mesi per le botte ricevute. È la tragica fine toccata al piccolo Evan, per le percosse ricevute dal compagno della madre e da lei stessa, probabilmente.

Comunque la donna al di là di tutto sarebbe stata al corrente che il compagno alzava le mani sul piccolo e non lo avrebbe mai impedito. Sono le denunce presentate dal padre biologico del piccolo, Stefano Lo Piccolo, che da Genova, luogo in cui ultimamente risiedeva per lavoro, piange suo figlio che non potrà più rivedere. Siciliani di origine la tragedia avviene proprio nella regione isolana. Lo Piccolo si è recato a Modica per essere ascoltato dalla procura siciliana in merito alle denunce esposte. Denunce, afferma Lo Piccolo, rimaste inosservate. Il piccolo Evan era giunto in ospedale mercoledì scorso in gravi condizioni ed è spirato poco dopo il ricovero. I medici però hanno potuto subito notare i lividi presente sul corpo del piccolo per cui sono scattate le indagini dei Carabinieri. Sarebbero stati fermati la madre del piccolo Letizia Spatola e il compagno della donna, Salvatore Blanco. La coppia viveva in un appartamento a Rosolini e proprio lì sarebbe avvenuta la tragedia. A mettere in allarme il padre della piccola vittima, il fatto che suo figlio non parlava più e non riusciva nemmeno a camminare. Non era la prima volta che il piccolo veniva ricoverato ma già in altre tre occasioni era stato ricoverato con lesioni, bruciature e perfino una frattura. La madre di Lo Piccolo, nonna del piccolo Evan, aveva inviato alcune foto al figlio dove erano evidenti i lividi sul corpicino del piccolo e subito l'uomo aveva chiesto spiegazioni alla ex, madre della vittima. Lei si era limitata a dire che se li era procurati con i giocattoli ma quelle spiegazioni non avevano convinto Stefano Lo Piccolo. Che da Genova, città in cui ultimamente risiede per lavoro, aveva esposto una denuncia proprio alla procura ligure che a sua volta avrebbe dovuto girare alla procura siciliana. Non c'è stato il tempo materiale per lo svolgimento delle pratiche burocratiche in questo senso perché nel frattempo si consumava la tragedia. Nelle sue accuse Lo Piccolo afferma che anche una sua denuncia sarebbe stata fatta sparire. La famiglia paterna del piccolo Evan, aveva anche segnalato i maltrattamenti ai servizi sociali di Rosolini ma nessuno avrebbe preso in considerazione la possibilità di intervenire e controllare che le condizioni del piccolo fossero integre. Lo stesso Lo Piccolo sarebbe stato minacciato dalla coppia, secondo cui se non avesse ritirato le denunce, gli avrebbero fatto del male. C'è poi la testimonianza del legale di Stefano Lo Piccolo che afferma che la madre del piccolo non faceva vedere in maniera costante il bambino alla nonna paterna e che lui stesso aveva consigliato alla nonna di segnalare i maltrattamenti ai servizi sociali. Eccolo il vero problema. I servizi sociali. Ritorno su questo argomento perché proprio questi hanno spesso un ruolo determinante per tenere o disgregare le famiglie. Spesso composti da persone che non hanno la sufficiente istruzione o le capacità giuridiche per poter capire se sia necessario togliere o lasciare un minore all'interno delle famiglie. Sono certo e convinto che il vero male sociale siano proprio loro, spalleggiati da giudici a cui relazionano i vari rapporti delle famiglie e che non giudicano realmente le situazioni che vi sono all’interno delle famiglie. Situazioni che rispondono ai fatti di.. Ti tolgono i figli se non hai sufficiente capacità economica e li affidano a case famiglie dove spesso e volentieri subiscono violenze e maltrattamenti. Ti tolgono i figli se le condizioni igieniche non sono quelle giuste. Sono costantemente schierati in casi di separazione, da parte delle madri riducendo spesso i padri alla fame con relazioni false basate sul nulla. Sono spalleggiati da un potere difficile da sovrastare dietro cui si nascondono per nascondere le loro malefatte, che spesso hanno a che fare con veri e propri business in collaborazioni con comuni e case famiglie. Bibbiano il caso più eclatante. Anche in questo caso, la loro assenza o presenza, avrebbe fatto la differenza. Ora mi chiedo. Le leggi e la giustizia sono costantemente unanimi nell’assegnare, per un paradosso assurdo aggiungo, alle madri i figli in caso di separazione. Ma se un padre che è costretto a cambiare regione per lavoro e guadagnarsi da vivere, se denuncia violenze e maltrattamenti verso suo figlio, se i servizi sociali vengono allertati in merito, nessuno lo considera più come persona umana degna di nota per difendere, non i diritti, ma addirittura la vita stessa di suo figlio di soli 21 mesi. Vita andata persa perché un disgraziato di mezzo uomo, perché una insensata ed indegna madre lo hanno massacrato fino ad ucciderlo. Che senso ha allora il ruolo di padre nella società e nel l'istituzione famiglia? E sempre in merito a questo che ruolo hanno i servizi sociali? Chi dovrà pagare adesso per questa vita? Quelli dei servizi sociali riusciranno ugualmente a dormire sonni tranquilli? Come saranno d'ora in poi le notti di Stefano Lo Piccolo? Ed infine.. È plausibile pensare ad una vendetta privata verso chi ha ammazzato un figlio solo perché non era il tuo? Da genitori separati come reagireste se un estraneo uccidesse di botte vostro figlio solo perché non gli va a genio?

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