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by Andrea Milioni

E’ possibile che ancora oggi, nel 2022, la disabilità di un figlio possa rendere un genitore tanto insensibile da arrivare a torturarlo e renderlo succube dei maltrattamenti di altre persone? Ebbene si. E’ possibile.

Ed accade a Torino. Il caso è di un anno fa dove un ragazzo di 22 anni, causa una sindrome particolare che lo rendeva dunque disabile, è stato legato a letto dalla madre e dal patrigno e picchiato con delle cinghie, umiliato e non nutrito. A far scattare la denuncia verso i genitori, è stato l’intervento dei servizi sociali che hanno allontanato il ragazzo dalla casa di appartenenza dopo aver verificato lo stato pietoso in cui il ragazzo versava ed è stato trovato. Ossia in condizioni igieniche precarie con residui di escrementi in tutto il corpo, ferite da taglio in varie parti del corpo, uscita di vermi dal condotto uditivo dell’orecchio sinistro ed ecchimosi su gambe e braccia. Qualche vicino di casa ha dichiarato di aver visto il ragazzo frugare perfino tra i cassonetti della spazzatura pur di poter mangiare qualcosa dal momento che questi due genitori inetti lo tenevano da tempo a digiuno. Insomma un quadro davvero critico. Ad oggi il ragazzo è inserito all’interno di una comunità in attesa che venga aperto il processo probabilmente il marzo del prossimo anno. Ciò che indigna in questa vicenda è che ad oggi il ragazzo riceve sporadiche visite della madre, se pur accompagnata dall’avvocato. Inaccettabile che un ruolo, quello di madre, possa anche in una storia di maltrattamenti come questa, avere la meglio su una condizione sociale dove nessun essere con un briciolo di intelligenza permetterebbe ad una donna che ha ridotto il figlio ad una morte quasi certa, di poterlo ancora visionare. Indigna il pensare che il non riuscire ad accettare un figlio con disabilità, porti a gesti inconsulti quasi, ad un omicidio quasi certo se non ci fosse stato l’intervento di testimonianze che hanno denunciato la precarietà della situazione. Molti figli vengono tolti a famiglie senza reali motivi gravi, intendo la dove non ci siano casi di maltrattamenti. E nella maggior parte dei casi questi genitori non riescono più a vedere i propri figli. Ma questa donna nonostante tutto, riesce ancora a vedere suo figlio, e sono certo che non prova un briciolo di rimorso. Mi auguro che in attesa del processo questa donna e il patrigno del ragazzo abbiano la possibilità di meditare sulle malefatte provocate al ragazzo e che una pena esemplare possa rendere un minimo di giustizia ad una persona che presentano disabilità non ha mai avuto la possibilità di difendersi dalle torture subite. Ma la giustizia purtroppo non ha degli esempi positivi verso criminali come questi che riescono sempre a cavarsela con nulla. L’affetto di una famiglia migliore potrebbe essere la soluzione per dimenticare e mi auguro che il processo possa vertere in questo senso dando il colpo di grazia a questi genitori scellerati che hanno definitivamente perso il loro giochetto.

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