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by Andrea Milioni

MONTEFIASCONE: Può un tranquillo sabato pomeriggio di agosto, trascorso in relax al lago, trasformarsi in un calvario senza fine?

Può la presunzione di un medico, far si di ridurre ad invalido 100% un uomo che si era affidato ad un dottore specializzato per togliere il male che lo affliggeva? Può, la vita di un uomo cambiare improvvisamente e ritrovarsi a sopravvivere anziché vivere? L’esperienza ci ha insegnato che tutto questo può accadere, e tutte queste incongruenze, queste mancanze, questi errori, si riassumono in una sola parola: MALASANITA’.

Ad esserne vittima in questo caso, è Giuseppe Nami, che in una video intervista alle Verità Indegne, ci ha raccontato il suo calvario, iniziato appunto in un tranquillo fine settimana di agosto del 2010 e che dopo anni, lo ha portato ad essere l’uomo che oggi è. Un invalido.

Ci ha raccontato del suo percorso fatto di dolore, sacrifici, di rinunce. Ad una vita che non c’è più, ad un lavoro che non può più fare, al sacrificio della sua famiglia per seguirlo in questo percorso riabilitativo. Per l’onnipotenza medica di un dottore, che è caduto in una serie di errori infiniti, che ha omesso anche di andare oltre il parere medico di un collega, luminare, definito la mano di Dio, e che nella totale presunzione, non si è fatto scrupolo e pensiero di ridurre Giuseppe ad un uomo a metà.

 

In questa intervista, ascolterete i dettagli del calvario che Giuseppe e la moglie Roberta, hanno dovuto affrontare per arrivare a ridare a Giuseppe una sorta di dignità umana, e che non si è ancora conclusa. Nomi, date, luoghi, verranno descritti ricostruendo una storia di malasanità senza eguali. E dopo aver raggiunto una sorta di equilibrio mentale e fisico, adesso c’è da affrontare un altro percorso. Quello legale, per il quale Giuseppe dovrà avere diritto ad un risarcimento, che gli permetta di poter continuare a vivere dignitosamente dopo aver perso, come avete sentito, tutto. Per rientrare delle spese sostenute per la riabilitazione, delle cure mediche e quant’altro. Per dare un futuro sereno a se stesso, a sua moglie e suo figlio. Perché un errore così grave va comunque risarcito. Chi sarà a pagare, quanto e quando, toccherà a studi legali accertati stabilirlo, che avvalendosi dello staff di periti competenti, seguiranno Giuseppe e Roberta in questo percorso, stabilendo quale sia la cifra giusta a ridare dignità ad un uomo che non sarà più lo stesso.