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by Andrea Milioni

Era il giorno di Pasqua, quando in una intervista a tutto tondo sulla sua carriera e sulle sue ottime prestazioni sulle Olimpiadi di Pechino con tanto di medaglia, la sciatrice Sofia Goggia rimane “ vittima “ di una domanda che chiede alla campionessa se nel mondo dello sci ci siano atleti omosessuali.

La risposta della campionessa è nitida:” Tra le donne credo di si. Tra gli uomini no. Devono gettarsi dalla Streif di Kitzbhuel “. Chi segue lo sci sa che questa pista è la più difficile in assoluto tanto che è esclusiva solo degli atleti maschi. Ebbene, questa dichiarazione ancora ad oggi scatena polemiche nei confronti della Goggia perché considerate dichiarazioni sessiste. Ora…se una pista come quella sopra citata è da sempre ad appannaggio di soli atleti maschi nelle competizioni ufficiali un motivo ci sarà pure. Perché se anche l’omosessuale è uomo, va detto che un omosessuale ha sempre un buon tocco ed atteggiamento femminile. Diversamente sarebbe etero. Ovviamente la polemica è nata sul fatto che un omosessuale non possa affrontare una discesa così impegnativa come quella. Ma non finisce qui. Alla Goggia è stato chiesto anche se fosse d’accordo che tra le sciatrici femminili possano gareggiare anche trans. Ed anche qui la risposta della campionessa non ha lasciato dubbi al suo intendere. Ha cioè dichiarato che i trans sono comunque degli uomini, con ormoni prettamente maschili e quindi geneticamente a spingere di più. Inoltre la corporatura è comunque quella di un uomo e gareggiare tra le donne, per le donne, risulta svantaggioso. Terminando con chiaro:” Gli uomini sono uomini, le donne sono donne “. Non fa una piega. Se non fosse che a dichiarare queste frasi sia stata proprio Sofia Goggia. Cioè una campionessa. Una nota, conosciuta, una che dovrebbe dare il buon esempio. Ma che significa dare il buon esempio? Secondo la marea critica che ha ritenuto blasfeme le sue dichiarazioni, significa essere privi del proprio pensiero ed essere compiacenti ad una società che vuole vedere solo ciò che gli fa comodo per far spazio ad una categoria di persone che non sono ne carne ne pesce, che vogliono gli stessi diritti di persone che quei diritti li hanno a prescindere dalla nascita rimanendo come Dio li ha creati. Per compiacere quella parte della società finta buonista che vuole considerare queste persone al pari degli etero. Ma la legge della natura non la pensa così. Pur portando loro il massimo rispetto deve essere vista la realtà per quello che è veramente. Sono perfettamente in linea col pensiero della Goggia. Per portare un esempio stupido, è come se un transessuale volesse diventare pilota di Formula 1. Ma andrebbe spiegato che li si sta a 300 all’ora per 2 ore e non c’è lo specchietto retrovisore che permette di truccarsi durante la guida. Giusto per rispondere un attimo alle dichiarazione di Vladimir Luxuria che ha definito bigotto e vecchio il pensiero della Goggia in merito al fatto che misurare l’eterosessualità attraverso la virilità sarebbe assurdo, e che se uno ha abbastanza coraggio da affrontare una discesa di quel genere non conta l’orientamento sessuale. Beh, purtroppo per Luxuria conta e come. Quello che mi indigna particolarmente è il fatto che uno non sia libero di esprimere il proprio pensiero su certi argomenti. E’ come se uno fa una domanda di questo genere e si aspettasse una risposta già scontata che debba compiacere la massa in modo che possa dire..” Toh che campionessa. Dentro e fuori la pista..” Ma non si pensa mai che l’atleta, fuori dalla pista è anche una persona, col suo pensiero. Giusto o sbagliato che sia ma soprattutto libero di esprimerlo senza finire sotto giudizio o gogna mediatica. E qui un insulto personale lo rivolgo ai giornalisti che gettano benzina sul fuoco in merito a certe dichiarazioni, dove nessuno si prende la libertà di scrivere che certe dichiarazioni uno le può fare proprio perché si vive in un Paese libero. Ed appunto la libertà è anche e soprattutto quella di esprimersi su ogni argomento. Mi viene da pensare alla stupidità di questi giornalisti, perché se uno sa i veri criteri del giornalismo, sa anche che intervistando una persona, non obbligatoriamente si debba aspettare la risposta scontata, ma che un pensiero personale possa fare da sfondo ad un articolo, che proprio grazie a quel pensiero non scontato magari farà vendere qualche copia in più. Ovviamente ci sono state le scuse della Goggia, cercando di dare una giustificazione a quelle parole pronunciate e che sicuramente pensava. Scuse che se anche dette, bisogna pensare concretamente che non siano sincere. Perché se il pensiero della Goggia fosse stato differente, quelle dichiarazione non le avrebbe dette. Termino esprimendo la totale solidarietà a Sofia Goggia esprimendo la mia indignazione sul fatto che si sta gettando fango su una campionessa.

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