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by Andrea Milioni

L’omicidio di Alice Scagni, 34enne moglie e madre di un bimbo di soli 14 mesi, ammazzata barbaramente dal fratello in strada con ben 17 coltellate, può essere considerato un omicidio annunciato?

Purtroppo per l’ennesima volta la risposta è affermativa. Si. A dirlo sono i fatti. Il movente? Il denaro. Quel denaro che l’omicida, Alberto Scagni, fratello della vittima, pretendeva da tempo dalla sorella e dalla famiglia. Omicidio annunciato perché tanti erano stati i segnali che questo delitto sarebbe stato compiuto, segnali rimasti inascoltati da chi doveva intervenire. Un uomo Alberto Scagni, che a 42 anni era senza lavoro, con un passato di alcool e droghe leggere ed una continua richiesta di denaro. E’ la madre dei due fratelli a denunciare il mancato intervento di chi doveva impedire che questo omicidio si compisse così come era stato annunciato. Antonella Zarri aveva già avvertito i carabinieri un giorno prima che avvenisse la tragedia, denunciando il fatto che il figlio si era introdotto in casa dei genitori, appunto, furtivamente, al solo scopo di sottrarre dei soldi. Dopo che aveva precedentemente dato fuoco alla porta di casa della nonna che abitava nello stesso palazzo di Alberto Scagni. Anche in questo caso ci sarebbe stato un rifiuto della donna di dare una nuova somma di denaro al nipote. Al telefono la madre dei frattelli Scagni avrebbe detto che il figlio in più di un’occasione aveva minacciato di uccidere l’intera famiglia se non gli davano soldi ma per contro si sarebbe sentita rispondere di non esagerare con certe illazioni. Che le minacce subite non erano poi così pericolose. Ma Antonella Zarri si sarebbe rivolta alle forze dell’ordine raccomandandosi di non far fare a lei e a suo marito la fine dei coniugi Neumair, in riferimento al brutale omicidio compiuto da Benno Neumair verso i genitori. Al vaglio invece adesso c’è una indagine aperta dalla magistratura per l’intervento tardivo delle forze dell’ordine, cercando di capire le motivazioni che avrebbero portato queste ultime a non prendere in seria considerazione una minaccia di morte denunciata in una stessa giornata ben tre volte dalla madre dei fratelli, il che avrebbe permesso ad Alice forse di sopravvivere ad Alberto di commettere un omicidio. C’è da indignarsi e non poco per questa vicenda che ha davvero dell’incredibile. Indignarsi nel pensare che chi doveva impedire ciò che è accaduto se ne è stata a guardare mentre ora si scrive e si dice di tutto su ciò che si sarebbe potuto fare per impedire che tutto ciò accadesse. Ecco perché si parla di omicidio annunciato, ma come sempre in questi casi, quando se ne parla è ormai troppo tardi. E per l’ennesima volta mi chiedo..che ruolo hanno le forze dell’ordine nel nostro Paese? Nella nostra società? Sono quelle istituzioni che dovrebbero tutelarci, su cui dovremmo fare affidamento e da cui veniamo regolarmente traditi. Che si esaltano davanti alla cattura di un boss della mafia dopo anni di ricerche facendoci credere che hanno fatto un grande lavoro. Senza contare che noi, poveri cittadini, siamo forse già al corrente che la combutta tra Stato e Mafia è ciò che rende invincibile questo Paese. Istituzioni che davanti ad una minaccia reale come quella descritta in queste righe si rendono incapace di proteggere una famiglia anche davanti ad una evidenza e ad una confessione già pronunciata. Ed allora si, Alberto Scagni è un assassino, un omicida, quello materiale, ma quanti altri assassini ci sono dietro la morte di Alice Scagni? Quanti colpevoli dietro questa tragedia che vede adesso due genitori aver perso in pochi secondi due figli?

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