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by Andrea Milioni

Palermo. C’è una sorella affranta per l’incongruenza di un Paese di non voler riaprire un caso che merita di essere riaperto obbligatoriamente.

C’è un fratello, indignato per la superficialità con cui, chi doveva indagare ha trascurato di farlo. C’è un padre, ancora con le lacrime per quel figlio che non c’è più e che non potrà più riabbracciare se non nei ricordi. E c’è, soprattutto, una madre, straziata dal dolore, incapace di rassegnarsi ad una giustizia indegna che non vuole scoprire la verità.

Insomma c’è una famiglia che cerca verità e giustizia per una vita. Quella di Mario Biondo.

Quello di Mario Biondo, è un caso di cronaca ancora aperto ed attuale , ma che vede tante, troppe incongruenze nella sua risoluzione. La prima delle quali, è sapere la modalità della morte del giovane palermitano.

Mario era un giovane cameraman palermitano, 30enne, morto tragicamente nella notte del 30 maggio 2013, a Madrid, in Spagna, nel suo appartamento dove viveva con la moglie, la giornalista e presentatrice Raquel Sanchez Silva. Un rapporto idilliaco il loro, sereno, almeno così era all’apparenza, fino a quella tragica notte in cui Mario è stato trovato morto. Impiccato. Suicida?

E’ quello che la Procura Spagnola ha voluto che fosse stato. O ha voluto far credere. Ed è da qui, da queste motivazioni che nascono le diatribe tra i due paesi, la Spagna e l’Italia, e tra le due procure ovviamente, quella spagnola e quella palermitana.

La prima, che archivia il caso come suicidio, la seconda che apre un fascicolo in Italia, perché convinta, come la famiglia di Mario, che si sia trattato di omicidio.

Sono sceso fino a Palermo, ospite in casa di Santina D’Alessandro e Pippo Biondo, i genitori di Mario. Ho potuto vedere di persona, grazie al loro consenso, il privato di Mario, la sua camera da letto, i suoi ricordi, tutto quello che era  e rappresentava la sua vita. Ricordi che rimarranno indelebili nella vita dei suoi cari. Sono sceso a Palermo per cercare di scardinare tutti i punti di questa vicenda. Tassello dopo tassello, voglio capire insieme a Santina e Pippo, le cause della morte di Mario, le motivazioni per cui la Procura spagnola ha voluto per forza, e sottolineo per forza, archiviare il caso come suicidio, e quelle per cui invece la Procura palermitana considera il caso come omicidio.

Ma per fare questo bisogna partire dall’inizio di questa avventura, e quindi la prima domanda che rivolgo a Santina e Pippo, è sapere come era iniziata l’avventura di Mario in Spagna e come aveva conosciuto la moglie Raquel.

Come detto, era un cameraman di professione, e si trovava in Honduras per lavoro, durante le riprese di Suepervivientes, la versione spagnola della nostra Isola dei famosi. E’ da qui che nasce l’amore tra i due, tanto che, racconta Santina, Mario da quel momento non fa nemmeno ritorno a casa, ma si trasferisce direttamente a casa di quella che diventerà la sua futura moglie. Un amore forte, tanto che la stessa presentatrice, tre giorni prima che terminasse il suo lavoro, consegna addirittura le proprie chiavi di casa al ragazzo e gli chiede di attenderla a Madrid dove l’avrebbe raggiunto.

Da quel momento, un anno di convivenza ed 11 mesi di matrimonio passano prima della tragedia. Un periodo dove la coppia, anche a parere dei genitori del giovane, sembravano una coppia serena e felice. Ma erano davvero felici Mario e Raquel? Insieme? O la loro era una felicità a senso unico?

Sembra infatti che dopo pochi mesi dal matrimonio, Mario avesse iniziato a sospettare della moglie, diventando particolarmente geloso. Sospetti relativamente al fatto che lei, continuasse a frequentare i suoi ex. Si è parlato, durante le indagini, anche della frequentazione della donna con un calciatore famoso. E nasce quindi il sospetto che possa essere stato ammazzato per far si che nomi importanti non venissero coinvolti in uno scandalo.

Di questo ne da certezza Santina, che afferma che in una mail, acquisita come prova, la donna conversa con un suo ex, tale Santiago Solari, affermando che suo marito in qualche maniera aveva scoperto la loro “ relazione platonica” e che forse, già stufa del matrimonio solo dopo pochi mesi, affermava che il matrimonio bisogna viverlo prima di poterlo capire, e chiude la mail chiedendo a Solari di continuare a tenersi in contatto. Ecco un primo intacco nel loro rapporto.

E’ da queste piccole e determinanti prove, da queste scoperte, che purtroppo si arriva alla morte di Mario. E quello che è importante capire in questa vicenda, è provare a verificare le tesi delle due Procure, per capire bene esattamente le versioni sostenute. I media spagnoli sostengono a spada tratta il lavoro svolto dagli inquirenti ispanici, che sostengono che Mario conducesse una doppia vita. Era lecito chiedere ai genitori del giovane palermitano se risultava loro che questo fosse vero, e soprattutto se Mario, era davvero così infelice e depresso tanto da arrivare al suicidio.

La risposta è di quelle ti puoi aspettare da una madre che ama il proprio figlio. E non per questo da ritenere che sia giustificabile o quindi da non ritenere valida. Santina tiene a specificare che Mario era uno di quei figli modello, di cui andare fieri, uno di quelli che non ha dato mai problemi alla famiglia. Senza mai problemi di alcool o droghe, e che soprattutto era abituato a frequentare persone perbene.

