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by Andrea Milioni

La guerra è sempre la guerra. E non porta mai nulla di buono. L'Ucraina è sotto attacco russo da due mesi. Paesi devastati, donne e bambini in fuga, uomini civili arruolati come soldati.

Persone obbligate a lasciare le proprie case, ormai inesistenti, i loro paesi, le loro città, lì dove hanno sempre vissuto, là dove, in un Paese che non creava grandi prospettive economiche per gli ucraini stessi, la gente aveva comunque creato la propria vita. E quel poco, qualunque sia stato, è ridotto in cenere, in macerie, polverizzato. Non è mai giustificabile una guerra. Non è giustificabile soprattutto se si pensa ai motivi di questa guerra. Per Putin l'Ucraina non esiste, perché da sempre sarebbe parte della Russia. Ma nell'arco della storia molti fattori hanno reso l'Ucraina regione indipendente alternando negli anni governi specificatamente filo-russi. Ma nel 2013 una rivolta ha spinto la popolazione a voler riaffermare i contatti anche col resto d'Europa. Rivolta voluta dopo che l'allora presidente Janukovic rifiutò di firmare un trattato di associazione con l'Unione europea. Questa volontà portò alla rivoluzione del 2014 che vide la rimozione di Janukovic e del suo Governo anche se una parte delle regioni orientali più strettamente legate alla Russia si opposero alle proteste. Ciò portò a proclamare due repubbliche filo-russe nella regione di Donetsk e Lugansk  nella famosa area del Donbass. Dopo l'invasione del 2014 le due repubbliche si sono autoproclamate indipendenti ma la Russia ha deciso di riconoscerle come due repubbliche e quindi vuole a tutti i costi annetterle. La volontà di Putin è quella di voler riaffermare il potere di Mosca sulle ex repubbliche sovietiche, ma la vera motivazione che ha spinto il Presidente del Cremlino a compiere questo massacro, è che vuole intorno una serie di Stati cuscinetto che impediscano da vicino la presenza della NATO. Ma va altresì detto che la NATO è un'organizzazione difensiva e non offensiva quindi Putin non avrebbe di che temere. È questa in sostanza una breve sintesi di ciò che sta accadendo in Ucraina. Ma esattamente il punto di questa guerra è.. Perché è stato possibile scatenare una guerra nel 2022? Al di là della pazzia di Putin, chi e quanti hanno veramente colpe in questa guerra? È si. Perché sembra paradossale che al giorno d'oggi si debba morire in guerra. Ma questo è frutto, ed è qui la questione fondamentale, di una politica mal funzionante. Di una politica inefficiente. Di una politica che fa la voce grossa solo con poveri cittadini incapaci di reagire come pecore, dall'aumento costante di tasse ed aumenti su ogni tipo di bene materiale ed immateriale che ci appartiene. Una politica fatta di tante parole di personaggi che si ritrovano in ruoli non loro di cui non conoscono nemmeno una minima parte della loro materia. Speranza Ministro della Salute? Potrei anche io forse... Una politica la cui voce non ha potere. Le cui lotte non sanno prevalere sulle questioni reali difficili in cui entra davvero in campo la necessità umana di dover sopravvive ad un male che va sotto il nome di guerra. Che non sa reagire alle minacce di un uomo che ci tiene sotto scacco con subdoli tranelli e nel frattempo massacra gente innocente. È una politica, quella mondiale, capace di sbrigare solo le cose interne per i propri interessi personali. Una politica capace di parole povere, prive di significato, prive di valore morale e sentimentale. " La guerra deve finire. La guerra non ha senso. Interverremo con sanzioni dure. Putin è un criminale. La guerra va fermata." Queste ed altre mille frasi che in questi quasi due mesi di conflitto si sono succedute a ripetizione dai politici di tutto il mondo. Che senso hanno avuto? Che scopo hanno ottenuto? Putin non si è mai sentito minacciato dalle sanzioni né tanto meno si è mai sentito impressionato o sentito in colpa per le parole di circostanza di queste figure politiche. Perché per fermare una guerra ci vogliono i fatti non le parole. E se la politica avesse funzionato a dovere, le parole sarebbero state sufficienti a fare in modo che questo conflitto non sarebbe mai iniziato. Come a vuoto hanno suonato le parole del Papa. In ogni sua uscita, in ogni suo intervento non ha mai omesso di far rifermento alla guerra ed alle povere vittime, condannando egli stesso gli attacchi ed il conflitto. Ma il Papa..che potere ha nel mondo? Che rilevanza hanno le sue parole in una questione reale come questa? In un conflitto bellico? Che valore ha la sua persona per poter impedire che tante persone innocenti continuino a perdere la vita? Nessuno. Nessun valore, nessuna importanza. Era troppo banale pensare che da una finestra il Papa condannasse la guerra e Putin cessasse il fuoco. Ecco. È questa la classica dimostrazione che politica e religione nulla possono. E noi continuiamo a temerle. Come degli stupidi. Perché incapaci di una reazione come quella che Putin sta opponendo a tutti gli Stati membri della NATO. Ma solo perché la politica può facilmente far valere le sue inette ragioni su dei poveri cittadini inermi. Già la NATO. Eccolo un altro tasto dolente di questo conflitto. Dicevo prima che si tratta di un'organizzazione difensiva. Ma fino ad ora nulla si è mosso. Statica dietro le minacce di un conflitto mondiale da parte di Putin. Mentre migliaia e migliaia di persone muoiono per difendere il loro Paese, le loro famiglie, le loro case, dalla volontà di un pazzo di voler annettere delle repubbliche e di creare uno scudo contro una organizzazione comunque incapace di proteggere chi viene attaccato. Una decisione quella della NATO di non intervenire e subire le minacce russe, che sta venendo condannata dal mondo intero. Restare a guardare che dei missili colpiscano ospedali oncologici, stazioni dove centinaia e centinaia di persone vengono massacrati, che numerosi fosse comuni restino all'attenzione dei media con centinaia di corpi ammassati uno sopra l'altro come appestati da bruciare, non è il comportamento logico di una organizzazione atta ad impedire tutto ciò. Azzardare qualche rischio mettendo in campo forze armate che possono davvero mettere fine a questo conflitto, bisogna pure avere le palle di doverlo fare. Per continuare a credere in qualcosa che fino ad ogni abbiamo pensato potesse essere una barriera protettiva contro ogni forma di male bellico e contro ogni decisione di poter rischiare un nuovo conflitto mondiale. Invece ci ritroviamo davanti all'ennesimo fallimento delle maggiori istituzioni mondiali a combattere qualunque tipo di male. Noi costretti a subire atrocità infinite. E le atrocità dei due precedenti conflitti mondiali a quanto pare non hanno insegnato nulla. A questo punto non possiamo sperare più nella capacità comunicativa delle istituzioni per mediare la pace. Ormai siamo nelle mani di noi stessi per riuscire a salvarci e a salvare i profughi che ancora oggi, in un mondo estremamente politico, sono costretti a scappare da un orrore senza fine voluto dagli Stati stessi di una stessa organizzazione.

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