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II presidente dell'Inps Tito Boeri, economista dell'Università Bocconi, in un'intervista al Corriere della Sera spiega come saranno le pensioni del futuro.

 Ma prima spiega quali saranno i suoi guadagni come presidente dell'Istituto di previdenza. "Prenderò 103 mila euro lordi l' anno, uno stipendio elevato, ma pur sempre meno di quanto prende un dirigente di seconda fascia all' Inps e molto meno di quanto guadagnavo prima. Ad eccezione del Festival dell' Economia di Trento, per il quale quest' anno sono ancora il direttore scientifico, ho sospeso tutti i miei lavori precedenti per questo incarico che mi ha già cambiato la vita". Il neopresidente racconta poiu come cambierà l'ente. Un cambiamento che si può sintetizzare in poche parole: età pensionabile più flessibile, una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori di quella che è la loro situazione contributiva per poter pianificare il loro futuro. Boeri che annuncia che "ai lavoratori senza connessione internet manderanno una lettera con la stima della pensione, per gli altri ci sarà invece un "pin" con cui accedere attraverso il sito Inps al proprio conto e simulare la pensione futura, secondo diversi scenari di carriera e di crescita dell' economia".

Più flessibilità - Boeri annuncia che nel 2015 "daremo questa possibilità a tutti i lavoratori dipendenti privati. Per quelli pubblici ci vuole più tempo perché è più difficile ricostruire i versamenti. Nel 2016 dovrebbe essere possibile anche per i parasubordinati. Boeri si sofferma poi sulla flessibilità dell'età pensionabile sui cui c'è ampio consenso nel governo e sugli esodati: " Finora il tema degli esodati è stato affrontato con sei decreti di salvaguardia  che spesso però aiutano anche chi ha redditi elevati mentre ci sono tante altre situazioni non protette. Bisognerebbe insomma spendere meglio le risorse pubbliche, prevedendo per esempio un reddito minimo per contrastare le situazioni di povertà, finanziato dalla fiscalità generale. Poi, dal lato della previdenza, è chiaro che, usando il calcolo contributivo, si potrebbero introdurre forme di flessibilità".

Uscire prima dal lavoro ma con pensioni più leggere. E' questa l'idea anche se precisa Boeri "prima bisogna convincere la Commissione europea, perché purtroppo i conti pubblici vengono considerati nella loro dimensione annuale anziché sul medio-lungo periodo. Per l' Ue se si consentono i pensionamenti anticipati risalta solo l' aumento immediato della spesa ma non il fatto che poi si risparmierà perché l' importo della pensione sarà più basso. Bisogna battersi in Europa per arrivare a una valutazione intertemporale del bilancio" E ancora: " Faremo anche qui un' operazione trasparenza: uno studio per categorie mettendo a confronto l' importo delle pensioni in pagamento con quello che si ottiene dal ricalcolo col metodo contributivo. Sulla base di questi dati potremo formulare proposte d' intervento.

da LiberoQuotidiano