La doppia vita di Mario venuta a galla in Spagna, è uscita dopo che la Procura palermitana ha aperto un fascicolo per omicidio premeditato con l’aggravante della premeditazione. A quel punto sembra che la vedova di Mario, abbia rilasciato una conferenza stampa nello studio del suo legale raccontando quello che, secondo lei, sarebbe successo a Mario la notte in cui è morto.

Inventandosi, secondo le parole di Santina D’Alessandro, una cronologia che sarebbe stata successivamente smentita e mai trovata, dopo che il perito della Procura di Palermo aveva visionato il Pc di Mario senza rilevare alcuna traccia di quello che Raquel Sanchez aveva affermato in quella conferenza. Rimane il mistero quindi, di come la Sanchez avesse dedotto quei particolari che si sono rivelati falsi. E’ evidente l’indignazione della madre di Mario, che è certa che Raquel volesse gettare fango su suo figlio.

Nonostante dunque, si sia smantellata una prima falsa verità dichiarata dalla vedova del cameraman, la Procura spagnola continua a puntare il dito sul fatto che Mario si sia suicidato. E pur ammettendo in parte, che di fatto non si sia trattato di suicidio volontario, cioè con la ferma volontà di volersi togliere la vita, ipotizza però che possa essersi suicidato involontariamente al termine di un gioco autoerotico finito in tragedia. A questa ipotesi, ricevo subito lo sdegno di Santina, che afferma che in nessun fascicolo della Procura spagnola, ne sul documento redatto dal medico legale spagnolo, esiste questa affermazione, e che si tratta solo di un’altra mera ed inventata affermazione della vedova di Mario. Tanto che quando la Spagna chiude ed archivia il caso, lo fa appunto con la sola versione di suicidio cosi come quella del medico legale che afferma presumibilmente suicidio. E’ profondamente indignata Santina, che sfoga tutta la sua rabbia puntando il dito sul fatto che la ex nuora, essendo giornalista, abbia trovato i canali giusti per far divulgare una notizia simile mettendo a tacere altri presunti scandali.

E’ commuovente mentre Santina loda suo figlio, di come ricordi di quando passeggiavano insieme e la gente si girava a guardarlo. E ne parla come di un ragazzo che per nulla al mondo, ci tiene a sottolinearlo, avesse potuto frequentare donne di malaffare o spingersi a praticare un gioco autoerotico. Ma per dovere di cronaca noi dobbiamo sottolineare tutte le ipotesi che le due procure hanno e stanno portando avanti per risolvere questo caso. E questo è un altro dei tasselli che insieme ai genitori di Mario è stato smontato.

Un’altra ipotesi che porta la Procura spagnola come prova del fatto che quella famosa notte del 30 maggio 2013 Mario si possa essere suicidato, è che il giovane avesse consumato stupefacenti, avanzando l’ipotesi che fosse un cocainomane, che la sera in cui morì, fosse uscito prelevando un’ingente somma di denaro, che avrebbe incontrato un pusher e che avrebbe consumato cocaina con lui, che avrebbe cercato un Night Club della zona per poi ritornare a casa con alcuni amici per bere birra e fumare.

Anche qui ci sono le smentite nette dei genitori. Stavolta è Pippo ad affermare che alle 20:34, è stato effettuato un prelievo di 110 euro, e quindi non dell’ingente somma di cui parla la Procura spagnola. Dal momento che Mario aveva un conto corrente afferma Santina, era ovvio che potesse farlo, anche perché era un a cosa che faceva abitualmente dice. Avere un po’ di denaro liquido prima di muoversi ed andare al lavoro. Ovviamente Santina e Pippo parlano con cognizione di causa, dal momento che sono in possesso delle transazioni bancarie del loro caro. Come smentiscono che possa aver incontrato un pusher dal momento che è stato ritrovato in pigiama e che soprattutto non conosceva nessuno in quell’ambito. Ma c’è soprattutto un altro fattore fondamentale, per cui si pensa all’omicidio. Tanto che Santina lo ipotizza..

Dalle indagini, si è appurato che la porta d’ingresso dell’appartamento di Mario, fosse chiusa a chiave a doppia mandata. Questo dettaglio è stato riportato dalla cameriera che lavorava per la coppia, quando diverse ore dopo, schiava e ritrova il cadavere del giovane. Da questo momento, nasce un dibattito sulla questione dell’orario della morte di Mario, perché inizialmente si era parlato del ritrovamento del cadavere dopo 12 ore dal decesso, e proprio la cameriera fu la prima a trovare il corpo dal momento che aveva le chiavi.

Secondo le ricostruzioni, il primo tweet che arriva alla vedova per le condoglianze, parte alle 9,56 del mattino, mentre la cameriera arriva alle 17 del pomeriggio. Quindi tra questi due orari c’è un intervallo temporale di 5 ore abbondanti. In questo intervallo, molti tweet e molti blog parlano già della morte di Mario, rivolgendo condoglianze alla vedova. Sono stati ascoltati molti testimoni in strada, ed è certo che fin dalle 11 di mattina, si sapeva che in quel palazzo vi era stata una tragedia. E che quindi alle 17:00 del pomeriggio il corpo era già stato scoperto. Ovviamente i genitori di Mario si sono chiesti cosa ci potesse essere sotto. Se qualcuno avesse voluto depistare le indagini facendo credere una cosa per un’altra.

Mistero quindi sull’orario della morte. Ma Santina e Pippo, hanno la certezza che non possa essere morto intorno alle 4:00 o alle 5:00 del mattino, perché, secondo quanto asseriscono, quando il loro perito ha esaminato l’autopsia effettuata da Procaccianti, ha potuto notare che lo stomaco del ragazzo era intonso, cioè intatto e con residui di carne, a differenza di quanto aveva asserito il medico legale spagnolo dichiarando che lo stomaco era vuoto.

