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by Andrea Milioni

E’ soltanto una proposta al momento, ma l’idea sarebbe quella di trasformarla in legge.

Parlo dell’idea avuta dal Ministri dell’Interno Angelino Alfano, di abbassare l’età punibile per cui un ragazzo possa essere incriminato per aver commesso un reato. Ad oggi, l’età minima è quella dei 18 anni, ossia il raggiungimento della maggiore età, ma è pur vero che oggi a 16 anni si è perfettamente consapevoli delle scelte che si fanno e di conseguenza se si stia commettendo un reato e quali conseguenze comporti commetterlo. Di conseguenza è inutile nascondersi dietro la paura di fare del male a dei ragazzi giovani assegnando punizioni esemplari. Basti pensare agli ormai tanto moderni atti di bullismo. I protagonisti di questi crimini, sono quasi sempre ragazzi adolescenti, consapevoli delle loro azioni, consapevoli di provocare del male, di indurre qualcuno al suicidio, di distruggere la serenità delle persone o delle famiglie. E’ logico quindi pensare che sia giusto assegnare la giusta punizione ad un crimine simile come potrebbero essere altri. E non vorrei sentire l’ipocrisia di tanti genitori che si schierano a difesa di questi micro criminali solo con la giustificazioni che sono solo ragazzi. E’ giusto che un raggazzo/a di 15 o 16 anni si tolga la vita perché dei loro coetanei li hanno stalkerizzati fino ad indurli al suicidio? Che parole direbbero ai genitori di quelle vittime? Insomma per adesso esiste solo la proposta, ed anche se vedrà non poche difficoltà, ritengo che sia una legge tutta da approvare, anche se poi, visti i flop che la giustizia prende, sarà difficile da applicare.