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le verita

by Andrea Milioni

Come per Natale anche per Pasqua si dovrebbe essere più buoni. Ma essere più buoni non significa obbligatoriamente decurtare 4 anni di pena detentiva ad un assassino plurimo.

Era il maggio del 2013 quando, nel quartiere Niguarda di Milano, Adam Kabobo nigeriano di 31 anni, uccise a picconate tre persone e tentò di ucciderne altre 2 che si salvarono miracolosamente. Per questi omicidi Kabobo venne condannato ad un totale di 42 anni che scesero a 28 per il rito abbreviato. Oggi l'indignazione sta nel fatto che la già breve pena assegnata a questo assassino, è stata scontata di altri 4 anni, facendola scendere a 24 anni. C'è stato un ricalcolo al ribasso. Ora..non voglio entrare nel merito e nei dettagli delle dinamiche che hanno portato a questo ulteriore sconto di pena, ma sicuramente Kabobo ha visto alleggerirsi la sua posizione. Il ricalcolo è stato effettuato basandosi sulla pena di base iniziale che, secondo gli avvocati di questo criminale, sarebbe stata calcolata in maniera superiore rispetto ai reati commessi. Quindi come detto non mi soffermerò sui numeri del ricalcolo per non annoiare chi legge, ma la vera indignazione è che si sia posto il problema di una ingiusta detenzione per uno che una mattina ha inforcato un piccone ed ha ammazzato brutalmente tre persone, senza pietà, senza scrupolo. 24 anni quindi al l'assassino. 8 anni invece. È quanto vale la vita di ogni vittima. A loro non si è pensato. Ai familiari di queste vin in si è pensato. È indignato Andrea Masini figlio di Ermanno Masini, una delle vittime, che era già consapevole che questo criminale non avrebbe mai scontato i 28 anni assegnatogli, ma che si potesse scontare una pena già bassa ha creato un'ulteriore indignazione. È l'ennesima saga di una giustizia indegna che si prodiga per i criminali e si accanisce sulle vittime e che sembra non avere fine. Le parole non servono. I fatti parlano al contrario e la rabbia fa sempre più parte di una società colma di delusione.

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