Bene. Fin qui sono state prese in considerazione e varate, le ipotesi secondo cui la Procura spagnola, avrebbe archiviato il caso come suicidio. Teorie ben poco consistenti mi sembra, anche a chi non è competente in materia. Interviene quindi, la Procura palermitana, che come accennato all’inizio, non crede alla tesi del suicidio, e l’inchiesta viene quindi trasferita a Palermo.

Ovviamente, è necessario fare una precisazione importante, per dar modo a chi sta leggendo, che la mia non sia solo una causa di parte per prendere questa intervista. Posso confermare, come lo può fare la famiglia di Mario, che tutte le versioni avanzate sull’ipotesi del suicidio, sono state smentite da prove certe, su ogni dettagliato punto, con l’aiuto come detto, di periti, prove fotografiche, documentazione e materiale acquisito dalla procura palermitana che per ovvie ragioni di istruttoria, non possono essere portate alla luce, ma che sono in mano della famiglia.

Per poter dar quindi credito all’ipotesi dell’omicidio, bisogna, ed in parte lo abbiamo fatto, escludere tutto quello che viene dato a riferimento del suicidio. Per tanto.. Per poter parlare di suicidio, ci sono alcune procedure particolari da seguire, che la Procura spagnola ha tralasciato di fare.

Ad esempio, una delle prime cose da rilevare, è cercare le motivazioni per cui il soggetto si possa essere suicidato, che possono essere le più svariate. Dalla depressione, alla perdita di un lavoro, o di un amore o qualunque altra essa sia.. Ma niente di tutto questo ha fatto presupporre che Mario Biondo avesse per la testa la voglia o il desiderio di suicidarsi. La stessa Santina, afferma di aver fatto vedere al giudice spagnolo che ha chiuso il caso come suicidio, la chat di Mario della sera stessa in cui è stato trovato morto, dove parlava con la sorella Manuela ed il fratello Andrea, con grandi progetti per il futuro. Dove diceva che gli era stato affidato un servizio molto importante, ed aveva perfino già prenotato un volo per Madrid per tutta la famiglia affinché lo raggiungesse. Ma per tutta risposta, secondo testuali parole riferite in questa intervista da Santina D’Alessandro, il giudice o la giudice avrebbe risposto “ Io non sono una psicologa “ riferita al fatto che Mario avesse molti progetti in futuro.

Un’altra incongruenza, o errore per meglio definirlo, è stata la mancata rilevazione delle impronte digitali sull’unica lattina di birra trovata in casa, ma anche qui c’è un’altra verità che tratteremo più avanti, e sul posacenere che era in casa, sul tavolinetto accanto al divano dove quella sera Mario era sdraiato. Posacenere stranamente vuoto e perfettamente pulito afferma Santina. Stranamente perché Mario, come ammette lei stessa, era un fumatore, ed è strano che nella posizione dove si trovava, cioè sul divano, col pc in mano, con il pacchetto di sigarette accanto, non avesse fumato nemmeno una sigaretta.

Ma c’è un errore, più determinante degli altri, che col senno di poi, se si fosse davvero voluto scoprire la verità su questa morte, non si sarebbe dovuto commettere. Ovvero, il mancato sequestro del pc di Mario, che di certo tante informazioni e tanti segreti doveva contenere. E che invece, proprio perché l’aveva in casa propria, è rimasto nelle mani di Raquel Sanchez, la vedova, che ne ha fatto l’uso a lei più appropriato. Secondo le perizie infatti, nella notte tra il 1° ed il 2 giugno, quindi immediatamente alla morte del giovane palermitano, vennero fatti dei lavori su quel pc, e vennero addirittura cambiate le password. Soprattutto, mentre il pc è nelle mani di Raquel, vengono cancellati e mai più recuperati, ben 996 gigabyte di file. Una cifra considerevole. E quindi, mi è venuto spontaneo chiedere che cosa, secondo loro, Raquel avesse da nascondere.

La risposta di Santina è secca, senza timori riverenziali, verso una donna che ritiene essere la causa della morte di suo figlio. Afferma cioè, che probabilmente ha cancellato tutto quello Mario aveva scoperto su di lei. E cioè che non era la persona che la gente vede in televisione. C’era evidentemente da salvare una faccia, una carriera, un’immagine.

Ho chiesto a Santina e Pippo, come fossero venuti a conoscenza della morte di Mario, ed anche qui c’è tutta l’indignazione di due genitori, che oltre ad aver perso un figlio in maniera disumana, ricevono anche la notizia nella più totale mancanza di delicatezza. Alle 18:30 del giorno dopo, mentre sono in macchina con la figlia Emanuela ed il bambino di quest’ultima. A chiamare sul cellulare di Santina è proprio Raquel,che riesce solo a dire “ E’ morto, è morto Santina. E’ morto!!! “. Nessuna pietà da parte di quella che avrebbe dovuto avere un po’ di tatto verso quella che un po’ era anche la sua famiglia. A bruciapelo, come si suol dire. E’ così che hanno saputo della morte del loro Mario.

Nel caso Mario Biondo, entra in ballo un nome durante le indagini, quello di Daniele Lo Presti, un fotografo che venne ammazzato, giustiziato più che altro, dalla n’drangheta calabrese. Lo presti era al matrimonio di Mario e Raquel, e sembrava che i due omicidi fossero collegati tra loro per delle presunte confidenze che Lo Presti avrebbe fatto a Mario forse riguardo la moglie, e per questo il suo omicidio sembrava commissionato. Ho chiesto conferma ai genitori del cameraman, che però affermano con certezza che non c’è assolutamente collegamento tra i due omicidi. Che Lo Presti era solo un paparazzo ed era al matrimonio solo perché Mario era un tipo molto affabile. Al punto che quando Lo Presti morì, Mario Biondo non ne fece parola con la famiglia.

