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le verita

by Andrea Milioni

La giustizia ha deciso di schierarsi dalla parte della verità. Segno che quando si combatte per certe battaglie propense a dare diritti alla società, si possono raggiungere i risultati.

La Corte d'Assisi d'Appello ha assolto Marco Cappato e Mina Whelby, in merito alla vicenda del suicidio assistito di Marco Trentini, malato di Sla è morto in una clinica svizzera nel 2017. Dopo il fatto i due si autodenunciarono e vennero messi sotto processo con l'accusa di istigazione al suicidio assistito con una pena che prevedeva dai 5 ai 12 anni di carcere. Ma il 27 luglio del 2020 la corte d'Assise di Massa asso e i due imputati e ad oggi come accennato ricevono anche l'assoluzione della corte d'appello. Per chi non lo ricorda Mina Welby è la moglie di Pieriorgio Welby morto tra sofferenze con una sorta di suicidio assistito dove venne anche messo sotto processo un medico che somministrò dei farmaci a Welby e gli venne successivamente staccato il macchinario che lo teneva in vita. Atto che aveva l'approvazione dello stesso Welby malato gravemente da anni e che da anni chiedeva di poter morire per evitare le sofferenze. Consenso sempre negato. Poi nel 2017 il caso Marco Trentini, che aveva chiesto aiuto proprio a Mina Welby per farsi aiutare a raggiungere la clinica svizzera dov'è avrebbe trovato la pace eterna  e che gli ha permesso il suicidio assistito. Mentre Marco Cappato aveva recepito i fondi necessari per pagare la clinica attraverso l'associazione. Ora, valutando bene le cose credo che processare una persona per aver assistito una persona che voleva spontaneamente morire per mettere fine alle proprie sofferenze non possa trovare fondamento. Soprattutto perché non vi è nessuna costrizione ma solo la ferma volontà della vittima di voler porre fine alla propria vita. E poi..si passa tutta la vita a spaccarsi per un governo ladro che ci impone sistematicamente regole da seguire e ci considera schiavi o burattini da manovrare a proprio piacimento, imponendoci di seguire ciò che ci viene imposto ed alla fine ci vogliono anche imporre il modo di come porre fine alla nostra vita. Mi domando..quando ci sono donne che invocano l'aiuto dello Stato perché minacciate di morte da ex violenti che le perseguitano fino appunto a massacrarle, lo Stato si limita a rispondere che nulla si può fare per impedire quello fin quando poi non si arriva a parlare di omicidio annunciato in cui nessuno ha voluto prendersi le proprie responsabilità. Li, in quel caso, quando c'è la ferma volontà di qualcuno che vuole uccidere un'altra persona, nessuno si pronuncia o si muove per impedire che ciò accada, ma se un malato terminale esprime il desiderio di porre fine alle proprie tribolazioni, si apre un caso nazionale che porta a condannare chi, per rispetto, e ci tengo a sottolinearlo, rispetto, aiuta proprio chi chiede il suicidio assistito. Va dunque avanti la battaglia di Mina Welby e Marco Cappato perché la legge sull'eutanasia venga discussa in Parlamento ed approvata affinché ognuno, nel pieno delle proprie facoltà mentali possa decidere della propria vita, o in questo caso più preciso, della propria morte. Ma sempre con consapevolezza.

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