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by Andrea Milioni

Non c'è covid, né pandemia che fermi la mano omicida dei pazzi. Di chi si arroga il diritto di togliere la vita agli altri. Ed è morta così, consapevole di morire tra sofferenze, Ornella Pinto, 39enne, al quartiere San Carlo All'Arena a Napoli.

Svegliata nel cuore della notte, più o meno le 4,35 del mattino, si ritrova accanto al letto dove dormiva abbracciata al figlioletto di 4 anni avuto col suo carnefice, la figura del compagno con cui conviveva da quasi 6 anni. Lui che aveva ritorno a casa nel cuore della notte dopo essersene allontanato per due settimane. La coppia secondo fonti era agli sgoccioli e si stava separando e da un primo accertamento sembra che l'uomo, Giuseppe Iacomino, 43enne, non accettasse la fine della relazione e il distacco dalla compagna.  Quindi afferra un coltello da cucina e le sferra ben 12 coltellate al ventre, alla gola, alle braccia. Lasciandola li, in una posa di sangue, mentre il figlioletto vede tutto e piange disperato. L'assassinio scappa, si mette in macchina, imbocca l'autostrada e vaga senza meta per oltre 4 ore. Poi si pente e decide di costituirsi nella caserma di Monteggabione vicino Orvieto. Intanto Ornella aveva avuto il tempo e la forza di riuscire a chiamare la sorella dicendole che stava per morire e di aiutarla. Vengono allertate le forze dell'ordine che accorrono subito trovandosi la casa della vittima a pochi passi dalla questura e l'ambulanza arriva in soli 4 minuti. Ricoverata d'urgenza al Cardarelli dopo un delicato intervento la donna non sopravvive alle ferite. Lascia come detto un bimbo di 4 anni che dovrà dimenticare un presente tragico per vivere un futuro incerto. L'assassino, imprenditore alberghiero si trova adesso nel carcere di Terni in attesa di conoscere meglio le motivazioni esatte che hanno portato a questa tragedia. Un altro femminicidio. Che si sta trasformando anche questo anno in eccidio. Perché le vittime aumentano sempre più. Serve come sempre la mano pesante della giustizia affinché ai malintenzionati passi la voglia di spezzare vite senza pensare alle conseguenze. Di questo passo ognuno sarà costretto a vivere una vita solitaria senza impegni sentimentali per paura che una possibile interruzione di un rapporto non funzionante possa portare anche all'interruzione della vita. Certezza della pena per i carnefici e rendere giustizia alle vittime ed ai familiari. E lotta al femminicidio!!!

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