C’è un altro particolare che escluderebbe, la tesi del suicidio per gioco autoerotico. Ed è un punto su cui è necessario focalizzate l’attenzione. Il particolare è che la sera in cui Mario è morto, era vestito, indossava camicia e pantaloni, o un pigiama, quindi, abbigliamento non consono a chi decida di praticare un gioco autoerotico. E su questo particolare si indigna molto Santina, perché quell’ipotesi sarebbe stata scartata subito se le foto del ritrovamento, fossero state consegnate immediatamente alla famiglia e non dopo due anni e mezzo come realmente è successo.

Come detto la Spagna ha già archiviato il caso. Come suicidio, e non intende riaprirlo. E la Procura di Palermo al momento può solo fare richieste ma nessuna indagine. Richieste che hanno portato all’ottenimento dei tabulati telefonici di Mario ma non quelli di Raquel. La stessa Raquel però è stata ascoltata dalla Procura un paio di volta, ostentando un atteggiamento distaccato e scocciato per l’evento mediatico che si era riaperto. Lo stesso Pippo, afferma che fin da subito, lo stesso giorno dei funerali Raquel Sanchez ha chiuso tutti i rapporti con la famiglia Biondo. Evitando di rispondere alle chiamate anche quando Andrea, il fratello della vittima, la chiamò il giorno dopo il funerale per sapere come stesse.

Atteggiamento distaccato che però non sconvolse più di tanto la vedova allegra. Tanto che appena una settimana dopo i funerali, tweettava foto da Formentera, dove era andata in vacanza con la famiglia ed alcuni amici. Foto dove si ritraeva particolarmente sorridente e serena. Un atteggiamento che ha infastidito molto i familiari di Mario, soprattutto perché quella vacanza era stata programmata proprio con il marito in occasione del loro primo anniversario di matrimonio.

Sdegno che è aumentato, quando la famiglia si è vista presentare dal legale della vedova, un rimborso di oltre 11 mila euro, per recuperare le spese che avrebbe affrontato per i funerali in Spagna, perché in Italia, ci tiene a sottolineare Santina, ha pagato la famiglia. La Sanchez ha tentato quindi di vendere alla famiglia Biondo, degli oggetti personali di Mario, ed avrebbe inoltre addebitato le spese funebri sul conto stesso della vittima, dopo averlo chiuso e prosciugato. Quasi 4 mila euro di spese funebri che Mario Biondo, si è auto finanziato. Ahimè, fin dove può arrivare l’ipocrisia..

Tutto questo atteggiamento provocatorio ed indegno da parte di quella che fino al giorno prima era la moglie di loro figlio, ha scatenato l’ira della famiglia, soprattutto quella della madre di Mario, Santina D’Alessandro, che ha sfogato tutta la sua rabbia sui social, pubblicamente dunque. In base a queste presunte offese che la madre di Mario ha sfogato su Facebook, la magistratura spagnola si è avvalsa di notificare alla famiglia 8 giorni di arresti domiciliari ed un risarcimento per danni morali di 3 mila euro. Ma sorridendo con non curanza, Santina afferma che ad oggi nessuno è andato a controllare ancora che siano stati effettuati gli arresti domiciliari e a riscuotere il pagamento. Anche perché per poterlo fare, la Spagna dovrebbe emettere una rogatoria internazionale.

C’è un motivo per cui Mario la sera del 30 maggio 2013 è stato ammazzato forse. Dalle indagini svolte dai periti sul pc, è emerso che il ragazzo stesse facendo delle ricerche su dei siti pornografici, che però avevano come sfondo comune di ricerca, un unico nome: Rachel Sanchez Silva. Mario aveva il sospetto che la moglie fosse coinvolta in qualcosa di losco a livello sessuale e che forse aveva scoperto qualcosa su sua moglie per cui purtroppo ha perduto la vita. Qualcosa di importante, qualcosa che avrebbe probabilmente rovinato la carriera e l’immagine di quella donna. Qualcosa per cui valeva la pena uccidere.

Ne ho chiesto conferma ai genitori di Mario. Santina non è certa di poter confermare questa ipotesi. Ma è certa che l’immagine della vedova di Mario fosse coinvolta. Racconta di essersi recata a casa di suo figlio in Spagna, dove vivevano, quasi obbligando Raquel, che aveva sempre insistito perché non andasse, per paura che potesse rimanere turbata. Era il 4 giugno quel giorno ricorda. Raquel si inginocchiò nel punto in cui Mario fu ritrovato, mentre Santina iniziò a toccare il pc di suo figlio, la sua tastiera, la sua sedia. Proprio sotto la tastiera del computer, ne esce un foglio con su scritto un link. Quello che risulta subito chiaro a Santina e di cui ha piena certezza, è che quella era la calligrafia di suo figlio.

In buona fede mostra quel link a Raquel, la quale ha una reazione sconvolgente. “ Quel link l’ho chiuso 5 anni fa, come ha fatto a trovarlo? “ grida disperata e spaventata. Ed ancora.. “ Io no puta, io no puta.. “. Queste le parole testuali riportate da Santina su quello che la sua ex nuora disse alla visione di quel link. Colti dal dolore, imbottiti di tranquillanti, non diedero peso a quella che in quel momento era stata una confessione di un passato da nascondere. Un passato sporco, indegno, che avrebbe cancellato la sua persona e la sua immagine. Santina è convinta che Raquel sapesse, e che forse Mario ha perso la vita per questo.

