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Le opposizioni e la minoranza Pd insorgono, FI: "No al fascismo renziano". Il premier: "La Camera può mandarmi a casa". Salvini: "Ha paura"

Il governo ha posto la fiducia sulla riforma elettorale scatenando l'ira delle opposizioni. Brunetta (FI):"No al fascismo renziano". I deputati di Sel hanno lanciato crisantemi in aula. Grillo: "E' uno scempio e il Colle tace". Spaccatura dentro il Pd: voteranno no Bersani, Civati, Letta, Speranza e Fassina. Renzi in serata: "La fiducia è democrazia". Al Pd: "Decide la maggioranza, altrimenti è anarchia". Mercoledì il primo voto.

Tre fiducie in Aula - Alla Camera si voterà mercoledì pomeriggio la prima delle tre questioni di fiducia poste dall'esecutivo sulla riforma. Le altre due passeranno all'esame di Montecitorio giovedì, come si apprende dalla conferenza dei capigruppo. 

Brunetta: "No al fascismo renziano" - "Non consentiremo il fascismo renziano. Faremo di tutto per impedirlo, dentro e fuori questa Aula. Non consentiremo che questa Aula sia ridotta a un bivacco di manipoli renziani". Lo ha urlato nell'Aula della Camera il capogruppo di Fi, Renato Brunetta, dopo che il governo ha posto la fiducia sull'Italicum. 

Sel lancia crisantemi - Lancio di crisantemi gialli da parte dei deputati di Sel in Aula alla Camera. "E' il funerale della democrazia", ha detto il capogruppo Arturo Scotto dopo la richiesta della fiducia sull'Italicum. 

M5S, Grillo: "Scempio, e il Colle tace" - "Scempio fiducia Italicum: nessun segnale da Mattarella. Dopo moniti di Napolitano, l'estrema unzione silenziosa del Quirinale. Eia eia alalà". E' quanto ha scritto su twitter il leader del M5S, Beppe Grillo, per contestare la decisione del governo di porre la fiducia. "Siamo davanti alla ennesima presa in giro. Il governo se ne frega della sua maggioranza. Se la gente sapesse quello che qui dentro state facendo vi prenderebbe a pedate", ha detto Fabiana Dadone dell'M5S. "Il vostro è un atteggiamento da miserabili", ha aggiunto rivolgendosi alla maggioranza.

Salvini: "Renzi ha paura" - "La decisione della fiducia sulla legge elettorale è il segno che Renzi ha una paura folle. Non è audacia la sua ma il ruggito del coniglio, di uno che si accorge che sta perdendo consensi. I conti con lui li facciamo democraticamente il 31 maggio nelle urne elettorali". Lo ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. 

Bersani: "Non voto la fiducia" - "Non avevo dubbi che avrebbero messo la fiducia. Qui il governo non c'entra niente, è in gioco una cosuccia che si chiama democrazia". Lo ha detto l'ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, prima di annunciare il suo no alla fiducia: "Ho votato 17 volte la fiducia al governo, più di una al mese. Sono pronto a votare per altre 17 volte su atti di governo. Sulla democrazia non si mette la fiducia, per questo non la voterò". 

Anche Civati, Speranza, Fassina e Letta per il no - "Fiducia sull'Italicum: non la voterò". Così Pippo Civati su Twitter. "Una scelta forzata, non giustificata da nessun elemento, nè numerico, nè politico". Sempre su Twitter anche Fassina annuncia il suo no: "La fiducia sulla legge elettorale è inaccettabile. Mina alle fondamenta la democrazia. Tradisce i valori costitutivi del Pd. Non si può votare". Anche l'ex capogruppo alla Camera del Pd Speranza non voterà per Renzi: "Considero un errore gravissimo porre la fiducia sulla legge elettorale. Senza ostruzionismo e dopo un voto rassicurante sulle pregiudiziali. Ne ho votate tantissime in questi anni e ne continuerò a votare nei prossimi mesi. Ma questa volta no". Infine, anche Enrico Letta dice che non voterà la fiducia.

Renzi alla minoranza Pd: "Decide la maggioranza o è anarchia" - Il premier spiega così al Tg1 la decisione di porre la fiducia: "Non c'è cosa più democratica di mettere la fiducia: se passa, il governo va avanti altrimenti va a casa. Cosa c'è di più democratico di chi rischia per le proprie idee? E' tempo del coraggio, non di rimanere attaccati alla poltrona". E aggiunge: "Abbiamo discusso a lungo con la nostra minoranza, cambiato la legge venendo incontro alle richieste: adesso è il momento di non girare intorno. La prima regola della democrazia è rispettare la volontà della maggioranza perché se non decide più nessuno è anarchia".

"Se volete potete mandarmi a casa" - In precedenza, il premier aveva scritto su Twitter: "Dopo anni di rinvii noi ci prendiamo le nostre responsabilità in Parlamento e davanti al Paese. Senza paura". E ancora: "La Camera ha il diritto di mandarmi a casa, se vuole: la fiducia serve a questo. Finché sto qui, provo a cambiare l'Italia".

Voto finale settimana prossima - Intanto, ancora non è chiaro quando si terrà la votazione finale e non si conosce il numero degli ordini del giorno al testo (le opposizioni ne presenteranno moltissimi, annuncia Renato Brunetta di Fi), e il termine scadrà giovedì alle 11. E' quindi probabile che al voto finale si giunga la prossima settimana. Mercoledì nuova riunione dei capigruppo (già prevista, per il calendario di maggio.

Ampiamente bocciate le pregiudiziali - Nel primo pomeriggio la Camera aveva respinto, a voto segreto, le questioni pregiudiziali di costituzionalità all'Italicum con una ampia maggioranza e ciò aveva fatto pensare a molti che il ricorso alla fiducia fosse superato. La votazione favorevole al governo era finita infatti 384 a 209. Bocciate, con 385 no e 208 sì, anche le questioni pregiudiziali di merito. Bocciata anche la questione sospensiva.In mattinata Montecitorio aveva già respinto le questioni pregiudiziali di costituzionalità al decreto legge sull'Election day presentate dalla Lega e da FI.

da TgCom24