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Il racconto dei genitori di uno studente di terza media: «Aveva scelto il corso professionale della Regione, iscritto e poi escluso». Costretto ai 5 anni di una statale

Nostro figlio, sordo e affetto da sindrome autistica, frequenta la terza media in una scuola statale e dovrà andare alle superiori, sempre scuola dell’obbligo. Riteniamo che gli sia stato impedito l’accesso alla scuola che aveva scelto, che gli avrebbe dato una qualifica professionale, carta per la sua futura autonomia. Premettiamo che pur avendo difficoltà di linguaggio e problemi relazionali Marco non ha deficit cognitivi ed è autonomo. Ha coscienza del pericolo e rispetto delle regole. E ha una vera passione per le auto e la meccanica.

Ecco come è andata. Ci suggeriscono il corso di carrozzeria dell’Istituto di Formazione Professionale Regionale «Accademia Martesana» di Gorgonzola. Marco visita la scuola e torna entusiasta. Andiamo ai due open day, incontriamo l’équipe di sostegno, non sembra esserci alcun problema. A gennaio completiamo la preiscrizione sul sito del ministero. Il 19 febbraio riceviamo dalla scuola un sms, siamo convocati con Marco il 23 febbraio (il giorno prima chiudevano le preiscrizioni). Hanno chiamato tutti i ragazzi disabili per dire che ci sono esuberi e serve un colloquio (che dura qualche minuto e si svolge in assenza di noi genitori) per verificare se possono rispondere alle regole sulla sicurezza dei centri di formazione regionali. Regole che di fatto tagliano fuori dal diritto all’istruzione i portatori di handicap più problematici. Il 1° marzo con sms ci comunicano «l’impossibilità di accogliere l’iscrizione». Chiediamo, con lettera raccomandata, la motivazione. La risposta non è mai arrivata.

Dopo di che il putiferio. Anche la scuola presa come seconda scelta, l’Istituto di Formazione Professionale Regionale Piamarta, risulta non avere posto. Gli insegnanti delle medie propongono altre scuole, non adatte a Marco, se ci andasse controvoglia manderemmo all’aria anni di terapie. Marco intanto si chiude in se stesso. Il 7 marzo ci comunicano che risulta iscritto al Piamarta, corso Macchine Utensili. Andiamo subito a scuola, sembra tutto a posto, ci mostrano i laboratori, parliamo con il direttore, prendiamo accordi per finanziare noi ulteriori ore di sostegno. Ma alla fine ci dicono che al corso per meccanico non c’è posto.

Suggeriscono di chiedere all’Ipsia Settembrini, scuola statale. Il termine si chiudeva quel giorno ma riusciamo a parlare con la vicepreside e ci accolgono subito, nessun problema per sicurezza e laboratori. Marco è iscritto: «Manutenzione mezzi di trasporto». Lavorerà sulle auto e avrà il sostegno per 18 ore settimanali, mentre la scuola regionale ne garantisce 27, all’anno. Il corso però dura 5 anni e non tre e c’è l’esame di Stato e chissà se Marco sarà in grado di farlo.

Ci chiediamo perché per le scuole regionali ci sono regole diverse, dalla sicurezza alle ore di sostegno. La nostra storia è finita relativamente bene, ma gli altri ragazzi esclusi dove sono finiti?