Per dovere di cronaca, ho voluto chiedere a Santina e Pippo, se secondo loro la sera che Mario è morto fosse da solo. Era ovvia e scontata la loro risposta. Trattandosi di omicidio, non poteva esserlo, diversamente sarebbe stato suicidio. Mario è stato ammazzato.

Ma allora, chi c’era quella sera con lui? Chi ha ammazzato Mario? La Procura spagnola ha aspettato oltre due anni prima di inviare le foto alla famiglia, quella della sera del ritrovamento del cadavere. Due anni che sono serviti a mascherare un omicidio e che se fossero state inviate immediatamente, sarebbe emerso troppo facilmente il fatto che di suicidio non si sarebbe potuto trattare. Troppo evidente la messa in scena per far credere questa ipotesi.

Mi sono permesso, pur riaprendo un dolore mai assorbito, di chiedere cosa raccontano le foto che hanno ricevuto. Chi le ha visionate, e che cosa ne è uscito dalle perizie. E proprio di perizie si parla. Esattamente quelle effettuate dal Prof. Cusimano. Una perizia che ha portato a galla una verità indelebile. Quella di un uomo che è esperto della postura del corpo, che ha fatto calcoli matematici, studi per la fisica, ed ha affermato con assoluta certezza che il corpo di Mario non avrebbe potuto trovarsi li dove è stato ritrovato. Spieghiamo perché..

Mario è stato messo in quella posizione di impiccato, in rigor mortis, ossia dopo che era già morto, freddo. E svariate sono le incongruenze che portano a capire che non si possa essere impiccato da solo. Innanzitutto il nodo della Pashmina con cui si sarebbe ipoteticamente suicidato, è troppo in alto rispetto al collo, e perdendo i sensi la testa si sarebbe sfilata dal nodo.

Il segno lasciato sul collo, non è compatibile con la Pashmina, ma bensì con un tipo di cavetto HDMI, di quelli che si usano per la TV o per collegare consolle di video giochi.

Inoltre, proprio all’altezza del nodo, sulla libreria dove è stato trovato impiccato, c’erano pupazzetti, una piuma, ed una brochure, che è rimasta in piedi. Così come tutte le altre cose sulla libreria. Nessun oggetto è caduto. E’ questa la cosa strana. Perché quando una persona muore, solitamente si accascia, mentre Mario è stato ritrovato completamente dritto e con le braccia in avanti. Ne ha la certezza Santina, che suo figlio è stato prima ammazzato e strangolato in un posto, poi è stata inscenato il presunto suicidio. Ed ecco perché, secondo lei, hanno ritardato a chiamare la polizia. Per avere il tempo materiale di poter posizionare il corpo di Mario come poi è stato trovato.

E’ scioccante e commuovente quello che Santina ricorda di quella morte. Dice che sognava suo figlio e che non riusciva a capirlo quando parlava di una messa in scena. E’ riuscita a capirlo solo dopo aver visto le foto che lo ritraevano.

L’autopsia sul corpo di Mario, è stata svolta in maniera molto superficiale in spagna. A poterlo affermare è il Prof. Procaccianti, medico legale del Policlinico di Palermo ed incaricato del primo esame autoptico sul corpo di Mario. Innanzitutto affermò che gli organi interni del ragazzo non furono visionati, soprattutto i polmoni, e che un altro errore fu quello di non aver aperto la calotta cranica, determinante per chi muore di morte asfittica come nel caso di Mario Biondo.

Ma Procaccianti omette di evidenziare un errore fondamentale, commesso durante il trasporto del corpo di Mario da Madrid a Palermo, dopo che fu deciso di riesumarlo. In pratica Procaccianti afferma che il corpo era si in una cassa di legno ed il corpo avvolto in un cellophan, ma solo in seguito, leggendo attentamente la perizia, i genitori della vittima si sono accorti di un illecito avvenuto. E cioè quello di far viaggiare un corpo da uno Stato all’altro senza chiuderlo in una doppia cassa zincata. Tanto che i genitori di Mario, hanno dovuto di nuovo comprare una nuova cassa al momento che Mario è stato seppellito di nuovo, perché i responsabili del cimitero dissero loro che sarebbe servita una cassa idonea.

Proprio per questo, la famiglia, presenta una denuncia alla magistratura spagnola per l’illecito commesso dall’impresa funeraria che ha organizzato il trasporto, ma la stessa denuncia viene respinta e rimanda la colpa all’Ambasciata italiana che ha firmato il lasciapassare. E’ indegno pensare che qualcuno dell’ambasciata, per verificare l’idoneità di una cosa simile, debba presentarsi alla chiusura di un corpo dentro una bara. E’ più corretto pensare che chi si occupa di un simile lavoro, faccia le cose nella norma.

Mi è venuto spontaneo chiedere se pensassero che questo episodio possa esser stato volontario ed intenzionale,  e la risposta dei genitori del giovane cameraman palermitano danno entrambi risposta affermativa.

C’è un’altra verità assoluta che viene estrapolata dal Prof. Procaccianti al termine delle analisi svolte sul corpo di Mario. E cioè che il giovane non aveva nessun segno di difesa sul corpo. Cioè Mario è morto senza difendersi. Secondo Procaccianti, questo è stato il motivo secondo cui il medico legale spagnolo avrebbe ipotizzat0 il suicidio. Ma questa tesi andrebbe in contrasto nel caso in cui Mario fosse privo di sensi quando è stato strangolato. E per privo di sensi, intendo che possa essere stato tramortito. Proprio riguardo al fatto di essere tramortito, ci sono alcune foto che possono mostrare questo preciso particolare, quelle stesse foto che la Spagna si è attardata ad inviare per evitare che l’omicidio venisse considerato come unica possibilità per questa morte. Ed è fortemente indignata per questo Santina, ma chiedo loro di raccontare cosa mostrano esattamente quelle foto.

