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by Andrea Milioni

Malato, con due figli, non faceva male a nessuno, andava curato anziché essere ammazzato. Così viene descritto il marocchino 39enne ammazzato a Voghera dall’assessore leghista Massimo Adriatici, nonché noto avvocato penalista.

E’ giusto continuare a parlare di questo omicidio anche a distanza di 10 giorni dal fatto, sempre che di omicidio si tratti, perché come al solito la vittima diventa martire e l’omicida carnefice da condannare e demonizzare a tutti i costi. Quindi dicevamo..malato e con figli. Sono le parole della sorella e dei familiari del marocchino che attaccano la giustizia italiana perché si giustiziano persone come nel far west. Ma sono andate esattamente così le cose? Ovviamene sono differenti le testimonianze, compresa quella dello stesso Adriatici che afferma che il colpo che ha ammazzato il marocchino sia partito per sbaglio. Ma come? E chi sono i protagonisti? La vittima e il carnefice. Youns EL Bassettaoui marocchino già sottoposto a TSO, con un passato da criminale e curriculum invidiabile per chi fa il criminale di professione. Avvezzo a spaccare vetrine, spaccio, rapina ubriaco e molestatore cronico. Era solito infatti infastidire i clienti del bar dove è accaduto il fatto la sera di martedì 20 luglio scorso. Un marocchino in Italia senza nemmeno il permesso di soggiorno regolare. Poi..Massimo Adriatici, avvocato penalista, ex poliziotto ed assessore leghista al comune di Voghera, promotore di una legge anti-alcool emanata proprio il 19 luglio scorso ed entrata in vigore la notte dell’omicidio. E forse, proprio per verificare se l’ordinanza veniva rispettata, Adriatici si trovava proprio in piazza Mainardi nei pressi del bar dove il marocchino come al solito, stava infastidendo dei clienti. L’assessore interviene instaurando una lite furibonda con la vittima. Poi chiama la polizia mettendo al corrente dell’accaduto. La vittima che ascolta la telefonata, prevedendo guai, si scaglia sull’assessore e gli scaglia un pugno he fa cadere Adriatici a terra. Non è chiaro se a quel punto avesse già estratto la pistola che era solito portare e che deteneva regolarmente, ma nella caduta parte il colpo che ammazzerà il marocchino. Ora per grandi linee la vicenda è andata in questo modo. L’indignazione nasce perché come al solito si è messo sotto accusa un uomo che si è difeso per essere stato colpito da uno straniero ubriaco, violento e che stava molestando dei clienti in un bar quando, anche se da poche ore, era in vigore un’ordinanza anti-alcool cui la vittima non ha dato valore e rispetto. Un assessore alla sicurezza del comune di Voghera che era anche un ex poliziotto, anche se per molti cittadini Adriatici il poliziotto non aveva mai smesso di farlo, proprio perché era solito girare con la pistola. Il che equivale, per alcune teste, che Adriatici era uno sceriffo e che il marocchino in quanto malato con TSO, doveva essere lasciato libero di effettuare i suoi soliti schiamazzi, lasciato libero di infastidire la gente, di importunarla, di spaccare vetrine, di continuare a restare in un Paese anche senza permesso regolare. E perciò si decide di mettere alla gogna un onesto cittadino che si è difeso, che ha preso le difese di altre persone e che non è andato contro la legge per portare con se una pistola regolarmente detenuta. Non è escluso che l’abbia tirata fuori per far capire al marocchino con chi avesse a che fare e per spaventarlo in modo che si calmasse e che, proprio come lo stesso Adriatici ha affermato, il colpo in canna sia partito accidentalmente durante la caduta dopo essere stato colpito. Ecco..perché il punto esatto della vicenda è proprio questo. Ricapitolando..la vittima va contro una ordinanza già in vigore. Molesta dei clienti. Colpisce con un pugno un assessore che si era limitato al suo dovere di garantire la sicurezza in un comune per il quale lavorava e chiamando le forze dell’ordine e non comportandosi come sceriffo, e proprio per questo viene a sua volta malmenato. Ora..solo chi vuole essere ottuso può vedere in questa morte un povera vittima ed un carnefice senza pietà. Senza vedere invece che la realtà dei fatti racconta un’altra storia. Ma come sono solito scrivere, la giustizia è solita patteggiare per i criminali mettendo alla gogna gli onesti cittadini che pagano le tasse e che difendono la propria vita o i propri beni. Tanto che Adriatici era stato posto agli arresti domiciliari ma dopo che alcune immagini avevano inquadrato la sua abitazione , è stato deciso, su richiesta dei suoi avvocati, di trasferirlo in un luogo sicuro e protetto. E mi chiedo..è stata una scelta volontaria quella di mostrare l’abitazione di Adriatici? Si è voluto condannare a prescindere un uomo che ha ammazzato un violento, un molestatore, un irregolare, uno che spacciava e vendeva morte al prossimo? E se davvero era malato El Bassettaoui, perché era libero di girare per la città e di infastidire chiunque gli capitava a tiro? Con quale presupposto si stabilisce che un cittadino debba essere molestato o infastidito da un altro e lasciar correre solo perché il molestatore è malato? Siamo davanti ad una discriminazione a prescindere che nessuno vuole vedere e come consuetudine se ne parla al momento che è avvenuta la tragedia. Mi chiedo cosa sarebbe successo se nella colluttazione fosse stato l’assessore a morire, magari sbattendo la testa violentemente. Suppongo che essendo malato, il marocchino non avrebbe scontato un giorno di carcere ma con un morto sulle spalle forse avrebbe ricevuto un ricovero immediato in una struttura psichiatrica. Come doveva essere prima di essere ammazzato. E che a piangerlo siano quelli della sua famiglia perché noi italiani di gente così ne possiamo fare tranquillamente a meno.

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