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le verita

by Andrea Milioni

Rimane un mistero la morte della piccola Matilda Borin, anche dopo 16 anni dalla sua morte. Era il 2005 quando aveva solo due anni e morì di una morte violenta.

Un violento trauma alla schiena la causa della morte. Ferite al fegato, ai reni e ad una costola. Me di queste lesioni nessuno è colpevole. La madre, Elena Romani, quel giorno arriva a casa del compagno, Antonio Cangialosi, bodyguard di professione e il 2 luglio del 2005 la piccola muore. In quel momento in casa c'erano la madre e il compagno. Ma la donna viene assolta dall'accusa di omicidio in tutti e tre i gradi di giudizio. Per Cangialosi invece la vicenda si riapre quando la procura di Vercelli revoca il non luogo a procedere per lui dietro richiesta della cassazione stessa. Ma il gup lo assolve dall'accusa di omicidio preterintenzionale così come fa nel 2018 la corte d'appello di Torino.

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Il caso deve passare in cassazione ma la stessa cassazione lo ritiene inammissibile. Rimane quindi senza giustizia la piccola Matilda. Certo quel tipo di lesioni non può essersele procurata da sola. La professione di Cangialosi è presupponibile di forme di violenza. È un caso più unico che raro questo della piccola Matilda che mette in luce tutti i limiti di una giustizia che non riesce a far luce o ad incriminare un colpevole quando si è quasi certi di chi sia davvero il responsabile. Tante falle in una istituzione che manca di personalità, che si perde dietro tanti sotterfugi e cavilli che non fanno che alleggerire la posizione dei carnefici e criminali in generale. Riposa ormai da 16 anni la piccola ma la sua anima si perde ancora nell'inconscio del non sapere. Di chi deve pagare per aver interrotto troppo prematuramente la sua vita. È con la consapevolezza che nessuno pagherà mai per la sua morte.

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