C’è n’è una in particolare, scattata dalla polizia scientifica,  che racconta questa verità. Si vede la mano dell’operatore che alza i capelli di Mario all’altezza della tempia sinistra, come ad indicare un punto da focalizzare. Io stesso ho potuto verificare di persona che proprio in quel punto, si vede un chiaro ed evidente segno rosso, ed un ricciolo di sangue sul ciglio della stessa parte dell’occhio. Il perito della famiglia, il Prof. Cusimano, afferma che l’oggetto contundente con cui potrebbe essere stato colpito e che avrebbe provocato quei segni, potrebbe essere compatibile con il posacenere che era nella stanza in cui Mario è morto.

A dare conferma della tesi del Prof. Cusimano, e cioè al fatto che Mario sia stato tramortito prima di essere ammazzato, è il Dott. Cugno, che afferma che sul suo corpo e sul suo viso, non esistono i segni di una persona che sia stata strangolata da viva, e cioè quegli elementi necessari per sostenere una tesi simile. Per esempio il fatto di non avere la lingua di fuori, o non essersi fatto la pipi sotto.

Come già accennato, si era parlato anche del segno sul collo di Mario, quello lasciato dalla Pashmina, dovuto probabilmente al peso del corpo del ragazzo che forzava sulla stoffa. Un segno che però non è compatibile come detto, con quello che probabilmente lo ha ucciso. Cioè il segno lasciato da un cavetto elettronico. Ma quello che mi è venuto da chiedere ai genitori della vittima, è se questo cavetto sia mai stato trovato o cercato, dal momento che rappresenta una prova fondamentale. Ma la risposta è negativa.

Ma c’è una precisazione che Santina puntualizza. Una quasi verità. Ci sono delle foto, scattate dal fratello di Mario, Andrea, del salone, foto che aveva scattato quando era andato a Madrid. Mario aveva e giocava con la Play Station, e le foto scattate dal fratello mostrano chiaramente che i cavi erano attaccati sia alla consolle che alla Tv. Ma stranamente, nella scena  cristallizzata la sera del ritrovamento, quel cavetto è staccato ed arrotolato. E sembra strano che per uno abituato a giocare spesso, quel cavetto potesse essere staccato. E’ convinta e certa Santina, che sia proprio quello il cavetto utilizzato per strangolare Mario.

C’è un’altra incongruenza tra le perizie tossicologiche effettuate sul corpo di Mario a Madrid, e quelle effettuate da Procaccianti, che discordano su molti punti. Secondo l’autopsia e l’esame tossicologico, sembra che Mario avesse fatto uso di alcool e cocaina, ma in quantità davvero insignificanti. Infatti risultava lo 0,1% di cocaina, non ancora metabolizzata dal corpo, presumibilmente assunta un’ora e mezza prima della morte. E lo 0,56% di alcool, che corrisponde a due lattine di birra circa.

Ora.. premesso che in casa propria uno possa bere fino ad ubriacarsi, ma non è questo il caso, il sospetto che avvolge i genitori, è che qualcuno possa aver iniettato la cocaina nel corpo del giovane nel momento stesso che lo stavano ammazzando. Inoltre.. il medico legale afferma che Mario aveva fatto l’esame delle urine, ma nella relazione di Procaccianti, viene affermato che la vescica era piena e di cose indegne. Ora, la cosa che non quadra, è che visto le minime quantità di cocaina e alcool assunte, non si capisce a chi possano aver preso le urine da esaminare. E questo è un altro tentativo per depistare le indagini è convinta la madre.

Un’altra perizia, effettuata dal medico legale della famiglia, il Dott. Livio Milone, afferma che Mario potrebbe essere stato brutalmente picchiato, confermando l’ipotesi già concreta del colpo alla tempia per stordire. Tanto concreta è questa ipotesi, che le prime foto, circa una decina, inviate dalla Procura spagnola alla famiglia stessa ed alla stessa Procura palermitana, erano in bianco e nero. Modalità fotografica che non avrebbe permesso di individuare fin da subito alcune lesioni molto gravi.

Interviene nell’inchiesta, anche il parere della Dottoressa e criminologa Roberta Bruzzone, che visiona i referti medici e le foto. Anche lei è certa e sicura che si possa parlare di omicidio. E’ profondamente indignata Santina. Perché si parla di un ragazzo che la sera prima dell’omicidio, ascoltava tranquillamente musica dal pc, cercava le previsioni meteo di Madrid perché l’indomani sarebbe dovuto scendere con la moto, la chat con il fratello e la sorella. Sono elementi che non possono far pensare che una persona abbia intenzione di suicidarsi. Santina ne è convinta, perché per poter pianificare un suicidio, spesso la gente impiega anni, a meno che uno non impazzisca all’improvviso o intervenga una causa così grave che non ti fa reggere la pressione e cedi allo sconforto. Ma nonostante era qualche mese che Santina non vedeva suo figlio, in Mario non c’era niente che faceva pensare che si sarebbe potuto suicidare. La Bruzzone conferma quindi che gli orari non sono compatibili con quelli dichiarati in Spagna, che la postura del corpo non è quella che si attesta ad una persona che si suicida.

L’attenzione di Santina e Pippo, si sofferma sul fatto che adesso la magistratura spagnola, debba rendere conto dei propri errori ad una famiglia per la morte indegna di un ragazzo 30enne, per gli errori commessi dal giudice, del medico legale e decidano in base a questo di riaprire il caso. Perché, si indigna ferocemente Santina su questo punto, se continuano a persistere sul non voler riaprire il caso, vuol dire che hanno qualcosa di troppo losco da nascondere.

A questo punto, c’è da scardinare un’altra verità, relativa alla scena del crimine. Tutto parte da un paio di dichiarazioni rilasciate da Raquel Sanchez relativamente alle intenzioni di suo marito. La prima dichiarazione viene rilasciata il 30 maggio, il giorno stesso della morte del ragazzo, affermando che suo marito, in diverse occasioni, aveva manifestato la volontà di uccidersi.

Mi chiedo.. se fosse stata vera questa sua volontà, una moglie, che vede il proprio marito in quello stato d’animo, lo lascia in casa da solo per andarsene chissà dove era diretta quella sera? Ma ovviamente, almeno queste sono le parole convinte di Santina, questa versione è falsa, e che appunto non si è minimamente preoccupata.

La seconda dichiarazione della vedova, viene rilasciata il 5 giugno, cambiando completamente versione. Afferma che lei, quella tragica notte non era in casa. Che sarebbe stata fuori per andare a trovare uno zio gravemente malato. Nella dichiarazione Raquel afferma di aver chiesto ad alcuni amici di passare a casa sua a prenderle alcuni vestiti, e che, successivamente, questi amici le avrebbero riferito che quella sera in casa c’erano numerose, e sottolineo numerose, lattine di birra, ed il posacenere pieno di cicche consumate.

C’è un attacco verbale di Santina verso questa donna, additandola di essersi più volte rimangiata le affermazioni dichiarate, giustificandosi dietro il fatto di aver detto cose diverse da quelle interpretate dagli altri. Ma perfino il giudice, in una conversazione, le fece presente di come fosse venuta a conoscenza delle transizioni bancarie di suo marito, e per quale motivo l’avesse detto alla famiglia e non alla polizia, per poi farlo uscire sui giornali. La sua risposta fu semplice “ io l’ho detto alla polizia, ma non l’hanno scritto.

Ecco il personaggio pubblico con cui adesso la famiglia Biondo deve fare i conti.

Le foto di quella sera, di quella scena del crimine, compatibilmente con le perizie degli esperti che lo confermano, rivelano un’altra verità. In base alla posizione del corpo in cui è stato trovato Mario da impiccato. Le perizie cioè, stabiliscono che sia stato dapprima ucciso sul divano, dove si trovava sdraiato insieme al suo pc, e successivamente lasciato freddare in quella posizione, per poi essere spostato in rigor mortis nella posizione in cui il corpo è stato trovato. Di questo la famiglia ne ha l’assoluta certezza.

I genitori di Mario, sono stati ascoltati dalla Procura di Palermo. Le dichiarazione ovviamente non possono essere pubbliche in quanto coperte dal segreto di istruttoria, ma c’è un video, girato da Santina in concomitanza con il loro avvocato di famiglia,  Carolina Morreale, che spiega esattamente la motivazioni della perizia del Prof. Cusimano  riguardo il fatto che di suicidio non possa essersi trattato.  Il professore infatti fa riferimento in particolare alla postura del corpo. Punta il dito sul fatto che il nodo della Pashmina a cui Mario è stato trovato impiccato, era troppo in alto rispetto alla posizione in cui si sarebbe dovuto trovare se si fosse davvero suicidato. Perché in quel caso, il nodo sarebbe stato alla base posteriore del collo, sorreggendo la testa una volta che avrebbe perso i sensi e si sarebbe lasciato scivolare giù. Questo video, sarà integrato a questa intervista.

Riguardo questa brutta vicenda, la famiglia di Mario, riceve continuamente minacce sui social. Inizialmente partite su Facebook, poi seguite su Tweetter. Ci sono, affermano Santina e Pippo, alcuni falsi profili che li attaccano continuamente, e che le denunce che spesso ricevono, è perché questi falsi profili li portano a sfogarsi in maniera plateale. Purtroppo non si può rimanere indifferenti quando qualcuno ti attacca su un argomento personale come la morte di un figlio, e dove tentano di farlo passare per quello che non era. E’ ovvia e giustificabile la reazione di questi genitori.

Loro sanno chi si nasconde dietro questi falsi profili, perché soprattutto, chi vi si nasconde, sa cose molto ben accurate di un caso che dura ormai da quasi 4 anni, cose che solo chi ne è al dentro può conoscere.

Mi chiedo se Raquel Sanchez Silva, in Spagna sia una persona così importante  a tal punto che una persona dovesse essere ammazzata pur di salvaguardare la sua fama. Anche se quella persona, ammazzata, era suo marito. Ho girato questa domanda ai genitori del ragazzo. Che rispondono che in realtà non è stata riconoscente nemmeno di essere diventata famosa. Perché lo è diventata dopo aver conosciuto Mario, in quanto prima non se la filava nessuno. E di questo Santina e Pippo hanno le prove per i messaggi che la stessa Sanchez inviava dopo aver iniziato la storia d’amore con Mario. E’ da quel momento che ha iniziato ad essere paparazzata. E’ ovvio, poi, che nel suo essere diventata un personaggio pubblico, possa essere entrata in un giro importante, a tal punto da convincere una Procura, a chiudere un caso e ad archiviarlo come suicidio in pochissimo tempo.

Oggi Raquel Sanchez Silva, ha abbandonato l’emittente televisiva che l’ha resa importante, e lavora per una emittente a pagamento. Ha perso molta della fama che aveva. L’ombra della morte di Mario sembra perseguitarla. Anche in Spagna, adesso, molti tweet, le danno contro per questa morte assurda. Poco tempo dopo la tragedia, ha iniziato a frequentare un altro ragazzo, sempre più giovane di lei, con cui ha avuto 2 gemelli, tramite l’inseminazione artificiale. E di questo Santina è rammaricata, in quanto la Sanchez aveva fatto intendere che fosse Mario lo sterile, tanto che da alcune ricerche sul suo pc, il ragazzo stesse cercando il rapporto tra l’uso di stupefacenti e sterilità.

C’è un appello accorato di Santina e Pippo, rivolto alle istituzioni italiane, perché possano collaborare con la Procura di Palermo, affinché facciano pressione sulla Spagna in quanto Paese della Comunità Europea, per riaprire il caso. C’è da anni la pressione della Procura palermitana affinché vengano inviate le mappature delle celle telefoniche di Raquel. Perché la stessa vedova, afferma che quella sera fosse da un’altra parte e che è estranea all’omicidio. Ma nessuno ha mai chiarito dove realmente quella sera fosse Raquel.

Ovviamente Santina non lancia un’accusa diretta verso di lei sul fatto che possa aver ucciso di persona il marito, ma chiede quanto meno che le sia tolto questo dubbio.

In conclusione di questa intervista, c’è una dichiarazione che Santina ha rilasciato in merito alla morte di suo figlio, rivolta ai responsabili della sua morte. Riporto di seguito le parole testuali pronunciate da Santina: “ Abbiamo l’anima straziata ma vogliamo mandare in galera gli assassini del nostro Mario. Confidiamo nella giustizia terrena, ma anche in quella Divina e non ci sentiamo in colpa se quotidianamente malediciamo tutti coloro che si sono macchiati l’anima del sangue di Mario. Assassini e complici in ogni caso, si sono attirati la maledizione di Dio che ricadrà su di loro e sui loro figli. Attesto e confermo che non ho pietà dei loro figli, piccoli o grandi che siano, perché loro non hanno avuto pietà del mio, ammazzato ed infangato. Dio e la vita li deve ripagare “.

Bene, sottolineo ancora che queste sono parole pronunciate da Santina in una dichiarazione. E’ evidente che sono parole dettate dalla rabbia e dal dolore per la perdita di un figlio in maniera disumana. Forse ai più non saranno comprensibili ne condivisibili, quanto meno giustificabili.

Ho chiesto a Santina se si fosse pentita di aver detto quelle parole, e qui, dopo un’intervista fatta di ricordi, particolari, eventi, iniziano a cedere le emozioni e scendono le prime lacrime di una mamma disperata. Che afferma che non si è mai pentita di averle dette. Che il dolore che quotidianamente vive questa famiglia da 3 anni a questa parte, è insopportabile. Che è ingiusto tutto quello che queste persone, quante siano coinvolte, hanno fatto prima al loro Mario e poi ad ognuno di loro della famiglia, perché ognuno di loro vive un dolore immenso. Tutti vivono nello strazio.

Nella dichiarazione appena letta, Santina fa riferimento alla giustizia, sia Divina che quella terrena, che è quella a cui purtroppo siamo soggetti in questa vita. Quindi come ultima cosa, chiedo a loro, cosa si aspettano a questo punto dalla giustizia. Al di la del fatto che vogliono la verità per la morte di Mario, chiedo però cosa realmente si aspettano.

La risposta sembra un altro accorato appello. Chiedono e si aspettano che la magistratura spagnola e la Procura di Palermo possano collaborare. Che dal momento che in Italia il caso è aperto, anche la magistratura spagnola lo possa riaprire e faccia indagini, iniziando ad indagare su tutte le persone che sono state ascoltate come persone informate sui fatti. Dal momento che purtroppo, la Procura di Palermo non ha potuto e non può fare indagini ne altro senza chiedere prima il consenso alla Spagna, che ovviamente si rifiuta di darlo. Fa appello Santina, che persone che risultano il fulcro di questa vicenda, come Raquel Sanchez Silva, la cameriera, il cugino ed il manager della vedova, vengano obbligatoriamente indagate. Perché secondo le accuse lanciate dalla mamma di Mario, sono le persone che hanno mentito spudoratamente.

Chiudo questa intervista, chiedendo ai genitori di Mario di lasciare a chi segue il blog, un ricordo di Mario. Poche parole per dar luce al loro figlio che non c’è più. Ed anche qui uno straziante ricordo di lacrime.

Ricordi con cui si potrebbe scrivere un libro mi dicono. Santina ricorda l’ultima volta che ha sentito Mario, che aveva chiamato la madre per farle gli auguri di buon compleanno. Ricordano di tutte le volte che scherzosamente li prendeva in giro e li derideva fino a farli arrabbiare per poi tornare a sorridere insieme. Solo poche parole per i ricordi di una vita.

Abbiamo cercato in questa intervista, di scardinare tutti i punti salienti di questo caso complicato, che ha visto l’omicidio di un giovane ragazzo italiano in terra straniera. Ma che, quella medesima terra che lo aveva accolto a braccia aperte lo ha rifiutato nel momento della verità.

Le Verità Indegne si unisce all’appello dei genitori di Mario alle Istituzioni affinché si faccia luce e chiarezza su questo caso. Perché è giusto sapere la verità. Perché è indegno che questa famiglia, a distanza di 4 anni quasi, non riesce a darsi pace per la morte di un figlio.

Verità e giustizia per Mario Biondo!!!

Se sei indignato/a dopo aver letto la storia, lascia il tuo commento ed esprimi la tua indignazione!!!

 

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